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                                                                                                                                                 CON I PATROCINI:

gruppopresenzamgg@yahoo.it

In questo settore sono stati raggruppati il manuale per il “Compostaggio domestico" ed i resoconti
degli incontri tecnici sulla "gestione dei rifiuti urbani "  che si sono svolti  nella sala parrocchiale
di Frattocchie. 
                                                                       

 
 

 

 
 

 

 
 

IL MANUALE PER IL “COMPOSTAGGIO DOMESTICO”

 

 
 

 

 
 

 

 
 

1 - COMPOSTARE PER CHIUDERE IL CERCHIO

 

E’ questo uno dei criteri fondamentali per affrontare il problema rifiuti.

Negli ultimi decenni il ciclo dei rifiuti è stato paragonabile ad una linea con un inizio - rappresentato dalla sottrazione di materie prime da trasformare in beni di consumo(carta, vetro, metalli e plastica); ed una fine -  il più delle volte una discarica, senza alcuna possibilità di riutilizzo o recupero.
Tuttavia il 30% circa dei nostri rifiuti è composto da scarti alimentari e verdi, ricchi di sostanze
organiche provenienti dal
suolo. E’ fondamentale restituire quegli elementi sottratti per la crescita delle piante se vogliamo mantenere la fertilità dei
terreni agricoli.

Abbandonare i rifiuti organici in discarica non solo crea problemi ambientali (inquinamento delle falde, produzione di gas) ma impedisce la restituzione alla terra di ciò che le è stato sottratto.
I fertilizzanti chimici sono rimedi che non r
icostituiscono la struttura del terreno impoverito, limitandosi a fornire alcuni elementi essenziali alla crescita delle piante, allo stesso tempo possono essere facilmente dilavati dalle piogge finendo per inquinare fiumi, laghi e mare.

Chi ha la fortuna di avere una casa con giardino può da parte sua “chiudere il cerchio”, destinando gli scarti di cucina e gli sfalci del proprio giardino al “compostaggio domestico” che non fa altro che riprodurre in piccolo ciò che avviene naturalmente nel sottobosco con la trasformazione del fogliame in torba.

Come associazione di volontariato ci auguriamo che la produzione e la consegna di questo manuale possa sostenere quanti vorranno condurre in proprio il recupero della frazione organica dei rifiuti per:
*ridurre l’inquinamento a
mbientale;
*ridurre il costo dello smaltimento;
*restituire
alla terra le sostanze di cui ha bisogno per  rendere possibile la nostra vita.

Buona lettura e buon lavoro dal portavoce: corrado colizza


Nota:

Un terreno è desertificato quando presenta basse percentuali di sostanza organica (meno dell’1%). L’Italia presenta un elevato rischio di desertificazione. Il compostaggio può restituire materia organica, e quindi nutrimento, alla terra.

Nel maggio 2001, 150 scienziati di tutta Europa, riuniti ad Erice, hanno lanciato un allarme “per il livello di degradazione dei suoli” che in alcune parti del mondo ha raggiunto limiti che non devono essere assolutamente superati.

Africa Centrale, Asia, Sud America, Spagna, Grecia, Turchia ed Italia sono le zone maggiormente a rischio. Nell’appello degli scienziati si afferma che dal 1990 al 2000 la dotazione di suolo procapite è passata da 0,30 ettari a 0,25 ettari e si prevede che presto passerà a 0,15 ettari.

Gli scienziati hanno chiesto ai Governi di “mantenere e ricostituire la biodiversità e la pedodiversità che condizionano tutto il sistema vivente e quindi la qualità della vita;

favorire politiche territoriali ed in particolare agro-forestali dirette a sviluppare gli effetti di immagazzinamento del suolo che da soli, in molti casi, possono contrastare le emissioni derivanti dalla combustione dei fossili e quindi l’effetto serra;

favorire la chiusura dei cicli degli elementi nutritivi del suolo e quindi a riutilizzare tutti i rifiuti in modo naturale, evitando, nei limiti del possibile, le collocazioni improprie, quali, ad esempio, possono essere le discariche e l’incenerimento”.

 
 

 

 
 

 

 
 

2 - IMITANDO LA NATURA

 

In natura la sostanza organica prodotta e non più “utile” alla vita (foglie secche, feci, spoglie di animali, ecc.) viene decomposta dai microrganismi presenti nel terreno che la estituiscono al ciclo naturale. Le componenti meno degradabili rimaste costituiscono l’humus, prezioso per la crescita di altri vegetali.

L’humus può essere considerato una vera e propria riserva di nutrimento per le piante data la capacità di liberare lentamente ma costantemente gli elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio sono i più importanti), assicurando la fertilità costante del suolo.

Con il compostaggio vogliamo imitare, riproducendoli in forma controllata e accelerata, i processi che in natura riconsegnano le sostanze organiche al ciclo della vita: un perfetto riciclaggio dei rifiuti organici. In altre parole, il processo per creare il “compost”  è copiato dalla natura.

Proviamo a pensare quante ricchezze sprechiamo con alcuni dei nostri comportamenti abituali: cosa avviene degli scarti del nostro giardino, dell’orto e della preparazione dei pranzi?

Avanzi di cucina, sfalci di giardino, potature e simili finiscono generalmente in pattumiera, e vanno così recapitati alle discariche, ossia restituiti al territorio in una forma che non solo è inutile, ma costituisce anche un odioso “fardello”, consumando spazio e creando mega-pattumiere poco gradite alla popolazione. Gli scarti del  giardino (erba, legno proveniente dalle potature, foglie) spesso hanno un destino analogo; altre volte vengono bruciati, producendo inquinanti gassosi: certo non sarà un singolo fuoco, ma nell’insieme di tanti piccoli fuochi diventano un problema.

Secondo i dati dell’ANPA gli scarti organici costituiscono un terzo dei rifiuti cittadini: non è quindi un problema di poco conto  quello di cui ci occuperemo!


2.1 Una macchina biologica.

Il processo di compostaggio è naturale perché tutto il merito delle trasformazioni è di batteri, presenti naturalmente nel terreno e negli scarti, che degradano e trasformano la sostanza organica. Tali batteri hanno bisogno per la loro vita dell’ossigeno presente nell’aria: si tratta infatti di batteri “aerobici”. In carenza di ossigeno si attivano altri microrganismi e iniziano fermentazioni e putrefazioni, con produzione di sostanze maleodoranti.   La trasformazione che subisce la materia organica ad opera dei batteri comporta un gran consumo di ossigeno.  Il compostaggio trasforma (o degrada) le molecole organiche complesse in composti chimici più semplici e stabili, quali per  esempio i sali minerali, l’acqua, l’anidride carbonica. E’ stabile quel compost nel quale gran parte delle trasformazioni chimiche sono avvenute.

Per merito dell’attività batterica la temperatura del materiale aumenta: un aumento che può essere tale da ottenere l’effetto  della pastorizzazione (come il latte!), della igienizzare, o se volete “purificare” il  cumulo dai microrganismi dannosi presenti negli scarti (tra questi  anche gli agenti delle malattie delle piante).


2.2 - La produzione del compost imita il ciclo naturale.

Infatti con la raccolta differenziata dei rifiuti domestici si isolano i rifiuti organici, che con l’azione dei batteri vengono trasformati  nel compost, che a sua volta viene utilizzato in agricoltura per restituire materia organica al terreno.  I vantaggi dell’operazione di compostaggio sono:

- dare un significativo contributo alla corretta gestione dei rifiuti, diminuendo di molto il “fabbisogno di smaltimento” in discarica o in inceneritori;

- prevenire la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla bruciatura di questi scarti;

- garantire la fertilità del suolo nella forma più pregiata, quella organica.

Si tratta dunque di una scelta importantissima non solo per la corretta gestione dei problemi ambientali, ma anche per la massima salute e vitalità del nostro orto o giardino, nonché, eventualmente, delle nostre fioriture in vaso.

Recuperare le sostanze organiche presenti nei rifiuti conviene sotto ogni punto di vista: conviene all’ambiente, conviene al nostro orto o ai nostri fiori, conviene perché così si riducono i costi di smaltimento.   Conviene a tutti e a ciascuno. 


3 - COSA SI PUO COMPOSTARE

       Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono gli scarti, residui ed avanzi di ogni tipo organico, biodegradabili, cioè aggredibili dai microbi:

. avanzi di cucina, come residui di pulizia delle verdure, bucce, pelli, fondi di the e caffè;
. scarti del giardino e dell’orto, come legno di potatura,
sfalcio dei prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi, avanzi dell’orto, ...;

. altri materiali biodegradabili, come carta non patinata, cartone, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato.

          Da usarsi in minime quantità ed a condizione:

.. avanzi di cibo di origine animale, cibi cotti (in piccole quantità, perché altrimenti attraggono insetti ed altri animali indesiderati);

.. foglie di piante resistenti alla degradazione (magnolia, lauroceraso, faggio, castagno, aghi di conifere): in piccole quantità e miscelando bene con materiali più facilmente degradabili;
.. lettiere per i cani e gatti (sepiolite) una volta usate: solo se si è sicuri di ottenere la igienizzazione tramite un adeguato sistema di compostaggio ed usando le ovvie precauzioni igieniche.

       Occorre invece evitare i rifiuti di origine sintetica o comunque non biodegradabili, od ancora contaminati da sostanze non “naturali” quali:

. il vetro; . le pile scariche; . i tessuti; . le vernici ed altri prodotti chimici; . i manufatti con parti in plastica o metalli (scatole, contenitori, oggetti vari); .il legno verniciato; . i farmaci scaduti; . la carta patinata (riviste).

 

 
 

 

 
 

 

 
 

4 - LE REGOLE D’ORO PER IL COMPOSTAGGIO

 

1^ La miscela deve assicurare l’apporto di ossigeno e la giusta umidità.

Ricordiamo che il processo di compostaggio avviene in presenza di ossigeno (in contatto con l’aria). Questa è la garanzia di una buona trasformazione e della mancanza di cattivi odori.

Per assicurare la necessaria quantità di ossigeno occorre:

- non comprimere l’insieme in modo da migliorare la sua porosità per facilitare il ricambio spontaneo di aria ricca di ossigeno al posto dell’aria esausta (in cui l’ossigeno è stato consumato);

- rivoltare periodicamente il materiale in modo da facilitare tale ricambio.

Se l’insieme contiene poco legno (più o meno sminuzzato), paglia, foglie secche coriacee, cartone lacerato), ciò significa che la sua porosità è scarsa, in tal caso occorrerà effettuare più frequenti rivoltamenti, e viceversa.  Per realizzare il processo di compostaggio è sufficiente formare con gli scarti compostabili un cumulo in una zona del giardino dove sia possibile portare l’acqua, ed all’ombra di uno o più alberi (che d’estate proteggano dal sole e d’inverno, perdendo le  foglie lascino passare i raggi solari, accelerando le reazioni biologiche).

Altra condizione è quella di mantenere l’equilibrio tra la porosità e l’umidità del cumulo. Ciò è possibile con - la porosità, ovvero la capacità del cumulo di avere un ricambio d’aria al proprio interno;

- l’umidità sufficiente a permettere lo scvolgimento delle reazioni microbiche, ma non eccessiva perché il ristagno di acqua provoca putrefazioni;

- l’equilibrio carbonio-azoto che si ottiene miscelando bene le sostanze ricche di uno o dell’altro parametro.

Un modo semplice per garantire un buon equilibrio è quello di miscelare sempre gli scarti più umidi con quelli meno umidi.     Il rapporto equilibrato è tra 20 e 30 Se vi è troppo carbonio (C/N >30) i microbi avranno una  insufficiente scorta di azoto che è necessario alla loro riproduzione; questo impedirà l’accelerazione delle reazioni di decomposizione; il processo di compostaggio sarà dunque estremamente lento.

Se vi è troppo azoto (C/N < 20) gran parte dell’azoto, reso inutile perché eccedente le necessità, verrà perso sprecando valore fertilizzante e provocando cattivi odori (odore di urina) in quanto l’azoto viene generalmente liberato in forma ammoniacale.

               

 
 

 

 
 

 
 

 

 
 

 

 
 

Carta, paglia, foglie secche e legno hanno un contenuto di carbonio molto alto, mentre gli scarti di
cucina e gli sfalci di prato apportano
più azoto (C/N basso). 

 

Per trattenere almeno parte del calore prodotto dalla trasformazione microbica occorre dare al cumulo almeno un’altezza di 50/60 cm. Al contrario, un’altezza eccessiva (sopra 1,3/1,5 metri) corre il rischio di compattare il materiale bloccando la circolazione di ossigeno. Dunque in caso di abbondanza di materiale è meglio allungare il cumulo.

3^ Il controllo dell’umidità.

La giusta umidità del cumulo si ottiene e mantiene tramite:

- un’equilibrata miscelazione degli scarti (detto al punto 2^);

- un’appropriata conformazione del cumulo;

- garantendo la necessaria porosità ed il drenaggio, mettendo alla base del cumulo uno strato di 10/15 cm di materiale legnoso per evitare il ristagno dell’acqua;

- coprendo il cumulo con materiali impermeabili nei periodi piovosi, levandoli però appena spiove per favorire il ricambio d’aria;

- innaffiando, se necessario, nei periodi di siccità.


4^ La dimensione del cumulo.
In un cumulo ben poroso l’ingresso continuo di aria fresca e ricca di ossigeno permette di rifornire continuamente i microbi  dell’ossigeno che man mano viene consumato per la trasformazione degli scarti organici. Se invece il cumulo non ha una porosità sufficiente, non entra abbastanza ossigeno per consentire l’attività dei microbi.

Il consumo di ossigeno è, soprattutto nella prima fase, più veloce dell’ingresso di nuova aria dall’esterno dagli interstizi presenti  nel cumulo. Quello presente nel materiale si esaurisce dunque rapidamente e va integrato rivoltando il materiale per permettere il ricambio dell’aria e rivitalizzare il processo. L’attrezzo che permette una più agevole gestione del rivoltamento è il forcone:
con il forcone infatti si riesce
anche a “disfare” gli agglomerati di materiale che si fossero compattati, così che questi abbiano modo di ossigenarsi bene. Il rivoltamento è comunque opportuno anche in cumuli dotati di porosità sufficiente, in modo da miscelare bene gli scarti e ridistribuire periodicamente nella massa l’acqua, il calore e gli elementi nutritivi.


5^ Il controllo dell’umidità.

L’aumento della temperatura del cumulo è l’indicatore dell’attività dei microbi: la presenza di ossigeno incentiva l’attività dei microbi e mantiene alta la temperatura soprattutto all’inizio del processo. In seguito gli innalzamenti di temperatura  dopo i rivoltamenti, sono via via più contenuti e ciò significa che la sostanza organica si sta degradando e il compost è in via di stabilizzazione, la sua temperatura lentamente si avvicina a quella ambientale.

 

 

 

5 SUGGERIMENTI PRATICI

 

5.1 Rivoltamenti

La frequenza dei rivoltamenti, necessari per garantire l’apporto di ossigeno, varia con le stagioni:
- in inverno è ipotizzabile 1 rivoltamento dopo 25-30 giorni; il successivo dopo 3/5 giorni; dopo 3/4 mesi si ottiene un compost fresco, dopo 6 mesi il compost è pronto per l’impiego. In ogni caso, bisogna tener conto che le basse temperature atmosferiche rallentano il processo di trasformazione;

- in estate: 1 rivoltamento dopo 20 gg., 1 altro dopo 2/4 mesi; 2/3 mesi per ottenere compost “fresco”, 5/6 per il “pronto”.

Ovviamente, in un cumulo poco poroso il numero dei rivoltamenti deve aumentare per garantire il necessario ricambio di ossigeno, soprattutto dopo piogge intense e “battenti” che tendono a compattare il cumulo diminuendone la porosità...


5.2 Come ottenere la igienizzazione degli scarti problematici.

Nel caso si abbiano scarti da “igienizzare” (parti di piante malate, lettiera di gatto ecc.) occorre essere sicuri che il cumulo abbia al proprio interno una temperatura tra i 55° e 65° per raggiungere la quale è necessario che il cumulo abbia dimensioni di almeno 1 m x 1 m.

Se il raggiungimento del volume sufficiente per igienizzare gli scarti fosse “impresa” difficile o eccessivamente lunga, ci si può organizzare:

- “consorziandosi” con parenti, amici, vicini (il che riesce bene soprattutto nel caso degli orti urbani);

- utilizzando i “composter” o altri sistemi di coibentazione (es. tessuto non tessuto);

- o comunque, escludendo dal compostaggio gli scarti che necessitano di igienizzazione (come parti di piante malate, feci di animali domestici).


5.3 Se potete proteggete il cumulo.

Le alte temperature e la radiazione solare estiva possono comunque permettere il raggiungimento delle temperature di igienizzazione anche con cumuli di dimensioni più contenute, avendo la cura di porre il materiale da igienizzare all’interno.

E’ buona norma ricoprire il cumulo, una volta allestito, con materiale coibentante ed in grado di preservare gli scarti dall’eccessivo inumidimento od essiccamento rendendo il cumulo nel suo complesso il più indipendente possibile dalle condizioni atmosferiche, pur lasciandolo respirare. A tale scopo risultano adatti i teli di juta o di tessuto-non tessuto, od uno strato di foglie o paglia di 5/10 cm.


5.4 Legno e ramaglie.

I materiali grossolani e particolarmente quelli legnosi, vanno adeguatamente sminuzzati. In mancanza di uno specifico trituratore (ormai reperibile nella gran parte dei negozi di giardinaggio) si può anche procedere con un falcetto, o anche a mano, avendo cura di ottenere pezzi di dimensioni comprese tra i 10 ed i 30 cm.

A differenza della triturazione meccanica, questa procedura difficilmente assicura una buona degradazione del legno (le cui fibre non vengono “lacerate” e dunque sono refrattarie all’azione microbica): tuttavia sarà ugualmente possibile sfruttare la porosità conferita dal legno al cumulo, il che permetterà una facile trasformazione (e senza problemi!) degli altri scarti; il legno residuo potrà poi essere separato con la vagliatura finale e reimpiegato per la miscelazione con altri scarti freschi nei nuovi cumuli.

La sminuzzatura manuale è dunque particolarmente consigliabile laddove vi sia carenza di materiali legnosi, in quanto consente di reimpiegarli più volte, in diversi cicli dicompostaggio.


5.5 Come si misura la temperatura

La temperatura va rilevata ad una profondità di almeno 30/40 cm, per non risentire dell’infl uenza della temperatura atmosferica sul materiale esterno.

A tale scopo si rivelano adatti i termometri “industriali”, in vetro o, meglio ancora perchè più robusti, in metallo con quadrante di lettura tondo (hanno un costo contenuto, pari a circa 20/30 Euro) graduati generalmente da 0° a 100°.

Attenzione: nel caso di termometri di vetro, per sfruttare l’intera lunghezza del termometro ed evitare di rompere il puntale, che rilascerebbe vetro e mercurio nella massa, vi consigliamo di “fare strada” al termometro creando un foro di sufficiente larghezza con un bastone o un manicotto di metallo; poi vi si introdurrà l’intero termometro, che, una volta estratto con cura, darà la lettura della temperatura a una buona profondità. Una alternativa tradizionale, semplice ma efficace, soprattutto per i soggetti dotati di “buona sensibilità”, è il rilievo grossolano della temperatura con la mano, che già di per sè consente di verificare se l’interno del cumulo è caldo (e quanto) o freddo e di confrontare tale riscontro con quanto atteso nelle diverse fasi del compostaggio.


5.6 Come evitare gli odori

Un compostaggio ben condotto non deve produrre odori sgradevoli. Se accade vuol dire che la trasformazione biologica, che porta alla degradazione dello scarto organico, si è “inceppata”, e ciò per due possibili ragioni:

- eccesso di azoto (basso C/N della miscela) e liberazione dello stesso in forma ammoniacale (odore di urina);

- condizioni anaerobiche (cioè mancanza di ossigeno per scarsa porosità o eccesso di umidità) con putrefazioni e produzione di  sostanze che producono odori.

Ecco le misure di prevenzione:

- provvedete ad una giusta miscelazione degli scarti, sin dalla fase di accumulo, evitando sia gli eccessi di azoto (C/N equilibrato)  he di umidità ed assicurando la porosità necessaria;

- conferite e mantenete una giusta porosità nel materiale mediante una opportuna aggiunta di materiale “strutturante” (legno, foglie secche, cartone lacerato grossolanamente);

- assicurate il drenaggio al “piede” del cumulo, con uno strato di fascine o trucioli di 10/15 centimetri;

- rivoltate quando necessita (soprattutto in cumuli poco porosi) per rifornire di ossigeno l’interno del cumulo;

- coprite eventualmente il cumulo con materiali “filtranti”; rispondono a questi requisiti i materiali con un’alta superficie reattiva,  quali la terra (quella argillosa in particolare) e soprattutto il compost maturo.

 

 

 

6 - TANTI MODI DI COMPOSTARE

 

Abbiamo ora tutti gli elementi per affrontare il compostaggio con altri sistemi. Tutte le considerazioni sin qui svolte (sulla miscelazione, l’umidità, la porosità, ecc.) mantengono ovviamente la loro validità; indichiamo qui solo le specifiche differenze, i vantaggi ed  i problemi conseguenti all’adozione di un certo sistema di compostaggio, ed alcuni consigli per rendere anche tale sistema  efficace con i migliori risultati.


6.1 – Il Composter

I composter sono contenitori di forme (cilindrica, troncoconica, a sezione esagonale ecc.) e volumetrie variabili (generalmente   da 200 a 1.000 litri). La possibilità di circolazione dell’ossigeno e il grado di isolamento termico differenziano le tipologie costruttive più diffuse: alcune prevedono una fessurazione nella parte bassa delle pareti laterali, altre fessure regolabili accoppiate al sistema  di copertura; alcuni composter recano una serie di costolature sporgenti dalle pareti interne, per tenere distanziato lo scarto e
permettere il passaggio dell’aria tra questo e le pareti;

qualche soluzione tecnologica prevede sistemi per garantire l’isolamento termico (“coibentazione”) della massa in compostaggio.

Potete acquistare nei negozi specializzati un composter, a forma di campana, studiato apposta per i piccoli giardini o per le  grandi terrazze, ha un aspetto gradevole, impedisce la fuoriuscita dei cattivi odori e l’ingresso di animali indesiderati.

vantaggi: occultamento visivo del materiale se necessario in situazioni particolari (piccoli giardini, presenza di animali in cortile);
indipendenza dalle condizioni atmosferiche;

possibilità di ottenere una buona igienizzazione, soprattutto se il composter è coibentato, anche con pochi scarti o in stagioni molto  fredde;

problemi: difficile l’aerazione mediante rivoltamento se il composter non è apribile sul lato;

consigli pratici: si consiglia di gestire il carico del composter in modo tale che la massa di scarto mantenga una buona porosità  per evitare fenomeni putrefattivi che genererebbero sostanze maleodoranti; nel caso del compostaggio in contenitore risultano  infatti essere generalmente problematici i rivoltamenti periodici della massa, specie nel caso di composter non apribili su almeno  un lato; una soluzione potrebbe essere adottata posizionando alla base del composter delle fascine di legno che permettono di  conservare un flusso di aria, dalle fessure o dal fondo forato, all’interno del composter.

Alcune soluzioni tecnologiche interessanti prevedono la costruzione di composter dotati di un cassone forato rotante per favorire  l’aerazione della massa e per migliorare la miscelazione del materiale posto all’interno; questo permette un’agevole gestione dei rivoltamenti.


6.2 In buca

Molti di voi la conoscono anche come “rudera”: è un vecchio sistema di compostaggio che, con alcune attenzioni e modifiche,  può risultare valido consentendo buoni risultati senza alcun problema.

Questo sistema si basa sulla predisposizione di una buca in cui si accumulano gli scarti organici, ad imitazione delle concimaie agricole destinate ad accogliere il letame in corso di trasformazione.

vantaggi: lo scarto viene “nascosto”, il che può essere un vantaggio per piccoli giardini in cui si temono rapporti problematici  con il vicinato, timori che comunque generalmente non hanno ragione di esistere, perché un cumulo ben predisposto e seguito  con attenzione, oltre a non dare problemi olfattivi, è senz’altro molto bello da vedere: offre infatti un’idea di gestione ordinata  degli scarti organici in armonia con i cicli naturali degli elementi; si può dunque senz’altro... essere fieri del proprio cumulo!

problemi: per chi ci ha seguito sin qui nelle considerazioni su cosa avviene durante il compostaggio e sulle esigenze da rispettare,  è facile comprendere che la concimaia, se non gestita bene, presenta due particolari situazioni problematiche:

a) la tendenza ad accumulare acqua, soprattutto se impermeabilizzata sul fondo;

b) una insufficiente superficie di scambio dell’ossigeno con l’esterno, in quanto solo la fascia superiore degli scarti accumulati è a  contatto con l’aria: è più facile dunque che le porzioni inferiori del materiale depositato abbiano carenza di ossigeno, andando  incontro a putrefazioni.

Certo tali problemi erano insignificanti in situazioni in cui l’abbondanza di superficie rendeva sopportabile l’allungamento del  processo e la lontananza di altre abitazioni rendeva innocui gli odori che eventualmente si sviluppavano per le putrefazioni alla  base della buca.

Oggigiorno, però, questi sono problemi che vanno considerati e gestiti con alcuni piccoli, ma essenziali, accorgimenti:

a) garantendo il drenaggio dell’acqua sul fondo della buca (mettendo uno strato di ghiaia e/o dei tubi drenanti che   allontanino l’acqua; o adagiando sul fondo della buca un bancale sul quale poi depositare il materiale organico, in modo che l’acqua sgronderà attraverso le fessure del bancale);

b) tenendo discosti gli scarti dalle pareti della buca, in modo da fare circolare l’aria tra queste ed il materiale organico; anche a  tale scopo può essere utile (ed intelligente!) “foderare” le pareti della buca con dei bancali che, tenendo gli scarti lontano dalle pareti, consentono il ricambio d’aria e l’ossigenazione del materiale.  


7 – ALCUNE RICETTE PER L’IMPIEGO

7.1 Humus e Compost

La sostanza organica nel terreno, pur rappresentando una percentuale molto bassa (2-4% in peso del suolo), costituisce
l’elemento fondamentale della fertilità agronomica, cioè la migliore condizione per ospitare la vita vegetale. La sostanza
organica, se ben humificata, contribuisce al miglioramento delle proprietà biologiche, fisiche e chimiche di un terreno.

Proprietà biologiche:

la sostanza organica è la sede ed il nutrimento dei microrganismi responsabili dei cicli degli elementi nutritivi essenziali alla vita
vegetale.

Proprietà fisiche:

le particelle di sostanza organica, facendo da “collante”, contribuiscono in modo determinante alla formazione di una buona
struttura, intesa come aggregazione delle particelle di
suolo in modo da avere i rapporti tra terreno, aria ed acqua più favorevoli
alla vita animale e vegetale nel suolo, rendere i
terreni argillosi più porosi e lavorabili e permettere di trattenere l’acqua in quelli
sabbiosi.

Proprietà chimiche:

la sostanza organica contiene già spontaneamente ed è in grado di trattenere gli elementi nutritivi apportati per altra via al
terreno (azoto, fosforo e potassio i più importanti); tali
elementi, una volta “immagazzinati” nella sostanza organica,

vengono liberati gradualmente e così resi disponibili per l’assorbimento radicale.

Per ottimizzare le sue qualità, la sostanza organica deve essere presente in forma “stabile”, non più soggetta a trasformazioni
consistenti; deve cioè aver subito una parziale
decomposizione ed una umificazione più o meno spinta. Per humificazione si intende
il processo naturale di trasformazione
della sostanza organica originaria in humus che rappresenta il complesso in grado di
esercitare le proprietà sopra descritte al massimo grado.
La gestione degli scarti organici per farne
compost mira appunto a raggiungere questi obiettivi.


7.2 C’è compost e Compost

In dipendenza dai tempi di compostaggio si distinguono essenzialmente tre tipi di compost:

*compost fresco (2/4 mesi nel caso di compostaggio in cumulo): compost ancora in corso di trasformazione biologica.
E’ un
prodotto ancora ricco in elementi nutritivi fondamentali per la fertilità del suolo e la nutrizione delle piante, grazie alla facilità
con cui può rilasciare tali elementi nel corso delle ulteriori trasformazioni cui deve sottostare;

evitate l’applicazione a diretto contatto con le radici perchè non è sufficientemente “stabile”; da impiegare nell’orto ad una certa distanza di tempo dalla semina o dal trapianto della coltivazione;

*compost pronto (5/8 mesi): compost già stabile in cui l’attività biologica non produce più calore; a causa delle trasformazioni  più lente ha un effetto concimante meno marcato; possibile l’impiego per la fertilizzazione dell’orto e del giardino subito prima  della semina o del trapianto;

*compost maturo (12/18/24 mesi): compost che ha subito una fase di maturazione prolungata; è il compost che possiede il  minor effetto concimante, ma che presenta caratteristiche fisiche (grado di affinamento) e di perfetta stabilità, idonee al contatto diretto con le radici e i semi anche in periodi vegetativi delicati (germinazione, radicazione, ecc.); indicato soprattutto come terriccio per le piante in vaso e per le risemine e rinfittimenti dei prati.

 

 

 

8 - DOSI, RICETTE E CONSIGLI

 

8.1 Costruzione di giardini (aiuole, terrapieni, etc..).

Il compost può essere utilizzato per la fertilizzazione “di fondo” (presemina) in aggiunta alla terra acquistata generalmente all’esterno, che si presenta normalmente molto povera di sostanza organica e dunque poco fertile.

Tipo di compost: compost pronto;

Dosi e consigli: aggiungere compost in quantità ingenti (10-15 kg/mq ossia una carriola ogni 2 metri quadri circa) miscelando   bene con vangatura o zappatura nei primi 10/20 cm di terreno; non è necessaria una vagliatura spinta, anche se può   favorire l’amalgama compost/terreno; eventualmente impiegate compost “integrato” per avere un maggiore effetto concimante.


8.2 Manutenzione di tappeti erbosi.

Per risemine e rinfittimenti di prati degradati.

Tipo di compost: compost maturo e ben raffi nato (vagliato a 10 mm);

Dosi e consigli: distribuire il compost in strato sottile (0,5 cm) ed omogeneamente su tutta la superficie da riseminare, miscelando eventualmente con sabbia o terra; poi seminare.


8.3 Orticoltura
.

Tipo di compost: compost pronto o fresco a seconda dell’intervallo di tempo tra l’applicazione e la semina o il trapianto della  coltivazione;

Dosi e consigli: 2-3 Kg/mq di compost, meglio se “integrato”, non necessariamente raffinato e maturo; integrare il compost   nel terreno nel periodo autunno-invernale (compost fresco) o primaverile (compost pronto); viene interrato con la lavorazione  principale (vangatura) oppure con le lavorazioni complementari (zappatura) tra un ciclo di coltivazione e l’altro; se nell’arco dell’anno si prevedono più cicli colturali il compost viene distribuito sempre prima della semina o del trapianto interrandolo  almeno nei primi 10-15 cm di suolo; in questo caso va impiegato compost pronto, per il breve intervallo previsto tra  applicazione del compost e impianto della coltivazione. Dal momento che 2/3 Kg corrispondono a circa 5 litri, una carriola
(capienza 50/60 litri) è adatta alla
fertilizzazione di circa 10 mq. di terreno.


8.4 Impianto di arbusti od alberi.

Per evitare il compattamento sul fondo della buca e fornire una parte degli elementi nutritivi necessari alla crescita della pianta.

Tipo di compost: compost pronto o compost maturo;

Dosi e consigli: sono sufficienti 5/10 cm. di compost sul fondo della buca;

è una pratica estremamente delicata se la pianta da mettere a dimora ha radici nude; in questo caso meglio utilizzare compost  ben maturo e per una rapida ripresa vegetativa, assicurarsi che il compost ricopra l’apparato radicale; nel caso di piante con zolla,  per il compost può anche non essere richiesta una maturazione spinta.


8.5 Floricoltura in contenitore (vaso, fioriera).

In sostituzione parziale o totale dei terricci torbosi, la cui importazione dall’estero costituisce un forte aggravio della bilancia dei pagamenti.

Tipo di compost: compost maturo e ben raffinato (vagliato a 10 mm.);

Dosi e consigli: le applicazioni di compost in questo contesto dovrebbero essere variabili in relazione al tipo di pianta coltivata.  L’indicazione di massima è comunque la miscela di torba o terriccio torboso con compost raffinato in percentuali uguali in volume  (50%+50%), fatta la sola eccezione per le piante acidofile (es. rododendri, azalee) che richiedono alte percentuali di torbe bionde  in quanto queste garantiscono le condizioni di acidità loro gradite. Dato il contatto diretto con le radici delle piante è fondamentale l’applic azione di compost ben maturo; qualora non fosse seguita questa indicazione potrebbero sorgere dei problemi a causa della tossicità residua del compost per la non perfetta stabilizzazione della sostanza organica.
Con il tempo potrete
anche spingervi gradualmente ad impiegare dosi superiori di compost, sino al 90 e persino al 100%, con l’unico requisito di una buona maturità e raffinazione.


8.6 La pacciamatura.

La pacciamatura è una pratica di copertura della superficie di un suolo coltivato per evitare la crescita di malerbe, per mantenere relativamente elevata la temperatura del suolo anche nei mesi invernali e per diminuire l’evaporazione di acqua nei mesi estivi.
I residui della raffinazione del compost
(“sovvalli”, cioè i materiali lignei  Le quantità devono essere tali da permettere una  stratificazione di copertura di 3-5 cm (30-50 litri/mq). In genere viene utilizzato sulla fila di una coltura  (orticola o frutticola)  o al piede di arbusti ornamentali o alberelli appena impiantati, per evitare la competizione con le malerbe.


9. ESEMPI

A – Il Cumulo e le sue regole

1. Controllare e mantenere le dimensioni Si consiglia una altezza massima tra 1,3 ed 1,5 metri ed una minima compresa tra  0,5 e 0,6 m, poiché se il cumulo è troppo basso, non é capace di trattenere il calore prodotto dalla trasformazione microbica;  se troppo alto rischia di compattare il materiale, bloccando la circolazione dell’ossigeno.

Nel caso in cui il materiale è abbondante, é meglio allungare il cumulo piuttosto che farlo troppo alto.

2. Creare la miscela giusta: mescolando scarti più umidi con scarti meno umidi;

3. Far circolare ossigeno: rivoltando periodicamente il cumulo;

4. Controllare la temperatura: utilizzando un termometro industriale.


B – Il Cumulo e le sue forme al variare delle stagioni.

Se si possiede un grande giardino si può fare il cumulo di terra con altezza compresa tra i 60 ed i 140 cm.
La forma dipende
dal clima:

forma a trapezio per favorire; forma a triangolo per l’assorbimento delle piogge far scendere rapidamente e per sostituire  l’acqua che la pioggia ed evitare di evapora. Umidificare troppo il terriccio.


C – Controllo dell’umidità, da troppo bagnato a secco a
giusto.


D - Il Composter “FAI DA TE”

comprate una rete metallica (5x1 m, con maglia di diametro 1 cm), formate un cilindro e mettete parte della rete sul fondo  per evitare che entrino animali, agganciatela con delle “s” di ferro, rivestite con una rete “coprente” o materiale similare  che permetta la traspirazione e impedisca l’accesso di animali, realizzate un coperchio che impedisca l’ingresso della pioggia.

Le dimensioni del composter variano a seconda delle quantità di sostanze da compostare. Per prelevare il compost maturo, sganciare la rete e spostarla, rimuovere il materiale ricordandosi di rimettere nel composter il materiale più fresco e di preparare  il fondo con delle ramaglie.

 


 

 

 

2° Incontro tecnico su "GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI"

                                                      

**ZCZC 039/EG - IGRM CO IGMI 063 - 20100 MILANOFONO 63 27 1627

SONO LIETO CONFERIRE PATROCINIO MORALE PRESIDENZA CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO AL GRUPPO DI PRESENZA MONS. GUGLIELMO GRASSI  PER L’INCONTRO TECNICO “LA RACCOLTA  DIFFERENZIATA – CONFRONTO TRA SISTEMI DI RACCOLTA, DEI COSTI DEL SERVIZIO E TARIFFE PER IL  CITTADINO” IN PROGRAMMA PER IL 26 GIUGNO 2009 . NELL’ESPRIMERE MIGLIORI AUGURI BUONA RIUSCITA EVENTO MI E’ GRADITA L’OCCASIONE PER  PORGERE VIVE CORDIALITA’.

F.TO GUIDO MILANA PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

 

 

 

Prot 68455 del 28.05.09

 

Gentile presidente, onorato per la cortese attenzione, comunico con piacere la concessione del richiesto patrocinio gratuito per il 2° incontro sul tema: “La raccolta differenziata: confronto tra sistemi di raccolta, costi del servizio e tariffe per il cittadino.

Nell’esprimere i più sinceri auguri per il pieno successo dell’Incontro, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

f.to: Pietro Marrazzo

 

 

 

 

Prot 0076713 del 29.05.09

 

 

Egregio Ingegnere, ho il piacere di comunicarLe che, a seguito della Sua richiesta, ho disposto la concessione del Patrocinio della Provincia di Roma  al 2° incontro tecnico su “La raccolta differenziata: confronto tra i sistemi di raccolta, costi del servizio e tariffe per il cittadino, che si svolgerà il 26 giugno 2009.

Con i migliori saluti.

f.to Nicola Zingaretti

 

 

[Le relazioni e gli interventi sono stati tratti dalla registrazione del convegno]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                   _____________

 

 

il “gruppo di presenza - mons. G. Grassi”, in collaborazione con le Associazioni: Marino Aperta onlus, Salviamo Marino e con il Comitato di Quartiere Spigarelli,  invita

 

 

 

 

 

 

cittadini; associazioni politiche, culturali e di categoria; operatori e tecnici del settore
al 2° incontro annuale su:

CONFRONTO TRA I SISTEMI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI “RISPETTO DELLA LEGGE, COSTI E TARIFFE”

 

 

 

 

 

 

          Saluto di apertura

          Relatori:

ing. Claudio Vesselli dirigente del Servizio Gestione dei rifiuti dell’Amministrazione provinciale Roma

ing. Luca Cori responsabile tecnico della Volsca Ambiente spa di Velletri;

dott. Demetrio de Stefano direttore generale dell’ A.S.P. spa di Ciampino;

dott. Aldo Crisanti direttore generale della Multiservizi dei castelli di Marino.

 

 

 

 

 

 

I lavori sono coordinati dal portavoce del “gruppo”: Corrado Colizza

                                                                                                        ________________________


INIZIO DEI LAVORI

E’ con piacere che, a nome del gruppo di presenza, ringrazio don Bruno, parroco della chiesa di San Giuseppe,
che ci ospita in questa sala parrocchiale; voi che, più numerosi, partecipate a questo secondo incontro sui sistemi
di raccolta dei rifiuti urbani; il dottor Demetrio De Stefano Direttore Generale dell'ASP spa di Ciampino.

Rispetto allo schema dei lavori a suo tempo fissato, sono assenti, senza aver dato alcuna comunicazione, il dott.
Vesselli della Provincia di Roma ed il direttore della Multiservizi di Marino, mentre l’ing. Luca Cori, della Volsca
ambiente di Velletri, ha fatto comunicare che la sua non presenza dipendeva dall’ impegno per risolvere i problemi
derivanti dallo sciopero proclamato dalle maestranze della discarica di Colleferro.

Fatte le comunicazioni, è opportuno sottolineare che chi era ed è interessato al problema è presente i n Sala, per cui
nel loro rispetto procediamo, richiamando quanto accaduto nell’anno che ci separa dal primo incontro del 2008.

La novità è che la giunta comunale nell’aprile scorso ha deliberato di:

. iniziare, dal primo giugno 2009, la raccolta differenziata su tutto il  territorio comunale utilizzando il sistema
cosi detto stradale (in effetti si incrementa il sistema già attivato nel 2002 dall’Amministrazione provinciale di
Roma, ampliandolo a rifiuti come il cartone, gli imballaggi di metallo, l’umido o scarti della cucina, e gli sfalci);

. corrispondere alla Multiservizi altri 1.200.000 € fino al 2011 per l’attivazione e l’esercizio del nuovo sistema di
raccolta nel triennio 2009/2011.

La motivazione della scelta del sistema deriva dalla constatazione che la raccolta dei rifiuti domiciliarizzata o
detta “porta a porta” è più onerosa rispetto a quella stradale; particolare questo ampiamente riconosciuto, tant’è
che la  provincia la promuove finanziandone il maggior costo almeno per il primo anno.

Il Sistema di raccolta differenziata stradale, scelto dalla nostra

Amministrazione, prevede la collocazione di una serie di recipienti sulle strade (recipienti di colore diverso in modo
che ad ogni colore corrisponde un solo rifiuto), il cittadino, dopo aver raccolto e separato i rifiuti prodotti nella
giornata, scendendo di casa dovrà porre in ogni recipiente il solo rifiuto corrispondente.

Spetta, poi, alla Multiservizi svuotare i recipienti per il successivo inoltro o ai consorzi del riciclo o alla discarica.

Il Sistema della raccolta differenziata stradale presenta il difetto di non riuscire a differenziare la quantità di rifiuti
che la normativa nazionale e regionale impone ai singoli Comuni. Passiamo ai numeri ed alla esperienza che gli altri
Comuni italiani hanno vissuto sulla loro pelle.

Ebbene dopo qualche anno che si effettua la raccolta stradale si riesce a differenziare dai 30 ai 35 quintali rispetto ai
100 prodotti; tali valori però sono inferiori sia alla quantità già prevista per il 2008, pari a 45, sia rispetto a quella
prevista nel 2012 pari a 65 quintali.

Riuscire a differenziare almeno 65 quintali su 100, significa portare in discarica, e quindi pagare per soli 35 quintali;
inoltre si profila un incasso da parte comunale per la vendita dei 65 quintali raccolti in modo differenziato (umido,
carta e cartone, imballaggi o involucri di vetro, metallo e plastica).

La cosa è così semplice che non si comprende perché non si voglia capire.

Inoltre c’è un ulteriore danno che si somma alla maggiore spesa che si paga in discarica e cioè quella che sarà la sovra
tassa, già prevista a livello nazionale, per quei Comuni che in percentuale smaltiscono in discarica più di quanto
stabilito da legge. La conclusione, sempre a nostro danno, sarà quella che tra un paio di anni l’Amministrazione,
non riuscendo a differenziare le quantità o meglio le percentuali previste dalla legge, sarà costretta ad adottare il
Sistema di raccolta domiciliarizzata, facendoci affrontare nuovi costi, che si andranno a sommare a quelli connessi
con la scelta del sistema stradale, tipo cassonetti, cassonetti, cassonetti, ne sono previsti altri 700.

Questo il quadro di riferimento per questo secondo incontro, che nasce dalla collaborazione di tre associazioni (Marino
aperta onlus, Salviamo Marino ed il nostro gruppo di presenza)  e dal Comitato di quartiere “Spigarelli”.
Una collaborazione che si tende sempre più ad incrementare per far conoscere  i temi della sostenibilità e per far
acquisire abitudini personali più  rispettose dell’ambiente nel quale viviamo.

Processo questo lungo che richiede una volontà politica netta, un colloquio ed un sostegno continuo con i cittadini per
convincerli ad operare e raggiungere gli obiettivi che l’amministrazione è obbligata a raggiungere.

Il portavoce del “gruppo”: Corrado Colizza

 

I SALUTI

Marco Carbonelli - in rappresentanza del Comitato Salviamo Marino -

L’incontro di oggi è la prosecuzione di altri incontri avuti sullo stesso argomento e trattati anche nelle scuole del
territorio che hanno seguito l’attività del Comitato Quartiere Giovani.

Rivolgersi ai ragazzi per far conoscere i perché sia necessario, innanzi tutto ridurre la produzione dei rifiuti, ed in
seconda battuta perché attivare la raccolta differenziata. Un processo di sensibilizzazione lento, ma continuo, che
anticipa in effetti l’azione propria dell’Amministrazione comunale.

Avremmo gradito la presenza del direttore della Multiservizi di Marino per sentire direttamente come tende ad
effettuare l’attività che la Giunta gli ha assegnato; aspetteremo la prossima occasione, certo che l’attuale non consente
il rispetto della norma. Non ci resta che attendere e vedere l’attuazione del sistema prescelto per poi valutarlo.
Buon lavoro.

 

Domenico Brancato - in rappresentanza del Comitato di Qurtiere Spigarelli -

 L’argomento è da noi seguito da qualche anno per supportare prima l’assenza dell’iniziativa comunale, poi per
sollecitare l’attuale che resta sorda a qualsiasi contributo e che passa da un rinvio all’altro (2008, giugno 2009,
settembre?).

La nostra azione nelle scuole per avere il risultato sperato deve presupporre l’iniziativa amministrativa, in quanto
purtroppo capita che il ragazzo, sensibilizzato nella scuola, andando a casa trova l’esatto contrario, cioè i rifiuti
prodotti giornalmente vengono raccolti in una unica busta.

Il ritardo accumulato dal Comune è notevole anche rispetto ai soli castelli romani, ci auguriamo quanto prima di
superare questa situazione che comunque presenta precisi costi.

Grazie e buon lavoro.

 

 

A questo punto vorrei ricordare che nel mese di settembre, avendo riscontrato che il precedente regolamento risaliva
agli anni cinquanta – anni di ristrettezze, di riutilizzo dei recipienti e degli abiti - abbiamo inviato una bozza di “
Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti solidi urbani”, in modo da
sollecitare l’iniziativa amministrativa
per giungere alla adozione. Questo consentirebbe, tra l’altro, di definire le conoscenze che ogni cittadino deve avere
per poter adempiere in modo cosciente agli obblighi di legge, oltre che elencare in termini qualitativi e quantitativi i
rifiuti speciali assimilati agli urbani.

 

Siamo ormai a luglio ed il Consiglio comunale non è stato in condizione di affrontare la discussione (se la cosa si
prolunga nel tempo, probabilmente ricorreremo all’iniziativa popolare” prevista dallo Statuto comunale, per far
sottoscrivere dagli elettori marinesi la bozza di regolamento già richiamata presentandola poi in Consiglio comunale
per la relativa discussione).

Inoltre nel materiale distribuito in Sala, avrete letto che il costo complessivo (raccolta + smaltimento) è passato dai
3.697.140€ del 2005 a 5.200.000€ del 2008, tendenza questa che probabilmente si prolungherà a causa degli incrementi
nel costo della raccolta (1.200.000€ nel triennio 2009/2011) e dello smaltimento in
discarica; ne consegue che per
stabilizzare il costo complessivo dovremo ridurre notevolmente la quantità dei rifiuti che portiamo in discarica.

Dimenticavo di informarvi che la scelta del Sistema stradale ha messo in condizione l’Amministrazione di non poter
fruire dei contributi che la Provincia mette a disposizione per promuovere la raccolta domiciliarizzata.

 Il portavoce del “gruppo”

 

 

 

LA RELAZIONE

 

dott. Demetrio de Stefano - direttore generale dell’A.S.P. di Ciampino,  azienda multiservizi che effettua anche la raccolta dei rifiuti urbani, 
congiuntamente in altri comuni dei castelli romani e prenestini.

 

 

 

Ringrazio l’Associazione per l’iniziativa assunta che mi consente di colloquiare con voi sulla raccolta differenziata e sul processo iniziato a
Ciampino, in via sperimentale nel 2007, che è proseguito nel 2008 con
le zone della Folgarella e di Morena, e che vede nell’anno in corso
il completamento sull’intero territorio comunale, inserendo in ottobre la
zona di via Mura dei francesi ed a metà novembre il centro storico.

 

Ad oggi quindi possiamo dire di aver raggiunto il 68% di raccolta differenziata su circa la metà dell’intera popolazione, la restante parte viene
al momento smaltita nelle discariche di Colleferro, Malagrotta ed Albano (Cecchina).

Permettetemi di aprire un breve parentesi per ricordare il salto, per alcuni positivo per altri negativo, che si è avuto nella modalità di vita e nel
rispetto delle cose in confronto a quanto accadeva negli anni 50, ove l’abitudine contadina riusciva a riutilizzare anche gli scarti in un nuovo ciclo
produttivo, o nell’utilizzo multiplo dei recipienti (latte, vino, olio, acqua), o dei capi di vestiario.

Torniamo all’argomento dicendo che ognuno di noi rientra nella categoria dei produttori di rifiuti, infatti qualunque oggetto che possediamo o che acquistiamo, diventa rifiuto nel momento in cui decidiamo di disfarcene e lo gettiamo nel cassonetto.

E’ interessante richiamare la normativa europea di settore che tra l’altro indica la gerarchia da utilizzare per i rifiuti: al primo posto c’è la
prevenzione, cioè occorre modificare i sistemi commerciali tipo monodose, per evitare i due tre quattro involucri che contengono il bene da
acquistare per facilitare lo trasporto e la vendita; al secondo posto c’è il riutilizzo degli oggetti o dei beni; al terzo posto il riciclaggio dei materiali;
al quarto il recupero energetico (termovalorizzazione); soltanto al quinto viene citato lo smaltimento in discarica.

Va considerato che la discarica rispetto all’ambiente rappresenta un elevato pericolo di inquinamento sia durante la sua attività, sia dopo la
chiusura per altri 30 anni; inoltre in caso di chiusure temporanee durante la sua attività può determinare grandi problemi igienici locali facendo
restare i rifiuti nelle strade.

Effettuare la raccolta differenziata in modo deciso e condiviso comporta anche una riduzione nella produzione complessiva dei rifiuti, è il caso
di Ciampino mentre a Marino i rifiuti aumentano negli anni.

Si tratta di una procedura che vede impegnati ad oggi circa 17.000.000 di abitanti con buoni risultati, il che significa che essa è alla portata di
tutti, che si può fare se prima è stata espressa la volontà di farla.

Si tratta non di una scelta lasciata all’iniziativa soggettiva del sindaco, ma di un obbligo di legge che se non rispettato prevede ulteriori costi
dovuti a sanzioni. Inoltre, per esempio, nella proposta di legge della Regione Lazio si prevede la nascita di ambiti territoriali ai quali i Comuni
dovranno cedere la titolarità dei rifiuti urbani e della loro gestione, per cui o il Comune opera secondo le modalità e quantità previste da legge,
oppure subentrerà l’autorità di ambito. L’argomento nell’aspetto ambientale è particolarmente gravoso infatti da una ultima indagine svolta da
“Lega ambiente” risulta che nel Lazio esistono, non conosciute, un centinaio di discariche abusive con rifiuti speciali e pericolosi.

Il Lazio stesso è entrato nella osservazione della commissione bicamerale.

In sostanza a parte l’obbligo di legge, il rispetto dell’ambiente nel quale viviamo e nel quale vivranno figli e nipoti, la raccolta differenziata a livello
economico rappresenta un settore che negli ultimi 10 anni è cresciuto più del settore manifatturiero con una serie di attività connesse al
riciclaggio, al riutilizzo.

Per esempio come ASP stiamo preparando progetti da presentare in provincia, finalizzati alla costruzione di due impianti di compostaggio uno
da 30.000 tonnellate, l’altro di dimensione maggiore per lavorare anche i fanghi prodotti nel processo di depurazione dei liquami, dato che nel
Lazio non esistono impianti del genere. In questo anno e nel prossimo partirà, secondo la incentivazione provinciale dell’extra costo, la raccolta
differenziata negli altri comuni nei quali operiamo con la necessità di ampliare l’organico attingendo nei comuni interessati (ulteriori contributi
sono previsti per la creazione delle isole ecologiche).

Per avere la misura dell’extra costo iniziale si riporta il caso della Folgarella: 120 cassonetti, gestiti con un compattatore ed un autista, con un
costo di gestione annuo di circa 100.000€. Nel passaggio alla raccolta domiciliarizzata abbiamo impiegato 8 persone, per costo di gestione
di circa 300.000 €. Ebbene la differenza va presa in senso qualitativo, in quanto occorre considerare che riguarda una prima zona rispetto a tutto
il resto del territorio gestito tramite i cassonetti.

E’ chiaro che una volta che il sistema domiciliarizzato sarà operativo su tutto il territorio ci sarà un recupero di personale e di costo.
D’altro canto è bene considerare che i costi variano con tutta una serie di fattori (logistica, organizzazione aziendale, numero e qualità mezzi a
disposizione, personale, etc) che rendono solo orientativi i confronti tra realtà diverse. Nella situazione di Ciampino, che si paga la tariffa
anziché la tassa, abbiamo presentato per il 2009 un Piano Finanziario che prevede un costo complessivo (servizio + discarica) di 4.300.000€.

La raccolta differenziata su tutto il territorio dovrebbe incidere - calcolando i costi in più del personale, il risparmio dovuto al materiale non
mandato in discarica, l’incasso dei materiali che si vendono – un 500/600.000€ raggiungendo i 5.000.000€.

In tal caso l’aumento della raccolta differenziata sfiora il 10%, un aumento sostenuto dalla Provincia, che sembra confermato per altri due anni.

Come vedete c’è un aumento che sarà comunque inferiore rispetto a quello che si profila per la discarica, infatti nel 2008 Malagrotta ha richiesto
un incremento di 300.000€ e per il 2009, sono in attesa di avere il riscontro dalla Regione per un ulteriore aumento (essendo il proprietario il
medesimo di quella di Albano, sembra logico che lo chiederà anche per Albano dove smaltisce Marino).

Si tratta di un problema serio legato all’esaurimento delle discariche, che va affrontato in tempo, utilizzando il sistema di raccolta domiciliarizzato
e monomateriale, dato che in Italia si è dimostrato l’unico in grado di ridurre in modo netto lo smaltimento in discarica.

Dopo questa parentesi numerica cerchiamo a livello qualitativo di capire statisticamente la composizione del sacchetto indifferenziato che
abbiamo in cucina: l’umido o i residui della alimentazione costituiscono mediamente il 30% del totale; il 18% è costituito da carta e cartone; il 5%
da recipienti di vetro; l’11% da recipienti di plastica; il 4% da recipienti di metallo; per un totale che supera il 65%.

Nella pratica ciampinese, seppur nel tempo e con la partecipazione convinta del cittadino si separa in casa: carta e cartone; plastica e lattine;
vetro, umido, e l’indifferenziato cioè tutto il resto.

Con tale programma tra il 2007 ed il 2008 abbiamo avuto nella produzione complessiva dei rifiuti urbani una riduzione del 4,7%; inoltre nel 2007,
sebbene la raccolta domiciliarizzata abbia riguardato solo la Folgarella si è giunti su tutto il territorio ad avere una raccolta differenziata pari al
24%, e nel 2008 facendo la media su tutta la popolazione ci troviamo sicuramente sopra il 30%.

La volontà dell’amministrazione di raggiungere gli obiettivi è continua e si esprime tramite l’azione di controllo, di informazione e di sanzione;
l’esistenza di un regolamento; le esigenze dei cittadini e la massima disponibilità nell’andare incontro alle loro esigenze. Un’ultima cosa, per
alcuni cittadini che hanno fatto i furbetti ci siamo visti per due volte la non accettazione dell’umido in quanto conteneva materiali estranei, con la
conseguenza cha abbiamo dovuto raccogliere il materiale e poi portarlo in discarica, naturalmente pagando e penalizzando la collettività. 
Il risultato che si otterrà sarà quello, utile per i cittadini, che malgrado i costi complessivi tendano ad aumentare si riuscirà a pagare
sostanzialmente la stessa tariffa del periodo precedente.

 

Vorrei sottolineare un passaggio dell’intervento del direttore, e cioè quando ha ricordato i colloqui avuti, e che seguita
ad avere, con i cittadini, le associazioni, i condomini. Questa deve essere una operazione continua, alternata ove
occorre dall’intervento dei vigili urbani e dalle multe, fino a quando il cittadino non si renderà conto che la modifica
delle sue abitudini nel campo dei rifiuti deve essere compiuta. E’ certamente errato procedere secondo le indicazioni
di giunta producendo una deliberazione che fissa nel primo giugno la data di inizio del nuovo servizio, senza aver
minimamente attivato un piano di informazione sul perché viene modificata la modalità di raccolta dei rifiuti
urbani e sulle ricadute economiche che si profilano non raggiungendo le percentuali di legge.

                                                Il portavoce del “gruppo”

 

 

INTERVENTI

Paolo Minucci - consigliere della prima Circoscrizione amministrativa -

 

 

 

Informa che in tale qualità aveva chiesto al Presidente della Circoscrizione di affrontare la discussione della bozza di regolamento che il
“gruppo di presenza” aveva inviato, la risposta negativa è stata motivata dal fatto che con il primo giugno sarebbe iniziato il nuovo servizio.
Inoltre il “porta a porta” non era fattibile per problemi nel centro storico.

 

Ulteriore richiesta circa il piano di informazione ai cittadini senza alcuna risposta.

Dal punto di vista ambientale, incrementare la raccolta differenziata in quantità e qualità dovrebbe determinare una riduzione nelle superfici
necessarie per le discariche, oltre che bilanciare i costi dovuti al maggior numero di personale occorrente (comunque si tratta sempre di nuova
occupazione).

Riporta una esperienza fatta nel 1990 negli Stati Uniti, dove le bottiglie di plastica venivano accumulate per poi essere restituite nei centri
commerciali; perché non incentivare una analoga iniziativa?

Altra esperienza è legata dalle piazzole dove vengono lavorati i rifiuti. Nel caso in esame ho acquistato computer portatile, già destinato ad
essere rifiuto, dopo un intervento di aggiornamento fatto da un tecnico; anche in tal modo si prolunga la vita ai beni, si risparmia e si avviano
nuove attività lavorative.


In risposta il dott. Demetrio ricorda la gerarchia degli interventi sui rifiuti prevista dalla direttiva europea che inizia con la
prevenzione e che
può essere attivata solo con accordi tra le Amministrazioni pubbliche, le imprese di produzione, di trasporto e
della grande distribuzione per
avere dei prodotti che per il trasporto e la vendita occorrano di un numero minore di imballaggi
(legno, cartone, plastica, etc).

Prosegue con il riutilizzo di tutto l’oggetto o di parte d’esso in modo da poter essere utilizzato di nuovo (tipo baratto, vendita),
iniziativa questa
che prevede la presenza di artigiani e tecnici in grado di riparare i beni, superando il criterio di “usa e getta”.
Venendo poi ai nuovi posti di lavoro, è perfettamente vero, infatti nei
comuni dove attiviamo la raccolta vengono pubblicati
bandi specifici
per avere a disposizione il personale necessario che certamente costa ma nell’economia comunale da un ritorno
nel fatto che lo stipendio
viene speso sul posto.

Dati ufficiali attestano che nel settore della raccolta differenziata c’è un aumento di redditività di 48.000€ per addetto contro i
45.000€ del
manifatturiero, con investimenti per addetto superiori a quelli dello stesso manifatturiero.

 

Un esempio di come ridurre alcuni rifiuti, come le bottigliette di acqua minerale, si è verificato nella Scuola media
di Santa Maria delle mole nella quale sono stati messi i recipienti per carta, plastica e vetro.

Ebbene il recipiente della plastica era stracolmo e la stessa occupava in parte anche quello per la carta.
Tale situazione deriva dal fatto che ogni studente, mediamente usa una bottiglietta di plastica per l’acqua da bere
in classe. Il suggerimento è stato quello di comprare bottiglie da 1,5 litri e poi travasarle nella bottiglietta; immaginate
gli studenti per il numero dei giorni di scuola ed avremo una quantità di bottiglie risparmiate da non recuperare
e riciclare.                                           Il portavoce del “gruppo”

 

Sandro Caracci -          Capogruppo del P.D. di Marino

Su quest’ultima notizia, sarebbe utile informare i genitori dei ragazzi che, a suo tempo, il Comune ha speso soldi per fornire ogni
scuola di potabilizzatori. Con il mio intervento cercherò di portare a conoscenza le iniziative
che sul tema di oggi abbiamo svolto
come partito e come gruppo
consiliare. Nel mese di gennaio, come gruppo consiliare abbiamo presentato in consiglio una mozione
urgente per sollecitare l’Amministrazione al rispetto degli obblighi che la legge impone,
avviando la raccolta differenziata con il
sistema del “porta a porta”.

Credo opportuno far presente che le sedute del Consiglio comunale sono sempre più rare; si procede con delibere di giunta
superando le
competenze del Consiglio, come nel caso dell’affidamento alla Multiservizi del servizio di raccolta dei rifiuti e di
spazzatura. In particolare dal giugno dello scorso anno, la Giunta comunale ha
deliberato l’affidamento del Servizio di raccolta
indifferenziata alla
propria Multiservizi, se non ché il decreto governativo “Tremonti”, entrato in vigore nel corso dell’estate, vietava
l’affidamento in house
di tale servizio, a meno che la procedura non fosse iniziata prima del decreto stesso.

Questo fatto ha determinato una accelerazione della procedura di affidamento da parte della Giunta senza il necessario
passaggio in
Consiglio comunale e senza che lo stesso ne avesse deliberato il capitolato.

Pensate che la deliberazione con la quale la Giunta comunale ha approvato o schema del capitolato, non riportava neanche
il valore
dell’impegno di tale servizio che, comunque, era e rimane di competenza del Consiglio comunale.

Alle rimostranze presentate a varie autorità ci è stato risposto che l’affidamento era possibile, avendo la Giunta avviato la
procedura
prima del decreto. Si è ritenuto che l’avvio della procedura coincidesse con la deliberazione di giunta, assunta nel
mese di marzo
2008, con la quale si decideva sia l’affidamento di alcuni servizi alla Multiservizi, sia il coinvolgimento di un soggetto
esterno per controllare
l’andamento dei costi per decidere se gli stessi fossero compatibili con il bilancio comunale. Ad oggi, per
quanto ci risulta, l’advisor non ha
ancora prodotto alcuno studio in tal senso, mentre anche in assenza di tale valutazione gli
affidamenti si sono verificati. Di tutto questo come

Partito e gruppo abbiamo dato ampio risalto attraverso manifesti pubblici e sulla stampa, senza ottenere riscontri. (Vedi la rassegna
stampa allegata che si lascia agli atti del convegno). Nello scorso mese di aprile,poi, come partito abbiamo organizzato un
convegno sulla necessità di avviare nella nostra città la raccolta differenziata, al quale ha partecipato l’assessore provinciale
Michele
Civita, che a sua volta ha richiamato le iniziative che la Provincia ha attivato per contribuire all’adozione del Sistema di
raccolta d
omiciliarizzata, per la costruzione degli ecocentri, per l’impiantistica, in modo da raggiungere almeno il 51% nel 2011.
Ha sollecitato, quindi,
l’Amministrazione locale ad attivarsi in modo da poter fruire, come accaduto per Ciampino, di un contributo
di circa 600.000,00 euro.
In una intervista dell’Assessore comunale si legge invece che la domiciliarizzata non è possibile a Marino; che la raccolta stradale si inizierà a settembre; che con la raccolta dei cartoni il Comune introiterà 100.000 € (cosa improbabile in quanto per esempio Ciampino spesso deve pagare per smaltirli).

Da cosa deriva questa cialtroneria amministrativa?

Deriva sia dal fatto di non essere obbligati a rendere puntualmente conto di come viene svolto il servizio e sopra tutto le spese
affrontate,
come accadrebbe chiedendo i contributi alla Provincia; sia dal fatto che la Multiservizi, per operare dal mese di
settembre 2008 nel campo
della raccolta indifferenziata, ha acquisito nella sua disponibilità 28 nuovi mezzi, in parte acquistati
ed in parte in leasing, difficilmente
utilizzabili per la raccolta differenziata.

Inoltre va tenuto presente che già nel capitolato di affidamento della indifferenziata alla Multiservizi, era previsto che nel caso si
iniziasse la
raccolta differenziata si sarebbe attivato il sistema domiciliarizzato.

Altro caso singolare è la procedura di gara espletata dalla Multiservizi per l’acquisizione dei mezzi d’opera; come si fa a dichiarare
vantaggiosa l’offerta presentata dalla ditta fornitrice dei mezzi stessi quando questa ha presentato un ribasso d’asta dello 0,01%!

Va considerato inoltre che il decreto “Tremonti” impone che dal 2010 gli affidamenti, vecchi e nuovi, debbano essere svolti
esclusivamente
con gara europea.

Una domanda a questo punto va posta: se la Multiservizi nel prossimo anno non dovesse vincere la gara europea, chi pagherà
tutto
l’investimento finora fatto? Cosa ci faranno con tutti questi mezzi?

Ricorda una precedente esperienza di raccolta differenziata fatta all’epoca in cui ricopriva la carica di Presidente del Parco
regionale
dei Castelli Romani,relativa al recupero e riciclaggio dell’olio vegetale, che ha coinvolto alcuni comuni e i bambini delle
scuole, ai quali
venne mostrato il ciclo, o meglio il riciclo, ed i prodotti (componente fluidificante dell’inchiostro, guaine per l’edilizia,
creme di bellezza, etc)
che si ottengono da esso, oltre al conseguente vantaggio ambientale, poichè non gettandolo in fogna si
evita la formazione della pellicola
di grasso sulle vasche dei depuratori che impedisce la naturale osmosi, posta alla base del
processo di decomposizione dei liquami. Il progetto prevedeva la consegna ad ogni bambino di una penna che
sintetizzava il
riciclo dei contenitori dell’olio e il fluidificante
dell’inchiostro.

Sottolinea il fatto che a Marino non sia stato avviato il processo legato all’Agenda 21 locale - con la costituzione di un forum
permanente di
discussione - per aggiornare e rendere partecipi tutti i cittadini le associazioni ed i rappresentanti di categoria,
responsabili
dell’ambiente. Tutto ciò depone a sfavore della giunta comunale marinese che, d’altra parte, in occasione della
discussione della
nostra mozione in Consiglio comunale, per bocca del Sindaco ha dimostrato tutta la sua attenzione nei
confronti dell’ambiente
dicendosi disposto a tollerare non uno ma 10 termovalorizzatori.

Per concludere credo che in questa nostra città ci sia sempre di più bisogno del lavoro che come “gruppo” state facendo
nelle scuole per
fare crescere dal basso la consapevolezza che occorre cambiare direzione per rispettare il nostro ambiente.
Insomma meritiamo
qualcosa di più di quello che questa giunta vorrebbe proporci, anche perché il costo del servizio rifiuti è stato
incrementato di ulteriori
800.000,00 euro che pagheremo senza contribuire a rendere la nostra città più attenta ai bisogni
dell’ecosistema. Grazie per l’opportunità
offertami.

 

Santo Imbesi –        Cittadino

E’ vero che l’olio vegetale deve essere ritirato dal Comune?

O più semplicemente come un singolo cittadino può disfarsene?

Risponde il dott. Demetrio chiarendo che tra i tanti consorzi adibiti al ritiro dei materiali da riciclare esiste anche quello dell’olio esausto,
spetta però al Comune aprire una convenzione con esso e stabilire le modalità di consegna.

Gli abitanti di Ciampino possono già portare l’olio nell’isola ecologica o centro di conferimento e li consegnarlo. Stiamo pensando inoltre di
promuovere, per aumentare la percentuale di differenziata, di istituire anche per l’olio la raccolta domiciliarizzata consegnando taniche a famiglia
o a condominio. Per gli esercizi della ristorazione invece l’obbligo di convenzione riguarda il singolo gestore.

 

Marco Carbonelli -

Partendo da quanto detto da Caracci, circa le iniziative assunte come Partito, si deve comunque constatare che a livello
nazionale
non esistono grosse differenze tra maggioranza e minoranza, tanto è che tutti spingono verso la realizzazione dei
termovalorizzatori.

Il fatto locale è sconcertante che l’assessore Prinzi dopo due anni di studio impone ai cittadini il sistema stradale in quanto il
“porta a porta”
non è fattibile nel territorio di Marino. Se in tutta Italia, e non solo, il sistema funziona allora i due anni di studio
sono stati necessari
per affrontare altre esigenze che non sono quelle del rispetto della legge.

Credo a questo punto necessario attivare l’iniziativa popolare con la raccolta delle firme degli elettori, anche perché la Giunta
è chiusa in
se stessa. Napoli ha spostato i rifiuti in discarica, ma non ha risolto il problema; il termovalorizzatore è un affare nel
breve termine che la politica
incentiva per i possibili ritorni. Per promuovere una cultura occorrerebbe che persone come lei
direttore, stando a conoscenza dei fatti e delle norme, si prodighino costantemente nel parlare, nel chiarire i dubbi e nel
convincere i
cittadini.

 

Paola Cicinelli - Portavoce di Salviamo Marino

Lavorando a Ciampino mi sono resa conto che gli abitanti sono più sensibili e partecipano alle iniziative che il Comune promuove,
cosa
questa che purtroppo non si verifica a Marino.  A parte le contravvenzioni per il divieto di sosta, manca il controllo del
territorio, dello stato della viabilità, della governabilità, per cui chiedo all’opposizione è possibile cambiare questa situazione,
perché questa
rappresenta l’unica speranza per la popolazione.

 

Tanto per memoria: l’incontro di oggi, che patrocinato anche dall’Amministrazione comunale, è stato partecipato a
tutti i componenti della Giunta ed ai dirigenti  mministrativi; la raccolta differenziata, seppur parziale, è in atto
dal 2002 su iniziativa della Provincia che fece disporre le campane per la raccolta della plastica, della carta e del vetro.

                                           Il portavoce del “gruppo”

 

Riprende la parola il dott. Demetrio il quale sottolinea quanto fatto a Ciampino sia in termini di incontri, sia intermini di opuscolo nel quale viene riportato il calendario settimanale per il ritiro dei vari materiali, i prodotti da selezionare.

Si è stabilita in sostanza una collaborazione che ci porta ormai ad andare incontro ai bisogni delle famiglie; si è parlato dell’olio
esausto,
ma si può parlare sia dei pannolini che dei pannoloni.

Infatti a richiesta e nel massimo rispetto dell’anonimato li ritiriamo direttamente in casa.

Il tutto avendo cura di pareggiare il bilancio annuo, nella incertezza delle entrate in quanto essendo materie prime-seconde
sono
assoggettate alle variazioni del mercato ( la carta ed il cartone sono passati da 114€ a 14€ tonnellata; il vetro misto è a
20€/ton, mentre se
portato diviso in bianco e scuro viene pagato 50 e 60€). Rilevante poi è la puntualità del servizio, cioè il
rispetto dei tempi fissati nel
calendario o concordati per il Sistema domiciliarizzato in quanto se non si passa a ritirare per un giorno
o due, i sacchetti rimangono sulla
strada.

Su domanda specifica , informa che gli sfalci dovevano e debbono essere portati nell’isola ecologica; per venire incontro alle
esigenze
espresse dalle persone e dai comitati di quartiere si è convenuto di collocare una volta a settimana un cassoni nel
quale vengono gettati
gli sfalci , e poi trasportati da noi all’isola.

  

PINA VENTURA

Si è parlato di due differenti sistemi per la raccolta dei rifiuti Urbani, potrei avere notizie più particolari su la cosidetta “porta a
porta”?

 

Interviene il dr Demetrio che incrementa le notizie sulla differenziata attuata a Ciampino.

Si tratta di un nuovo modo per realizzare la raccolta dei rifiuti urbani.

Si eliminano i cassonetti verdi dalle strade, mentre ne vengono posizionati, di più piccoli all’interno dei cortili e delle abitazioni,
sulla
base di quanti cittadini vengono serviti. Questo sistema assicura sia un aumento nella quantità dei rifiuti differenziati,
aumentando quindi la percentuale dei rifiuti che vanno al
riciclo e riducendo la quantità di quelli che vanno in discarica; sia la
più efficace responsabilizzazione del cittadino sul modo corretto da seguire nel conferimento dei rifiuti, ottenendo come ulteriore
risultato
di partecipare al miglioramento dell’arredo urbano eliminando i cassonetti.


****Elenchiamo, dandone alcune notizie, i rifiuti domestici che a Ciampino vengono raccolti in modo differenziato, per poterli
inviare
alle imprese del riciclaggio:

Carta e cartone - Il loro riutilizzo, per fabbricare nuova carta e cartone, fa risparmiare materie prime (quale la cellulosa che deriva
dagli alberi), acqua ed energia elettrica; infatti producendo una tonnellata di nuova carta da carta riciclata si risparmiano:
15 alberi,
438.200 litri di acqua, 4.900 kWh di energia elettrica, pari al consumo medio annuo di quasi due famiglie (una famiglia
consuma in media
2.700 kWh).

Sono da raccogliere in modo differenziato gli imballaggi di carta, cartone e cartoncino, libri, giornali, riviste, fogli e quaderni,
 depliant,
volantini, manifesti, scatole, scatolette, poliaccoppiati (cartoni per bevande e confezioni per biscotti);

Non sono da raccogliere in modo differenziato la carta ed il cartone sporchi di cibo o di altre sostanze, la carta oleata o
plastificata, i piatti
ed i bicchieri di plastica, le buste ed i sacchetti di plastica.

Vetro - I contenitori in vetro sono conferiti nelle campane stradali di colore verde. Per evitare di avere sgradevoli odori, è buona
norma sciacquare i
contenitori, soprattutto se hanno contenuto alimenti o liquidi Il vetro costituisce circa il 10% dei rifiuti. Grazie
alle sue caratteristiche
fisiche che ne fanno il contenitore ideale per i liquidi, è divenuto un materiale da utilizzare non solo per la
realizzazione di oggetti belli e
raffinati che restano nel tempo, ma anche per prodotti utili e pratici per la vita di tutti i giorni. 
Sono da raccogliere in modo differenziato le bottiglie, i vasetti, i barattoli ed i contenitori in genere di vetro.
Non sono da  raccogliere in modo differenziato le lampadine, il neon, la ceramica ed i piatti.

Le lastre di vetro devono essere conferite presso il Centro di Raccolta.

Plastica - I contenitori di plastica vengono raccolti negli appositi sacchi gialli semitrasparenti da 70 lt.

Il sacco viene esposto nei giorni di raccolta stabiliti e sarà ritirato dagli operatori. Per ottimizzare la raccolta e il recupero della
plastica è
buona norma sciacquare i contenitori, soprattutto se hanno contenuto alimenti o liquidi; è opportuno ridurre il volume
dei
contenitori schiacciandoli, per diminuire lo spazio occupato in casa e poi nell’apposito sacco.

La plastica costituisce circa il 9% dei rifiuti: è un materiale leggero, ma molto voluminoso. Esistono vari tipi di plastica (PE, PET, PVC)
e dal loro
riciclo si possono ottenere altri materiali per imballaggi oppure si possono realizzare elementi di arredo urbano o fibre
per abiti. Sono da raccogliere in modo differenziato le bottiglie, i vasetti ed i
barattoli di plastica, i flaconi di detergenti, di
detersivi e shampoo, le
buste ed i sacchetti di plastica, le confezioni ed i contenitori di alimenti in plastica o polistirolo per
alimenti e oggetti vari, involucri, film
e pellicole, cassette per frutta, reti per frutta e verdura.

Non sono da raccogliere in modo differenziato gli oggetti in plastica ed in gomma (giocattoli, grucce per abiti, piatti, bicchieri,
posate, penne, pennarelli, spazzolini, cassette e DVD...)

Alluminio e metalli - I contenitori in alluminio e bande stagnate vengono raccolti negli appositi sacchi gialli semitrasparenti da
70 lt. ed
esposti per la raccolta nei giorni stabiliti.  L’alluminio può essere riutilizzato all’infinito senza perdere le qualità originali e
riapplicato in molteplici settori, come ad esempio nella
produzione di imballaggi, di elettrodomestici, in edilizia, ecc.

Le lattine e i barattoli rappresentano l’1% della raccolta differenziata, ma il loro riciclo può consentire un risparmio del 95% delle
materie
prime.  Per ottimizzare la raccolta e il recupero della plastica è buona norma sciacquare i contenitori, soprattutto se
hanno contenuto
alimenti o liquidi. Sono da raccogliere in modo differenziato le lattine per bevande (barattoli, lattine e banda
stagnata), le vaschette e fogli di alluminio,
lo scatolame di metallo per alimenti (preferibilmente lavati), i tappi a vite e a corona
di metallo, coperchi di metallo;

Non sono da raccogliere in modo differenziato i contenitori pericolosi ed infiammabili, le bombolette spray.
Organico, anche detto umido, esso rappresenta una parte molto importante del totale dei rifiuti, circa il 33%. Per la sua raccolta
sono
messi a disposizione sia i sacchi di carta nei quali raccogliere l’umido organico; sia una pattumiera, detta  biopattumiera,
da sottolavello da
10 lt da svuotare nel bidone carrellato presente nel vostro condominio o abitazione, che verrà ritirato dagli
operatori e ricollocato dove lo
avete lasciato esposto. Per la raccolta dell’organico utilizzate i sacchetti di carta che vengono
distribuiti insieme ai bidoncini.

Sono da raccogliere in modo differenziato gli scarti di cibo, di frutta e verdura, di alimenti avariati, i gusci d’uovo, i fondi di caffè
ed i filtri di
tè, il pane, le foglie, i fiori recisi, le piante, il terriccio dei rinvasi, la carta assorbente, i tovaglioli, le salviette ed i fazzoletti
di carta, i tappi di
sughero, la cenere di legna.

Non sono da raccogliere in modo differenziato tutto quello che non è di origine vegetale o animale, ed in particolare le
confezioni degli
alimenti, quali le vaschette, i barattoli, le retine, le buste, il cellophane, ecc., i piatti ed i bicchieri di plastica.
In particolare vanno esclusi i rifiuti
liquidi.

I rifiuti ingombranti - I rifiuti ingombranti prodotti nelle abitazioni possono essere ritirarti a domicilio previa prenotazione e
pagamento
presso gli uffici di Piazza Kennedy, 15 oppure conferiti gratuitamente presso il Centro di Raccolta.

Gli ingombranti sono costituiti in larga percentuale (60-80%) da materiali ferrosi o plastici e legno che possono essere riciclati e/o
recuperati. Questi materiali dal Centro di Raccolta sono inviati ad appositi impianti di recupero e trattamento.

Ci riferiamo in particolare a poltrone, divani, materassi, mobili vecchi e arredi (in legno e in metallo), elettrodomestici.
Medicinali scaduti - Vanno conferiti nei contenitori presso le farmacie, in quanto essendo prodotti chimici, se gettati in discarica
possono
dare origine ad emanazioni tossiche o inquinare il percolato ( si tratta del liquido che si raccoglie sul fondo della discarica).

Occorre fare attenzione in quanto la scatola ed il foglio delle istruzioni vanno depositati nel contenitore della carta.
Le batterie esauste - Vanno conferire negli appositi contenitori situati presso negozi di elettronica, supermarket, fotografi e
tabaccai.
In tal modo evitiamo di diffondere alcune sostanze, quali il mercurio, il cromo, il nichel-cadmio ed il litio, che risultano
dannose per l’ambiente.

Gli sfalci e potature - Si tratta di sostanze vegetali che vanno recapitate al Centro di Raccolta. Questi scarti provenienti dalla
cura
del giardino sono fondamentali per gli impianti di compostaggio, per integrare il materiale proveniente dagli scarti di
cucina con una
componente ricca di carbonio e strutturalmente più corposa. Questo permette di realizzare un ottimo compost
utilizzabile in agricoltura.

Vanno ra ccolti gli sfalci d’erba, i fiori recisi, le ramaglie, le potature di alberi e di siepi, i residui vegetali da pulizia dell’orto,
ma mai Nylon,
sacchetti e cellophane, vasi in plastica.

Indumenti di vestiario - Vanno collocati negli appositi contenitori dislocati nel territorio.

Gli indumenti vengono vagliati, e quelli in buono stato, sono rimessi sul mercato; i proventi della vendita sono utilizzati per
progetti sociali. I
vestiti non più utilizzabili vengono inviati ad impianti di riciclo. I vestiti e le scarpe conferiti devono essere puliti
e chiusi dentro dei sacchi, per
facilitare agli operatori il lavoro di selezione e recupero.

Si raccolgono gli indumenti usati, ma in buono stato, le magliette, camicie, giacche, le scarpe, cinture, i maglioni, cappotti, le
sciarpe
ecc. Inoltre per chi ha del terreno a disposizione della casa, si presenta la possibilità di utilizzare in proprio l’umido e gli
scarti dei vegetali del
terreno per ottenere un ottimo ammendante per il proprio terreno, l’orto, il giardino e le piante in vaso.

Si tratta di imitare la natura, riproducendo in forma controllata e accelerata gli stessi i processi che in natura riconsegnano le
sostanze
organiche al ciclo della vita: un perfetto riciclaggio dei rifiuti organici tramite il così detto “Compostaggio domestico”

Con esso otteniamo una serie di risultati positivi quali il garantire la fertilità del suolo fornendo un fertilizzante naturale e limitando
quindi
l’acquisto di concimi organici; si risolve seppur parzialmente il problema dello smaltimento dei rifiuti; si incrementa in modo
sensibile
la raccolta differenziata oltre che risparmiare.

Tra i rifiuti umidi ricordiamo gli sfalci verdi, gli avanzi di cucina; la carta non trattata; gli alimenti avariati; gli scarti di verdura e
frutta; i fondi di
caffè e filtri di the. Tra i rifiuti secchi si ricordano le ramaglie; la paglia; le foglie secche; il cartone ed il truciolo.

Per fare un buon compostaggio occorre attenersi alle seguenti regole:

- Preparazione del fondo, predisponendo un drenaggio con materiale di sostegno.

- Varietà i materiali, usando sia scarti di cucina che di giardino.

- Miscelazione ed Aerare, per assicurare la presenza di ossigeno con materiali porosi e rivoltandolo spesso.

- Mantenere la giusta umidità, drenando, annaffiando il materiale o spostando ilcomposter in ombra o al sole.

Per far operare al meglio le famiglie vengono forniti i seguenti materiali:

- 1 sottolavello di plastica areato;

- 40 buste di carta per l'organigo;

- 14 sacchi gialli per la plastica;

- 30 buste grigie per il materiale non riciclabile;

Questo materiale è sufficiente per sopperire alle necessità che una famiglia può incontrare nei 60 – 90 giorni successivi alla
consegna. Non resta che indicare il programma della raccolta dei rifiuti riciclabili(da differenziare) e di quelli non riciclabili
(indifferenziati):

Scarti alimentari ed organici Ritiro a domicilio lunedì, mercoledì, sabato
Imballaggi in plastica, lattine Ritiro a domicilio giovedì e metalli
Carta, cartone e cartoncino Ritiro a domicilio martedì
Materiali non riciclabili Ritiro a domicilio martedì e venerdì
Vetro -  Conferimento nelle campane stradali verdi Sfalci e ramaglie Conferimento presso il Centro di raccolta Rifiuti urbani
ingombranti Conferimento presso il Centro di Raccolta

**Notizie assunte dal sito del comune di Ciampino

 

CONCLUSIONI

Se non ci sono più domande e ci sentiamo soddisfatti per aver acquisito notizie ed esperienze maturate nel settore
dai cittadini, dall’ASP e dalla Amministrazione stessa di Ciampino , non resta che darci appuntamento per la terza
edizione che si terrà il prossimo giugno 2010. In accoglimento dell’invito ci prepariamo per dare inizio alla
procedura
di iniziativa popolare, che consiste nella sottoscrizione, da parte di 1.500 elettori, della bozza del Regolamento
comunale per la gestione dei rifiuti urbani da presentare in Consiglio per il successivo esame ed approvazione (bozza
di regolamento inviata l’anno scorso all’Amministrazione comunale ed ai Consigli di Circoscrizione).

Nel ringraziare il dott. Demetrio per la sua ripetuta  disponibilità, lo invitiamo a valutare la possibilità di metterci
a disposizione la sua esperienza.

                                             Grazie e buona serata a tutti 



 

 

 

 

 

3° Incontro tecnico sulla gestione dei RSU  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ll “gruppo di presenza - mons. G. Grassi”, in collaborazione con le Associazioni: Marino Aperta onlus, Salviamo Marino
e con il Comitato di Quartiere Spigarelli, 

 invitano cittadini - associazioni politiche, culturali e di categoria -
comitati di quartiere - operatori e tecnici
del settore - al 3° incontro annuale: 
 

                               "Motivazioni della scelta effettuata alla nostra Ammimnistrazione”

 

 

Sala parrocchiale San Giuseppe, via Cardinal Pizzardo, 1 Frattocchie - 16 giugno 2010 alle ore 17:30

 

 

 

 

 

 

 

 

 - Saluto di apertura

- E siamo al terzo incontro annuale:  Adolfo Tammaro

- Il sistema di raccolta: Massimo Prinzi                                        Assessore - Cultura- Ambiente- Servizi cimiteriali -  Edilizia Scolastica- Pubblica Istruzione

- Chiarimenti e considerazioni.

 

 

                                         I lavori sono coordinati dal portavoce del “gruppo”: Corrado Colizza

 

 

 

 

 

L’incontro fruisce del libero patrocinio delle Amministrazioni:

 

 

                    Ingegner Colizza ,

il Presidente del Consiglio Regionale on. Mario Abbruzzese, ha concesso il patrocinio all’Incontro tecnico “La gestione dei rifiuti:
informazioni sul
sistema di raccolta adottato dalla nostra Amministrazione Comunale”, organizzato dal Gruppo di Presenza Grassi, in
programma a Marino per la
seconda decade di giugno.

Con l’occasione si allega il Logo del Consiglio Regionale del Lazio che dovrà esserestampato su inviti, brochure, locandine, fogli di sala,
striscioni, carta da lettera, ecc.
Mi è gradita l’occasione per porgerLe i migliori saluti.- Dott. Finanzio CASCHERA - Ufficio Relazioni
Esterne
CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO VIA DELLA PISANA, 1301 00163 ROMA

 

 

 

Gent. Pres. Colizza,

 

 

 

si comunica che il Presidente Nicola Zingaretti ha concesso il patrocinio della Provincia di Roma al III incontro tecnico "La gestione dei
rifiuti:
informazioni sul sistema di raccolta differenziata adottato dalla nostra Amministrazione comunale" Si trasmette in allegato il
logo ufficiale della
Provincia. La lettera originale sarà spedita via posta.

 

Cordiali saluti

VALENTINA AMATO CERIMONIALE PROVINCIA DI ROMA

 

 

 

 APERTURA DEI LAVORI (moderatore)

Iniziamo col ringraziare don bruno che ci ospita per il terzo  anno consecutivo nella sala parrocchiale per esaminare
e
comprendere al meglio le varie problematiche legate alla gestione dei rifiuti urbani.

Un grazie all’assessore all’ambiente massimo prinzi, per aver accettato di relazionare sul percorso seguito per
giungere
alla scelta del sistema di raccolta stradale, pur avendo alle 18:30 un successivo impegno a santa maria delle
mole. Un sentito grazie a tutti  voi che avete accettato il nostro invito
che ci consentira’ di avere una idea chiara
circa la volonta’
espressa dall’amministrazione.

Tanto per notizia l’incontro e’ stato partecipato, tra gli altri, agli assessori, ai dirigenti della struttura tecnica
comunale ed
alla multiservizi spa che gestisce la raccolta dei rifiuti. E’ bene ricordare che la regione Lazio,
probabilmente a causa del commissariamento nazionale, e conseguentemente la provincia di Roma, hanno
intrapreso in ritardo l’azione politico/amministrativa tesa a sollecitare i comuni a soddisfare la funzione che
le normative assegnano loro dal 1997 in merito alla gestione dei rifiuti urbani.

Come avete constatato e’ in distribuzione il manuale per effettuare un corretto compostaggio domestico, coloro che
hanno un giardino o del terreno utilizzabile a tale scopo sono invitati a prenderne una copia.

Bene, i lavori iniziano con la presentazione dello stato di fatto da parte dell’amico rodolfo tammaro - per conto
dell’associazione “marino aperta onlus” - , segue la relazione
dell’assessore, per poi passare al dibattito teso a
soddisfare quesiti, dubbi e curiosita’.

 

 

– LO STATO DI FATTO – (ADOLFO TAMMARO)

 

Noi riteniamo che il cambio di abitudini a cui siamo chiamati per soddisfare la normativa nazionale e regionale debba essere vissuto
come una opportunita’ di crescita del nostro senso civico.

L’azione della provincia, in assenza di quella dei comuni, inizia nel 2002 con le finalita’ di: ridurre la quantita’ dei rifiuti in discarica;
avviare al  riciclaggio la carta, il vetro e la plastica degli imballaggi delle merci che acquistiamo; raccogliere i rifiuti urbani pericolosi
(pile elettriche e farmaci scaduti) il tutto adottando il sistema della raccolta stradale. In particolare il territorio di Marino viene dotato
di 165 contenitori per la plastica, 83 per il vetro, 88 per la carta, 25 per le pile, 17 per i farmaci scaduti, che vengono svuotati con le
seguenti frequenze: 43, 45, 31, 23 e 23. agli enti locali, che avevano acconsentito all’intervento provinciale, spettava il controllo sugli
svuotamenti e sulla sufficienza o meno dei
contenitori dislocati nei rispettivi territori.

Nel medesimo anno 2002 la normativa nazionale fissa la percentuale del 15% per la raccolta differenziata da effettuarsi in ogni comune,
una percentuale che si accresce del 5% ogni anno, fino a raggiungere il 65% nel prossimo 2012.

Obbiettivi questi che nel nostro comune sembrano astronomici rispetto a quelli raggiunti 2,85%, 3,1%, 5,27% rispettivamente nel triennio
2003/05. Passiamo ora a visionare la politica promossa e finanziata nel 2008 dall’amministrazione provinciale che, resasi conto -
anche rispetto a confronti in altre regioni - che il sistema a cassonetto non consente di raggiungere le percentuali di differenziata
richieste, abbandona il sistema di raccolta passando e promuovendo quello domiciliare; in particolare questa azione puo’ articolarsi nel
seguente modo:

1 – il sistema del porta a porta e’ finanziato con 2,8 milioni di € nel biennio 2007/08 e 28 milioni nel triennio 2009/11, con l’obiettio di
raggiungere quota 51% a fine 2011;  
2 – riduzione nella produzione di rifiuti pari al 5%;

3 – impianti di compostaggio che si aggiungono a quello di maccarese per un totale di 25,2 milioni di €;

4 – costruzione dei centri di raccolta e delle stazioni di trasferenza;

5 – acquisto di 50.000 compostiere domestiche.

I contributi previsti per tutte le varie finalita’ vanno richiesti alla provincia da parte delle amministrazioni comunali tramite la presentazione
di progetti condivisi e supportati a livello tecnico dal servizio rifiuti della provincia stessa. Terminiamo dunque chiedendo all’assessore
quali le percentuali previste per la raccolta differenziata nell’anno in corso e nel 2011, rispetto al 51% previsto dalla provincia.

 

 

 

 

Moderatore: nel passare la parola all’assessore e’ opportuno ricordare, seppur in modo sintetico, la distribuzione delle
competenze tra le amministrazioni interessate:

 

 

* spetta all’ente locale disciplinare la gestione dei rifiuti urbani  con appositi regolamenti nei quali, tra l’altro, viene
stabilito:

le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di
garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi;

le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio,
in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare;

le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli alrecupero e allo smaltimento;

l'assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani.

** spettano alla provincia le funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del
recupero e dello smaltimento dei rifiuti, tra cui:

il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio; il controllo periodico su tutte le attività di
gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti;

l'individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento delle zone idonee alla l
ocalizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti
di recupero e di smaltimento dei rifiuti.

*** tra le rilevanti funzioni assegnate alla regione fissiamo l’attenzione su:

la predisposizione, l'adozione e l'aggiornamento del piano regionali di gestione dei rifiuti;

la regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti, ivi compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani,
anche pericolosi, secondo un criterio generale di separazione dei rifiuti di provenienza alimentare e degli scarti di
prodotti vegetali e animali o comunque ad alto tasso di umidità dai restanti rifiuti;

l'incentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al recupero degli stessi.

La regione Lazio con 3 delibere nel triennio 2005/07 assegna alla provincia 6,7 milioni per potenziare la differenziata,
a questi si aggiunge una quota dei 40 milioni stanziati per le 5 province laziali;

- nel 2008 la provincia approva il piano operativo di cui e’ stata data notizia nel precedente intervento e nel quale
alla luce delle esperienze maturate, anche in altri contesti italiani, vengono fissati i seguenti indici unitari di spesa:

raccolta porta a porta -       25 € /abitante, quale extracosto da  finanziare per un solo anno;

raccolta stradale -                5 €/abitante per raggiungere l’obiettivo  di raccolta di almeno 50 kg/abitante per  anno 
raccolta stradale del vetro -   0.8 €/abitante nelle situazioni in  cui avviene il porta a porta. 
                   
                                            

 

RELAZIONE  L’ ASSESSORE MASSIMO PRINZI

Buona sera a tutti.

Credo necessario avanzare come premessa il fatto che tutte le amministrazioni interessate siano animate da buona volonta’.

A mio avviso la materia dei rifiuti e’ molto delicata ed in base alla esperienza maturata nei quattro anni di assessorato non mi
risulta che sia stata trovata una soluzione che soddisfi in tutto il problema data la esistenza di troppe variabili e situazioni particolari
che rendono difficoltosa l’adozione di una scelta.

L’amministrazione e’ chiamata a dare una soluzione al problema che andrebbe invece impostato e risolto a monte.

occorrerebbe approfondire alcuni significati tipo: cosa e’ il rifiuto, come raccoglierlo, se e come puo’ essere una risorsa,
l’inquinamento, etc.   Qualcosa del genere ha caratterizzato la mia attivita’ conoscitiva fatta di incontri con aziende che
proponevano la loro soluzione, visite ad enti per approfondire i sisitemi e tecnologie di trattamento.

La conclusione di questo processo conoscitivo puo’ sintetizzarsi in una sola parola “ipocrisia”.

Ipocrisia in quanto interventi quali le discariche, gli inceneritori, la termovalorizzazione e i sistemi attuati per la differenziazione
sottendono un solo e vero obiettivo, l’affare.     Sono venuto a contatto con tecnologie e strumenti certificati, utilizzati in finlandia
o a praga, che potrebbero consentire ad ogni comune e ad ogni realta’ di trasformare il rifiuto in risorsa, dove la differenziazione
dei rifiuti urbani, non pericolosi, e’ affidata direttamente alle macchine.

Cosa e’ che ostacola l’adozione di tali sistemi se non l’intaccare gli interessi di alcuni?

E veniamo all’argomento di oggi.

E’ chiaro che il dibattito ha riguardato sostanzialmente la scelta da effettuare tra il porta a porta e lo stradale. Da subito affermo
che il porta a porta non e’ da escludersi in quanto rappresenta una possibile soluzione. Abbiamo esaminato:

* la situazione geomorfologica del nostro territorio che presenta strutturazioni diverse nei tre centri abitati principali, zone di
campagna , aree in collina ed in pianura per un totale di 32 kmq. a tale diversita’ si deve far fronte utilizzando sistemi diversi.

** il sovra costo finanziato dalla provincia per il passaggio al porta a porta per il solo primo anno, in quanto l’entrata derivante
dalla vendita del materiale selezionato e la conseguente riduzione della spesa di smaltimento dei rifiuti in discarica vanno a
compensare l’aumento di spesa di manodopera connesso al porta a porta.

Il fatto e’ che avremmo dovuto modificare il sistema di raccolta in termini di personale e di materiale con incremento consistente
delle spese e quindi della tassa.    Inoltre in base ai nostri conti abbiamo chiesto alla provincia che per adottare il porta a porta sarebbe occorso che il finanziamento andava ripetuto almeno per quattro anni, in modo da evitare l’aumento della tassa.

*** La tassa che oggi paghiamo copre anche altri servizi di igiene ambientale; ci stiamo orientando verso la politica di far pagare
in proporzione a quello che ognuno produce, in pratica si deve passare dalla tarsu alla tia.

**** I sistemi adottati nell’italia del nord, abbiamo chiesto ai comuni l’esperienza fatta col porta a porta, oppure a quelli che hanno
utilizzato il sistema stradale ed alla fine abbiamo fatto la nostra scelta che sara’ anche opinabile ma e’ una scelta che non annulla
il possibile ricorso al porta a porta.

*** La difficolta’ per le famiglie di collocare nelle proprie abitazioni le buste necessarie per attivare il porta a porta.

in effetti sia le case dei vecchi centri abitati che quelle hanno dimensioni ridotte (soggiorno, angolo cottura, camera e bagno. .)
che rendono quasi impossibile la conservazione giornaliera di almeno 4 buste. infatti il porta a porta prevede un calendario per
il ritiro delle singole buste e con frequenze bi o trisettimanali il permanere dell’umido preoccupa.

** Che in effetti il porta a porta viene applicato su alcune porzioni del territorio comunale, affidando il resto alla raccolta stradale.

* Che il porta a porta riesce si a controllare la qualita’dei rifiuti ma solo ricorrendo ad un discreto numero di controllori che 
 graverebbero sui costi del servizio e quindi sulla tariffa.

Da quanto sopra, come gia’ detto, e’ nata la scelta dello stradale; ci siamo allora chiesti come operare per raggiungere le
percentuali di differenziata che la legge impone, in quanto con lo stradale si puo’ raggiungere il 35%.

noi crediamo che gli obiettivi di legge possono essere raggiunti solo da piccoli comuni, per cui ci si augura che gli stessi siano ridotti.

. Dall’esame delle le tipologie di rifiuti - quali l’umido, la carta ed il cartone, il vetro, la plastica, le lattine di metallo, l’indifferenziato
che raggruppa tutti i materiali che non sono direttamente riciclati, gli sfalci - abbiamo deciso di iniziare dal cartone con frequenza
giornaliera e rivolto agli operatori economici del territorio. l’esito e’ stato buono perche’ si riduce il costo dello smaltimento e si
pareggia quello del trasporto con il ricavato della sua vendita.

E’ iniziata la raccolta stradale multimateriale, seguiranno i rifiuti ingombranti, il compost e l’organico.

* Passiamo al problema dell’isola ecologica o meglio del centro di raccolta che da tempo e’ localizzata in localita’ s. antonio,
in un’area soggetta a vincolo ambientale tanto e’ che ci e’ stata sequestrata.   La necessita’ di utilizzarla ha indotto il sindaco a
fare un’ordinanza che ne consentisse almeno un uso parziale.

Contemporaneamente ci siamo occupati di operare per renderla conforme alla normativa di settore. una buona notizia riguarda
il fatto che i lavori di adattamento stanno per essere ultimati (ecco perche’ non e’ stato possibile portare rifiuti come i toner) e
non appena il centro sara’ riconosciuto come regolare faremo depositare rifiuti come i raee).

**Torniamo alla raccolta stradale iniziata nelle frazioni con buon risultato anche perche’ molto dipende dal rapporto che si riesce
a stabilire con la popolazione e dall’informazione. abbiamo iniziato nelle scuole con sensibilizzazioni anche tramite un c.d. in questa
fine di anno scolastico e con progetti da prossimo settembre. Come sapete in tutte le abitazioni avete ricevuto l’opuscolo con
notizie dettagliate sulle modalita’ da seguire nella raccolta differenziata.

Il timore vero era rappresentato dalla risposta che i cittadini avrebbero dato al nuovo sistema, ebbene possiamo dire che al
momento e’ superiore a quanto avevamo previsto, tanto e’ che dobbiamo incrementare la frequenza di svuotamento dei
cassonetti.     Resta il problema di alcuni residenti dei comuni limitrofi che preferiscono non fare la differenziata e gettare i loro
sacchetti nei nostri cassonetti. Stiamo cercando la soluzione legale (ispettori) che ci consenta di scoraggiare questa pratica che
oltre ad essere onerosa, determina un aumento nella quantita’ annua di rifiuti che smaltiamo in discarica.

Comunque tra qualche mese, valutando il dati di raccolta, potremo iniziare sia l’umido che il compost.

***Si stanno svolgendo incontri con esperti o quanto meno con persone che hanno lavorato sul tema per definire un sistema
di controllo che renda vero l’impegno di fare il compostaggio domestico e non uno stratagemma per ridurre la propria tassa.

Abbiamo studiato e analizzato le categorie di persone potenzialmente disposte a fare il compostaggio (sicuramente leggero’
l’opuscolo che avete preparato sul tema) quale il proprietario della villetta, il coltivatore o meglio ancora l’ambientalista, come
vedete la reale possibilita’ di fare il compost e’ davvero bassa.

Abbiamo pensato di poter effettuare, in certi periodi ed in certe giornate, la raccolta diretta degli sfalci e questo sara’ possibile
non appena saremo in grado di fare noi il compost utilizzando anche l’umido dei ristoranti e delle mense.

**Medesimo discorso per la raccolta dell’umido che si fara’ quando avremo trovato una soluzione vera che eviti di differenziarlo e
poi portarlo in discarica.

*Da settembre partira’ una campagna di informazione forte nelle scuole, in incontri pubblici e presso tutti coloro che ce ne faranno 
 richiesta fino ai condomini. accettato fin d’ora il contributo di associazioni.

. questo in grandi linee l’attivita’ in atto ed in divenire; certo possiamo parlare anche di altre soluzione quale quella dei cassonetti
a scomparsa che di fatto: responsabilizzano e controllano l’operato dei singoli utenti del servizio tramite l’uso di un badge;
eliminano i cassonetti dall’abitato; monitorizzano le quantita’ di rifiuti prodotti.

. Bene credo di aver dato un quadro sufficiente relativo alla scelta effettuata ed ai criteri che l’hanno sostenuta, inoltre ripeto
che il porta a porta sara’ ripreso in considerazione non appena il contributo provinciale o regionale potra’ evitare incrementi
di tassa pari al 30 – 40% .

la mia presenza, come e’ stato detto dal moderatore, e’ finalizzata a dare risposte e chiarimenti.

 

 

Moderatore – nel ringraziare l’assessore la parola passa a voi per proporre considerazioni e domande, che per
cortesia vi chiediamo di farle da questo microfono per poterle registrare.

 

questa modalita’ si rende ancor piu’ necessaria perche’, come accennato all’inizio, l’assessore sara’ costretto ad
assentarsi per un secondo impegno nella giornata, ne consegue che le domande espresse in assenza dell’assessore
solo se registrate sara’ possibile sottoporle per il relativo riscontro.

D’altro canto le stesse troveranno collocazione nell’opuscolo che riportera’ questo terzo incontro, similmente a cio’
che si verifica ormai a conclusione dei nostri convegni.

 

 

 

DOMANDE E CONSIDERAZIONI

 

ADOLFO TAMMARO

Riprendo la richiesta formulata nella presentazione in modo da avere una quantificazione numerica per poterla usare in seguito
come riferimento e poter valutare se l’azione intrapresa dall’amministrazione abbia o meno raggiunto l’obiettivo prefissato:

1 - in particolare quale e’ la percentuale di differenziata che si prevede di raggiungere del biennio 2010/11.

2 - inoltre non comprendo come nel caso della raccolta dei cartoni si sia proceduto con il porta a porta, ottenendo di fatto la
piena soddisfazione, mentre con i rifiuti urbani lo si sia scartato.

Altro dato numerico riguarda gli investimenti effettuati per attuare il sistema della raccolta stradale.

 

 

 

L’ASSESSORE

 

. Preferirei non dare numeri di previsione dato che stando all’inizio si rischia di vanificare ogni previsione. posso dirvi che c’e’ la
volonta di raggiungere i valori imposti dalla legge.

potrebbe essere piu’ utile fare una prima lettura fra tre quattro mesi con dati veri per le opportune correzioni che si rendessero
necessarie.

. Posso annunciare che stiamo puntando sulla riduzione nella produzione dei rifiuti nel caso dei pannolini dei bambini impegnando
le farmacie comunali per la distribuzione del cosi’ detto eco pannolino come nel comune di Verona.

. una cosa e’ sicura che in tal modo la tassa non viene aumentata, per il resto data la variabilita’ del sistema e’ preferibile non
fare oggi previsioni.

 

 

 

CIPRESSI ROSSELLA (insegnante)

 

Facendo riferimento al progetto da svolgere nelle scuole, mi sento di rassicurare che la sensibilizzazione ambientale viene ormai
fatta da piu’ anni; nella mia classe il contenitore per la carta e per i quaderni da riciclare e’ presente da anni.

debbo pero’ dire che la scuola e’ di fatto quasi oppressa da tutte le campagne che la interessano come se dipendesse da lei
risolvere tutti i problemi.

Il senso civico dei cittadini non puo’ passare solo nella scuola, occorrono azioni mirate dirette dall’amministrazione per evitare per
esempio che il giardino di piazza Garibaldi nell’arco di una giornata si trasformi in una piccola discarica.

Oppure lo stato delle strade e delle piazze inzaccherate dalla mancanza di senso civico dei residenti. occorre che di pari passo
vada l’informazione, la prevenzione e la penalizzazione dei comportamenti negativi delle persone e di alcune famiglie che a volte
vanificano con comportamenti e parole l’azione formatrice della scuola.

 L’ASSESSORE

. Concordo e plaudo all’azione ed alla sua dedizione. Mi auguro che tale comportamento sia seguito da tutti gli altri insegnanti.

 

 

 

PAOLA CICINELLI (portavoce di salviamo marino)

 

Dal momento che c’e’ stato l’investimento per la raccolta stradale necessariamente c’e’ stato uno studio alla base della scelta,
e’ possibile conoscerlo?
 

 

 

ASSESSORE

 

. Si tratta di una scelta dell’amministrazione basata sul fatto che la multiservizi non avendo scopo di lucro possiamo abbattere i
costi della quota di utile che una qualsiasi impresa esterna deve avere. oltre a cio’ siamo in grado di offrire opportunita’ di lavoro.

 

 

 

FABRIZIO LEANDRI

 

1° - Facciamo un discorso pratico, sapendo che quanto si spende per i rifiuti lo ritroviamo da pagare nella tassa.
Ora poiche’ nel 2009 c’e’stato l’aumento superiore al 20% si chiede di conoscere se ci saranno ulteriori incentivi nella prossima
bolletta?

2° - sono previste le riduzioni per alcune categorie o persone svantaggiate?

3° - quali le altre azioni di sensibilizzazione della cittadinanza?

 ASSESSORE

. per il 2010 la tarsu resta costante.

. le eventuali riduzioni debbono trovare spazio nel regolamento della tarsu che e’ di competenza del bilancio.

. ci saranno altre iniziative, comunque la presenza di tre cassonetti con le indicazioni di quali rifiuti deporre e’abbastanza indicativa.

***con questo sono costretto a lasciarvi per recarmi a santa maria, restiamo comunque d’accordo che ricevendo le
      vostre domande cerchero’ di corredarle delle relative risposte.

 

 

Moderatore: Non ci resta che proseguire in modo da esaurire la lista degli iscritti, toglierci qualche dubbio e
scambiarci le
conoscenze.

 

 

 

 

MARCO CACCIATORI

 

Certo la relazione dell’assessore ha moltiplicato le possibili domande da esporre, ma, per restare nei tempi formulo quella comunque
avrei fatto. Sulla base del decreto legislativo 152/2006, la raccolta differenziata presuppone la separazione dei singoli materiali per
poterli assoggettare ad un nuovo ciclo di produzione.  Questo significa che i comuni debbono fare un contratto con le industrie
del riciclo, cosa parallela a quanto in atto per la carta. Chiedo dunque di conoscere con quali imprese del riciclo il comune o la
multiservizi ha fatto i contratti, e se gli stessi sono stati pubblicati.

 

 

Moderatore: nel rammentare l’esistenza di imprese che dietro pagamento effettuano la selezione del multimateriale,
colgo l’occasione per quantificare le possibili entrate per il comune dalla vendita dei materiali. Ii valori unitari sono
presi  dall’accordo anci/conai: per i materiali di prima fascia (quelli
a bassissima presenza di frazione estranea) un
corrispettivo
economico di 90,48 euro a tonnellata per carta e cartone;  422,56 euro a tonnellata per l’alluminio;
277,87 euro a tonnellata per la plastica; 13,78 a tonnellata per il legno; 34,18 euro a tonnellata per il vetro.

 

 

 

 

PINA VENTURA (centro aiuto alla vita – mario ghera)

 

Consentitemi prima esprimere il quesito di portare l’esperienza e lo sforzo tecnologico attuato nel circondario di tel aviv e di altre
17 municipalita’, per un totale di circa 3 milioni di abitanti.

Si tratta di una serie di processi che consentono di ricevere 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno da 800 camion.

Si separa e si ricicla tutto: plastica, legno, metalli, umido.

- Nell'impianto di trattamento biologico gestito (tmb) la spazzatura viene saricata in una gigantesca vasca dove i materiali leggeri
(che galleggiano) vengono separati da quelli pesanti (che si depositano sul fondo). dopo aver eliminato le sostanze inorganiche,
resta il materiale per il trattamento biologico, da cui si ricavano acqua, compost e m
etano, usato per produrre elettricità con
una turbina da 1,5 megawatt;

- Impianto per la separazione del materiale da costruzione che anch’esso smaltisce 200 tonnellate al giorno;

- Impianto pilota di gassificazione, che produce syngas a ciclo chiuso, e un'unità di separazione da 500 tonnellate al giorno.

- Struttura per il trattamento di pneumatici.

- Impianto per le aree umide – cinque vasche in cui affondano le radici diverse specie di fiori, con il compito di purificare i rifiuti;

- Impianto di trattamento per le acque reflue del processo di smaltimento;

63 pozzi sparsi per tutta l'area dai quali si raccoglie il biogas prodotto dai materiali interrati, producendo 4 megawatt di potenza.

ed ora la domanda:

1° - per quanto riguarda il compostaggio domestico e’ possibile richiedere ed a chi la compostiera prevista dalla provincia?

2° - la scelta di raccogliere il multimateriale non vi sembra un danno per le casse comunali?

 

 

GIANNI MAGGI

 

Conoscendo la situazione di Ariccia espongo l’iniziativa presa quasi a fine 2009 nel settore dei rifiuti urbani. gestore l’asp di ciampino;
adottato il sistema porta a porta con contributo di 400.000€ della provincia + centro di raccolta finanziato e funzionante.

Vale la pena ricordare che il contributo provinciale e’ stato utilizzato sia per il personale aggiuntivo sia per l’acquisto dei materiali
che  hanno durata pluriennale; inoltre sta progettando con i comuni di ciampino e di ardea la costruzione di un centro di
compostaggio per i fanghi dei depuratori.

Il porta a porta, che e’ al momento attuata nel centro abitato e a monte gentile, ha raggiunto il 60%.

domande:

1° - considerando che il “porta a porta” è stato scartato per motivi di costo, rifiutando anche il contributo a fondo perduto della
provincia (che per ariccia, 20.000 abitanti, è stato di 400.00 €), a quanto ammonta lo stanziamento deliberato dal comune per il
primo anno di cassonetti?

2° - quando sono stati pubblicati in g.u. i contratti di conferimento della “differenziata” del comune di marino con i consorzi?

In attesa risposta assessore

 

 

 

SANDRO CARACCI (consigliere comunale)

 

Faro’ soltanto delle considerazioni dicendovi che personalmente non condivido la modalita’ con la quale questa amministrazione
ha trattato e tratta la gestione dei rifiuti urbani.    La scelta stradale e’ una scelta fallimentare e ne e’ testimone il comune di roma,
caratterizzato da sempre da percentuali di differenziata troppo distanti dagli obiettivi di legge che come e’ stato ricordato
prevede il raggiungimento del 65% nel 2012.

Una cosa e’ certa, dal 2013 noi pagheremo almeno un 20% in piu’ alla discarica per non aver raggiunto l’obiettivo, che purtroppo
seguiteremo a pagarlo in quanto e’ il sistema stradale non consente di raggiungerlo, tanto e’ che l’assessore stesso ne ha indicato il
limite tra il 30 ed il 35%.     Torno al comune di roma per dire che finalmente ha iniziato a sperimentare il porta a porta senza aspettare
, come richiesto dal nostro assessore, che la provincia gli assicuri un contributo per almeno quattro anni.

Alla domanda fatta dalla signora in merito all’acquisto dei mezzi non ha dato risposta ed ha preferito parlare delle motivazioni che
hanno indotto ad affidare la raccolta dei rsu alla multiservizi. Ora poiche’ l’affidamento cessa con il 2012, in quanto e’ previsto
l’affidamento a seguito di gara per cui subentrera’ una impresa che per raggiungere gli obiettivi applichera il porta a porta, ed
allora cosa ne faremo dei mezzi acquistati nel 2008 e non piu’ usabili? una multiservizi farcita da amici e parenti che grava sulle
nostre tasche.

Una cosa dovrebbe essere chiara e cioe’ il porta a porta pur non rappresentando l’ottimo, consente e obbliga ogni cittadino a
considerare ed operare a favore dell’ambiente nel quale viviamo.

Dice, la scelta e’ dell’amministrazione. No, non e’ vero perche’ la scelta e’ stata fatta solo dalla giunta che si e’ ben guardata dal
proporlo all’interno del consiglio comunale sottraendogli di fatto la specifica competenza di decidere sia il disciplinare che
l’affidamento.

Una giunta che e’ stata in grado di affidare la fornitura dei mezzi a seguito di un ribasso pari allo 0,01%.

si parla dell’emilia romagna per i cassonetti a scomparsa e non ricorda di aver pagato i progetti per farne due a marino centro.

In merito al centro di conferimento in localita’ s. antonio occorre dire che all’interno del parco dei castelli romani e’ stata fatta una
colata di cemento, rovinando la zona di collegamento tra il bosco ferentano ed il parco colonna e tutto questo per non aver
voluto cercare e definire un’area piu’ consona in area servizi o in area artigianale. vale la pena di ricordare che attigua alla
piattaforma di cemento c’e’ una
abitazione privata. Per l’aumento della tassa basta ricordare quello del 2009 che ha superato
del 20% la quota 2008.     
In attesa di risposta

 

 

Moderatore: grazie Sandro, e mentre si prepara Marco Carbonelli ricordo che l’isola ecologica prevedeva soltanto
l’accesso dei cittadini/utenti per il deposito dei materiali da riciclare.   Finalmente ci si e’ resi conto che per fare la
raccolta
differenziata vera, occorreva avere piu’ spazio per consentire anche ai mezzi che fanno la raccolta di
depositare per breve
tempo i materiali selezionati, in attesa di riempire i singoli scarrabili con destinazione verso
le piattaforme del conai.

 

In tal caso si parla di centro di conferimento e di stazione di trasferenza.

 

 

MARCO CARBONELLI

 

Ero venuto per capire i motivi della scelta ma mi sono trovato di fronte alla piu’ completa assenza di capacita’ di studio e di
programmazione da parte della giunta e di pudore da parte dell’assessore.

In una precedente intervista l’assessore ha dichiarato di non aver mai creduto al porta a porta e che lo stesso sistema e’ uno
slogan del centro sinistra (stranamente a Treviso con amministrazione del centro destra sono 10 anni che attuano il porta a porta).

Un messaggio mi sento di darlo a coloro che intendono fare politica con i partiti (noi ci limitiamo a proporre le necessita’ del territorio).

Non siamo disposti, come cittadini, ad essere presi in giro. Qui ci sono persone che pur avendo idee diverse su svariati argomenti
vogliono approfondire i problemi utilizzando le proprie capacita’ per cui siete invitati a presentare progetti seri e motivati con una
propria progettualita’ e sviluppo quantificato nel tempo.  Quello che abbiamo ascoltato nella relazione e’ ridicolo ed offensivo in
quanto ci e’ stato propinato come efficiente un sistema decotto che non ha la caratteristica dell’efficacia, cioe’ non e’ in grado
di soddisfare gli obiettivi di legge.

Ma non solo, non hanno avuto tempo e fantasia per definire la progressione percentuale della raccolta differenziata da
raggiungere nei prossimi anni (si ricorda che a livello nazionale a partire dal 2002 si prevede un incremento del 5% annuo).
E’ completamente assente il buon senso. Le domande:

1° - qual è l'obiettivo di progetto da raggiungere anno dopo anno per la percentuale di differenziata, visto che stiamo tra il 6 e l'8 %
mentre dobbiamo superare il 51 (dato provinciale); in altre parole, dal nuovo sistema in atto, cosa ci si aspetta di raggiungere nel
primo anno e poi a regime?

2° - la differenziata stradale della provincia prevedeva la raccolta monomateriale di carta, vetro e plastica; inoltre nella gara del
2009, a cui l’amministrazione ha dato il suo assenso, amplia agli involucri e bombolette di metallo selezionando e separando in tutto
quattro materiali.

Quale motivo ha condizionato la giunta per far scegliere di raccogliere in modo indifferenziato vetro, plastica e scatolame
imponendo l’intervento di un terzo soggetto, a titolo oneroso, per selezionare i tre materiali?

3° - quanto ci costano bidoni, cassonetti e i macchinari che la multiservizi ha comprato?

4° - come mai Palozzi nel 2006 promette nel suo programma l'avvio del "porta a porta". prinzi afferma "non ho mai creduto al porta
a porta" e poi " è uno slogan della sinistra". ora ci viene a dire "stiamo ragionando anche sul porta a porta?

5° - dato il notevole impulso che l’amministrazione sta dando al settore edilizio non sarebbe necessario programmare e realizzare
un nuovo centro di raccolta di prossimita’ per i due centri abitati di santa maria e di frattocchie?    
In attesa risposta

 

 

Moderatore: quanto detto da Marco in modo cosi’ aperto e franco e’ del tutto vero. Pensate infatti che la soluzione
adottata dalla giunta nel 2010 e’ primordiale e peggiorativa rispetto a quella adottata nel 2002 da parte della
provincia.

 

Infatti con la Provincia si separavano tre materiali (carta, vetro e plastica), oggi abbiamo in unico cassonetto
"il
multimateriale" che come detto necessita di un intervento ulteriore per riseparare i materiali stessi (vetro, plastica,
imballaggi di acciaio ed alluminio).

Inoltre seguitare a mandare l’organico in discarica insieme all’indifferenziato comporta i seguenti svantaggi:
siccome
contiene acqua pesa e noi paghiamo in base al peso;

dall’organico in discarica scaturisceil cosi’ detto biogas (metano biologico) che ha un effetto serra 21 volte superiore
a quello dell’anidride carbonica.

 

 

 

RODOLFO TAMMARO

 

Credo che l’incontro di oggi si possa riassumere in due differenti parti, la prima coincide con l’argomento dell’incontro stesso, e cioe’ 
 il problema dei rifiuti che comunque ci coinvolge tutti in quanto cittadini; e la scelta di avere un solo relatore ha risposto proprio al
desiderio di
conoscere direttamente le fasi attraverso le quali l’amministrazione e’ pervenuta alla decisione di attuare la raccolta
dei rsu adottando il sistema stradale. Credo comunque che vada riconosciuta una fase lunga di mancato interesse sull’argomento
da parte di tutti e che ha portato a questo tipo di scelta. La seconda basata esclusivamente sulla considerazione che l’attuale
giunta sta governando per mandato popolare, percui e’ sua  la competenza dello scegliere e cosi’ e’ stato fatto.

e’ chiaro che la scelta popolare e’ derivata da una circostanza principale, cioe’ la divisione o meglio la polverizzazione di tutti
coloro che non si riconoscevano e non si riconoscono nel centro destra.

Il tutto poi sembra aggravato dalla “sensazione” che alcuni componenti della ex margherita e poi del pd potessero avere interessi
comuni a quelli della maggioranza.  Cio’ ha determinato il mancato approfondimento sia con i “cittadini volenterosi” sia in ambito
consigliare. Da quanto sopra, oggi non resta altro che iniziare un nuovo processo di aggregazione che consenta lo stabilirsi di un
dialogo tra le parti e che, coinvolgendo l’intiera comunita’ marinese, blocchi questa politica clientelare.

E ora le domande:

1 - e' stata fatta la richiesta alla provincia per far accedere i cittadini ai contributi per il compostaggio domestico?

2 - possiamo avere una copia del bilancio e della nota integrativa della multiservizi dei castelli romani del 2009. quali gli investimenti
fatti o previsti?

3 - quando e come avverrà il passaggio dalla tarsu alla tia ?

4 - esiste un verbale di delibera di giunta relativo alla rinuncia del contributo per passare al porta a porta?

In attesa di risposta

 

 

UGO ONORATI

 

l’incontro di stasera purtroppo non ci ha fornito risposte.

Pensate che chiedendo semplicemente la destinazione dei materiali raccolti in modo differenziato ho avuto come risposta la
considerazione che se gli stessi non risultano collocati tramite contratti con le imprese del riciclo terminano in discarica: cio’
comporterebbe che spendiamo due volte, prima per fare la raccolta differenziata e poi per smaltirlo in discarica.

Tornando all’ambiente, ricordo che nell’ultima amministrazione di centro sinistra affrontavamo la realizzazione dell’isola ecologica
per la quale avremmo potuto utilizzare in modo gratuito il progetto ed avevamo individuato l’area di circa 4.000 mq.

Si era scelto il sistema di raccolta domiciliare, meglio conosciuto come porta a porta; si prevedeva un’isola o meglio un centro di
raccolta attivo [e cioe’ dove fosse possibile effettuare alcune operazioni sui materiali in modo da avere nuovi posti di lavoro];
inoltre considerando l’allora costo di smaltimento [0.50 €/kg] si prevedeva un risparmio di circa 1.000.000 €/anno non appena
sarebbe entrata a regime il sistema di raccolta.

Per mancanza di tempo non riuscimmo a firmare i contratti per il vetro e la plastica. e’ bene sottolineare che il centro di raccolta
attivo avrebbe invogliato il cittadino a depositarvi i materiali selezionati per ottenere una riduzione della tassa in base alle quantita’
di materiali depositati.    Per quanto riguarda la politica della provincia di Roma, come gia’ e’ stato detto, essa favorisce le iniziative
dei comuni che attuano il sistema porta a porta stanziando 24 milioni di € che vengono distribuiti tra i comuni che aderiscono al
sistema con un progetto condiviso e che richiedono il contributo.

Un contributo a fondo perduto per il solo primo anno proprio per affrontare le spese iniziali; negli anni successivi il sistema e’ affidato
sia all’entrata derivata dalla vendita dei materiali differenziati, sia il risparmio dovuto per il minor smaltimento.

I comuni che confinano con il nostro territorio (ciampino, grottaferrata, rocca di papa, albano, castel gandolfo ) hanno chiesto
ed ottenuto, solo la nostra amministrazione ha scelto di non chiedere ma di farci pagare sia la scelta errata sia le conseguenze
che da essa discenderanno.

Come domanda mi limito a chiedere di conoscere che fine fa il materiale differenziato e, nel caso siano stati fatti i contratti con le
imprese del riciclo o/e della selezione, ne chiedo copia.         
In attesa dirisposta                                       

 

 

NOTIZIE IN BREVE (moderatore)

 

-Nel comune di salerno, circa 200.000 abitanti, in un anno e mezzo riescono a differenziare il 70% -Iindicativa
l’ammissione da parte dell’assessore che il porta a
porta in un futuro (?) possa trovare applicazione, tanto e’ che
con tale sistema e’ iniziata la raccolta del cartone per i
commercianti.

-Necessario il passaggio alla t.i.a. che promuove la differenziata in quanto considera una detrazione legata alla
quantita’ di materiali differenziati.

- Fissando l’attenzione sulla spesa legata allo smaltimento ne consegue che ognuno di noi dovrebbe pagare in
proporzione quantita’ di rifiuti indifferenziati prodotti.

- Nella presentazione dell’incontro odierno, per questioni di tempo, abbiamo evitato di trattare le indicazioni
del piano
regionale che pero’ sarebbe necessario avere il tempo per conoscerle e valutarle in quanto in esse si revede

l’aumento di capacita’ di tutte le discariche esistenti.

In particolare per quella di Albano si prevede un aumento che passa dai 100 mila attuali a 500 mila metri cubi,
inoltre vi
e’ prevista la costruzione del gassificatore con la conseguente produzione sia di ceneri tossiche, che saranno

smaltite in una parte della discarica stessa, sia di inquinamento dell’aria a causa dei nano prodotti che si generano
durante la combustione dei rifiuti stessi.

Moderatore la dottoressa ventura chiede ancora la partola, prego.

 

 

PINA VENTURA

 

dopo quanto e’ stato detto ed illustrato circa la politica praticata dall’amministrazione nel settore dei rifiuti urbani, sarebbe
necessario che le persone ne facessero un esame puntuale per concretizzare sia i costi conseguenti la scelta della giunta, sia
quelli che occorrerebbe affrontare con il sistema di raccolta domiciliare.

inoltre occorrebbe aggiungere la perdita di immagine della citta per aver scelto un sistema obsoleto e non efficace; la perdita
economica dei cittadini in quanto in sistema favorisce lo smaltimento in discarica; la perdita della propria salute, in quanto una
parte dalla discarica passa all’inceneritore con il conseguente inquinamento dell’aria e la ricaduta in termini di aumento di alcune
malattie tumorali e polmonari.
Occorre quindi riunirci, formulare un documento e poi confrontarlo pubblicamente con la scelta comunale.

 

 

 

Moderatore : sono le 20:00, ringraziamo chi ha assistito e chi ha espresso dubbi e quesiti.

 

Il prossimo appuntamento riguarda il giugno 2011. Avremo sicuramente piu’ dati a disposizione sulla base
dell’esperienza che siamo chiamati a fare per questa attivazione della differenziata.

Una cosa e’ certa il mancato raggiungimento delle percentuali minime espresse dalla provincia si ripercuoteranno
come danno economico su tutti noi. La scelta purtroppo e’ stata fatta con una motivazione di per se valida, ma che
ne ha di fatto trascurate altre, quali il rispetto della legge e l’assenza di un progetto che preveda costi ed obiettivi da
raggiungere nel tempo.

Un dubbio pero’ permane in quanto tutto il percorso descritto dall’assessore porta all’ un unico risultato che vede il
cittadino soccombere di fronte sia al proprietario della discarica (perche’ vi portiamo l’umido assieme
all’indifferenziato e l’umido pesa), sia all’introduzione dell’impresa che deve selezionare quanto raccolto con il
multimateriale (cosa che non avveniva con la raccolta promossa dalla provincia in quanto eravamo noi a selezionare
la carta, la plastica ed il vetro).

Da parte nostra diamo la disponibilita’ nel partecipare alle campagne di sensibilizzazione. vorremmo mantenere
un colloquio aperto e continuo, a partire da voi, anche per vedere se nel breve tempo saremo nella condizione di
accettare l’invito o meglio la sfida lanciata dalla dottoressa ventura, e cioe’ presentare all’ amministrazione e
cittadini una contro proposta che evidenzi in modo chiaro le ricadute,
in termini di spesa, che i due sistemi di
raccolta determinano
sui cittadini.

Quanto stiamo facendo col patrocinio delle amministrazioni, con i convegni e le conversazioni nelle scuole, vuole essere
l’inizio di un metodo partecipato che veda l’attivazione del dibattito pubblico su grandi temi e la partecipazione locale
promossa da amministrazioni, cittadini, scuole e imprese.

vogliamo sottolineare l’importanza di attivare una comunicazione capillare e coordinata, di cui si devono fare carico
le istituzioni, i soggetti tecnico-scientifici, ma anche i
medici di famiglia per i riflessi che l’ambiente inquinato

determina sulla salute umana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato

 

Come abbiamo avuto modo di conoscere tra le priorita’ europee e nazionali previste per il trattamento dei rifiuti, spicca lo sforzo
che dovremo produrre per riuscire a ridurre la produzione dei rifiuti.
si tratta, per esempio, di modificare il sistema di produzione, di
trasporto e di consumo degli alimenti (meno involucri ed imballaggi acquistiamo e meno rifiuti produciamo).

Nel programma provinciale ne e’ stata prevista una prima riduzione del 5%. per ottemperare a questa previsione, da raggiungere
in modo corale da parte di tutta la comunita’ organizzata, a partire
dalle amministrazioni cui spetta lo studio, la programmazione,
il
coinvolgimento dei cittadini e delle categorie, la successiva verifica dei risultati raggiunti e le eventuali modifiche da apportare
a quanto programmato.

Per raggiungere questa finalita’ l’amministrazione provinciale ha formulato, sulla base delle esperienze di altre amministrazioni,
delle linee guida per fornire un quadro di riferimento, con scelte politiche
prioritarie e l’indicazione di un elenco di misure attivabili ,
che dovrebbe costituire la base el’intelaiatura del programma per la prevenzione della produzione dei rifiuti nella provincia di
Roma .

Queste linee guida serviranno per un approfondito confronto e dibattito sia interno all’amministrazione provinciale, sia esterno con
i soggetti interessati, cosa questa indispensabili per arrivare ad una elaborazione condivisa del futuro programma provinciale di
prevenzione dei rifiuti.

In attuazione di tali indirizzi e indicazioni europee – la direttiva n. 2008/98/ce , la proposta di linee guida comprende precise misure
e concrete azioni che le rendono operative da subito.
Il programma per la riduzione dei rifiuti nascera’ rapidamente dal confronto
con le amministrazioni locali e delle categorie interessate per definire:

a. la ripartizione dei ruoli nella fase di attuazione delle misure;

b. il grado di coinvolgimento degli interessati nel processi di attuazione e di aggiornamento del programma;

c. le forme di comunicazione dei risultati ottenuti;

d. le possibili interazioni tra le diverse misure;

e. valutazioni sulle misure proposte, eventuali proposte di modifiche , eliminazioni , sostituzioni o integrazioni.

La consultazione dovrà essere svolta in modo tale da portare alla definizione di pareri e di suggerimenti da parte dei soggetti
interpellati anche con l’ausilio di specifico questionario.






 

4° Incontro tecnico su:

“SISTEMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI -  I NUOVI INDIRIZZI REGIONALI, IL PIANO OPERATIVO PROVINCIALE E LA SITUAZIONE LOCALE”

Con i liberi patrocini di: 

 

 

 

Gentile Presidente,

 

 

ho il piacere di comunicarLe che, a seguito della Sua richiesta, ho disposto la concessione del patrocinio della Provincia
di Roma al IV incontro tecnico su “Sistemi di gestione dei rifiuti urbani”, che si svolgerà a Marino il 16 settembre 2011.

Omissis f.to Nicola Zingaretti

 

Buongiorno,

con la presente siamo lieti di comunicare che è stato concesso il patrocinio gratuito per il 4° incontro annuale SISTEMI DI
GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI: I NUOVI INDIRIZZI  REGIONALI ED IL PIANO OPERATIVO  PROVINCIALE PER LA SOSTENIBILITA’
AMBIENTALE E LA TUTELA DELLA SALUTE previsto per il giorno 16/09/2011 presso la Sala Parrocchiale San Giuseppe,
Frattocchie.

Grazie e buon lavoro

SEGRETERIA ASSESSORE PIETRO DI PAOLOANTONIO

 

 

 

 

Esprimo il mio ringraziamento per l'invito a partecipare al 4o Incontro "Sistemi di gestione dei rifiuti urbani: i nuovi
indirizzi regionali ed il piano operativo provinciale per la  sostenibilità ambientale e la tutela della salute", che si terrà a
Frattocchie il giorno 16 settembre 2011.

 

 

Purtroppo improrogabili impegni assunti precedentemente, non mi consentono di essere presente. Ringrazio della
cortese attenzione ed auguro buona riuscita lavori.

Mario Abbruzzese - Presidente del Consiglio regionale del Lazio.

 

 

 

 

Oggetto: Concessione patrocinio per l’attività 2010/11.

 

 

Con riferimento a Sua nota venuta in data 06.07.2010, in considerazione della rilevanza culturale delle iniziative ivi
descritte, si concede il patrocinio della
città di Marino.

....Omissis.....

Cordiali saluti IL SINDACO

f.to Adriano Palozzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il “gruppo di presenza - mons. G. Grassi”, in collaborazione con le Associazioni:  Marino Aperta onlus, Salviamo Marino e
con il Comitato di Quartiere Spigarelli

 

 

 

 

 

 

 

invita cittadini - associazioni politiche, culturali e di categoria - comitati di quartiere - operatori e tecnici del settore al
4° incontro annuale presso l
a parrocchiale San Giuseppe  via Cardinal Pizzardo, 1 Frattocchie -
16 settembre 2011 alle ore 17:30

 

 

 

 

 

 

 

- Registrazione dei partecipanti

 

 

 

- Saluto del Sindaco

- Apertura dei lavori:

       *Dalla terza alla quarta edizione

      * Il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti  -  Assessore: Pietro Di Paoloantonio

      *  La situazione locale e le prospettive   -   Assessore: Remo Pisani

 - A domanda risposta.

 

  

 

 

 

                                                                          i lavori sono coordinati dal portavoce del “gruppo”: Corrado Colizza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN AUGURIO DI BUON LAVORO

 

Poche parole per salutare gli intervenuti e ringraziarvi per la vostra presenza a questa quarta edizione.

Mi è gradito sottolineare la collaborazione ormai pluriennale con il “gruppo di presenza”, come riprova concreta di un fare
comune
finalizzato a fornire informazioni ai componenti della comunità marinese, in modo da contribuire attivamente alla nostra
crescita
civile, verso una democrazia partecipata.

il presidente di Marino Aperta onlus, ANTONIO DI BELLO

 

 

Il moderatore: Lo schema dei lavori prevede il saluto del sindaco; una relazione che tracci i fatti principali intervenuti
dalla terza edizione del
giugno 2010 ad oggi; la relazione dell’assessore regionale; la situazione locale con il nuovo
assessore all’ambiente Remo Pisani;
la fase partecipativa “a domanda risposta” chiude i lavori.

 

Seguendo quindi la traccia comunichiamo la sopraggiunta impossibilità ad essere con noi del Sindaco, che si somma
a quella dell’Assessore regionale; per l’assessore Pisani invece si tratta di un ritardo, per cui lo ragguaglieremo prima
del suo intervento.

 

 

 

Dalla terza alla quarta edizione.

 

 

Come ricorderete la terza edizione è stata dedicata completamente all’assessore del tempo per motivare la scelta
adottata dalla Giunta che prevedeva, e che tuttora prevede, di effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani
tramite i cassonetti stradali. Tra le tante domande che gli sono state rivolte ne ricordo alcune: è possibile conoscere il
piano attuativo della volontà amministrativa?; come mai è stata fatta questa scelta in netta contrapposizione
dell’indirizzo provinciale?; perché adottare la scelta stradale che non consente di raggiungere le percentuali di
Raccolta Differenziata che la normativa impone ai Comuni italiani?

In particolare alla domanda se esistesse una programmazione delle percentuali di R.D. nel 2010 e nel 2011, la risposta
fu quella di non dare valori ma di aspettare i dati reali per poterci discutere sopra. Per onesta ricordo che tra le
affermazioni ci fu quella di non escludere nel futuro l’introduzione della raccolta domiciliare, anche detta “porta a
porta”.

Negli ultimi mesi del 2010, la giunta regionale adotta un nuovo Piano per la gestione dei rifiuti, che soltanto nel mese
di giugno
viene preso in esame dalla competente commissione regionale, effettuando le audizioni delle imprese, degli
Enti locali e delle associazioni.

Nell’aprile del 2011 fu organizzata una conferenza stampa per presentare i dati che purtroppo confermavano i dubbi
sull’efficacia del sistema di raccolta adottato. In particolare, nel mese di dicembre la R.D. raggiunse il 20,8% contro il
55% su base annua previsto da legge.

Nel maggio ci sono le elezioni, che confermano a pieni voti la coalizione di centro destra, abbiamo un nuovo assessore
da
giugno, ed oggi, 16 settembre, ci troviamo in questa sala che ci ospita ormai da quattro anni e di questo un grazie
alla parrocchia di San Giuseppe ed a don Bruno che la guida.

Scorsa questa cronologia passiamo a valutare il nuovo Piano regionale nella parte in cui esamina i sistemi di raccolta
attivati nei Comuni laziali e detta la linea di cambiamento.

Il Piano, quindi, partendo dai dati raccolti a livello comunale, conferma che con le scelte adottate non si potrà
rispettare la legge nazionale, la quale, tra l’altro, prevede che il mancato
raggiungimento delle percentuali comporta
a danno dell’insieme
dei Comuni (raccolti nel così detto Ambito Territoriale Ottimale A.T.O.) e quindi dei cittadini,
il pagamento di una sovra tassa, mediamente pari al 20% di quanto si paga per smaltire i rifiuti in discarica.

Ne consegue l’invito esplicito di revisionare i sistemi di raccolta, passando a quello domiciliare, indicando per ogni
tipologia di
materiale da differenziare (carta e cartone, plastiche, vetro, metalli, sfalci e potature, rifiuti urbani
pericolosi, ingombranti,
organico o scarti della cucina, etc), e per i così detti rifiuti indifferenziati, i mezzi, il personale
e la frequenza di raccolta.

Cosa significa per noi utenti il non raggiungere la percentuale richiesta, a parte il mancato rispetto della norma, il
maggior inquinamento e le ricadute sulla salute umana?

A livello percentuale la norma, per il 2010, ci imponeva di portare in discarica meno della meta dei rifiuti, ora in
effetti ne abbiamo portati 20.000 ton. che per un costo di smaltimento che paghiamo in discarica, pari a circa 100 €
a ton. abbiamo costo totale pari a 2.000.000. Portandone la metà avremmo avuto 1.000.000€ di risparmio.

Come è noto il Comune non stampa soldi in proprio, per cui il milione pagato in più sono soldi nostri (qualcuno
potrebbe dire soldi in beneficenza, ma come è noto il proprietario della discarica sicuramente non è indigente).

Teniamo allora presente, che nell’anno 2011 non essendo intervenute modifiche negli indirizzi e conseguentemente
nella
esecuzione della raccolta, se ci va bene, anche trascurando il possibile aumento dei rifiuti in discarica, possiamo
affermare che anche quest’anno 2011 a nostro danno l’Amministrazione effettuerà la regalia di un secondo milione.

Alla possibile domanda sul perché il sistema scelto dall’Amministrazione produca tanti rifiuti per la discarica,
risponderei ricordando la raccolta differenziata stradale della Provincia negli anni 2003-2009, quella basata sulle
tre campane - una per il vetro, una per la carta ed una per il vetro – che venivano svuotate, controllate e poi vendute
all’industria cartaria, delle plastiche ed alle vetrerie.

Il nostro sistema pur prevedendo, in più, i metalli (contenitori di plastica e di alluminio) consente che essi vengano
inseriti in un
unico contenitore, assieme a plastiche e vetro. Per vendere i materiali alle industrie del riciclo, occorre
l’intervento oneroso di una impresa che seleziona i materiali per poterli poi vendere a beneficio del Comune (ma a q
uanto ammonta?).

Il secondo grosso errore è quello di non far raccogliere in modo separato gli scarti di cucina che purtroppo specie in
estate pesano molto e ci fanno pagare altrettanto.
Se ricordate l’anno scorso fu presentata anche l’attività connessa
al Piano operativo provinciale tendente a promuovere il passaggio alla domiciliare. In sostanza la nostra
Amministrazione, al contrario di quella di alcuni Comuni viciniori (Ciampino, Ariccia, Grottaferrata, Rocca di Papa)
non concordando il piano di passaggio dallo stradale al domiciliare, non accetta la promozione e quindi il contributo
previsto per il solo anno in cui avviene il passaggio stesso.

Si tratta di 25€ ad abitante, cioè circa 1.000.000€, e di un contributo massimo di 200.000€ per la costruzione del Centro
di conferimento.   Purtroppo queste somme, che la Giunta ha scelto di non richiedere alla Provincia per mantenere
ed applicare il proprio criterio, non sono state sostituite dal contributo volontario dei suoi componenti; come al solito,
i soldi li hanno tolti a noi prelevandoli dalla tassa sui rifiuti, la così detta (Ta.R.S.U), si la tarsu.

Qualcuno a suo tempo disse che la scelta del sistema fosse figlia obbligata di una scelta precedente.

Chiariamo, si fa riferimento allo svarione del 2008, quando la Giunta affida il servizio di igiene pubblica, e quindi
anche di
raccolta e trasporto dei rifiuti, imponendo alla Multiservizi di attrezzarsi per la raccolta stradale dei
cassonetti (impegnando più più di 2.000.000 €), dimenticando, come le gestioni precedenti, che la normativa nazionale
e regionale predicavano la raccolta differenziata dal 1997/98.

Quando poi, nell’aprile 2009, si delibera di passare su tutto il territorio alla raccolta differenziata, la scelta ricade
ancora sul
sistema stradale per poter utilizzare i mezzi acquistati, abbandonando quindi la raccolta per singoli
materiali (tipo
Provincia) ed attivando “la multi materiale” per ridurre a tre il numero di cassonetti (per una spesa
di altri 500.000€) che avrebbero invaso strade e le piazze (con il “porta a porta” i grandi contenitori sarebbero
invece scomparsi dai centri abitati).

A metà del 2010 inizia l’attuale servizio: a fine 2011 dovremmo portare in discarica il solo 40% e differenziare il
restante 60%.   
A questo punto occorre trarre delle conclusioni, e cioè il fatto che la scelta sulla differenziata stradale
sta producendo un eccesso di rifiuti che vengono smaltiti in discarica - con un costo che nei due anni ammonta a circa
i 2.000.000€ ed a cui occorre sommare 1.000.000€ non richiesti alla Provincia – può esprimersi semplicemente
nell’affermazione che con “la scelta” i nostri amministratori anziché garantire i cittadini, si sono preoccupati di
garantire il guadagno al proprietario con i soldi dei cittadini.

Allora se il sistema scelto produce perdite per i cittadini noi ci aspettiamo che la nostra Amministrazione lo modifichi
 garantendo un servizio di raccolta e di smaltimento meno oneroso, secondo le esperienze di altri enti locali ed in
conformità agli indirizzi regionali.  
Mi auguro che la descrizione fatta sia chiara e che dia origine ai necessari
approfondimenti, in modo poi da consentire al nostro assessore di avere un quadro più ricco cui rispondere.


Apriamo allora la fase delle riflessioni. Ha chiesto di intervenire RODOLFO TAMMARO, a lui la parola.

 

 

 


Corrado ci ha fatto un quadro generale dei vari punti critici della
scelta della differenziata stradale fatta dal Comune di Marino.

 

 

 

Purtroppo senza decisioni immediate andremo a pagare tanti soldi ancora in più.

 

Io vorrei però fissare l’attenzione sulla gestione dei rifiuti che contiene la produzione, la raccolta, il riciclo e l’eventuale smaltimento
in discarica o nei termovalorizzatore. Si può parlare di ciclo dei rifiuti perché con i materiali che vengono
riciclati si ottengono nuovi
prodotti pronti a diventare di nuovo rifiuti, e così via. Parlare del ciclo dei rifiuti quindi, significa prendere in esame il problema degli
impianti di selezione, di riciclo e di smaltimento che
devono prendere in carico il rifiuto una volta raccolto.

Faccio l'esempio dell'umido e dei rifiuti organici (per semplificare molto diciamo i rifiuti di cucina). Si tratta di un tipo di rifiuto molto
pesante per la presenza di acqua, che opportunamente trattato negli impianti produce prodotti quali il biogas e l’ammendante
per
arricchire in carbonio i terreni delle coltivazioni.

Se oggi Marino avesse a capacità di ritirare questo tipo di rifiuti invece di mandarlo in discarica non ci sarebbe alcun impianto
vicino in grado di trattarlo e dovrebbe essere caricato su camion verso Latina destinato ad un impianto che comunque è già
oggi molto vicino alla saturazione.

L’alternativa a questa inefficienza ci fa entrare nel quadro della concreta costituzione di un Consorzio tra Comuni limitrofi, che io
sostengo sia un'ottima iniziativa. Ci sono stati dei colloqui a Lanuvio presenti i Sindaci Leoni e
Cianfanelli ed i candidati (allora)
Onorati, Tammaro, Menicocci. Il Consorzio renderebbe possibile immaginare sia la creazione di Isole Ecologiche ben attrezzate,
utilizzate da Comuni limitrofi, sia la creazione di impianti che richiedono forti investimenti e al tempo stesso richiedono una massa
critica di rifiuto per poter lavorare a
pieno regime. Nel caso dell'organico si parla ad esempio di 200.000 abitanti.

Purtroppo nella nostra Regione le società a capitale pubblico sono un formidabile bacino di voti. L'esperienza del Consorzio Gaia
 è
terminata in pessimo modo. Questo però fa parte dell'incapacità per i partiti di saper fare impresa.

La nostra iniziativa di Lista Civica è partita proprio da questa considerazione. Serve un forte ricambio di persone nella politica
tradizionale anche per consentire ad iniziative, come i Consorzi, di nascere e affrontare in modo corretto un problema complesso
come quello del ciclo dei rifiuti.

 

 

Moderatore:  Adolfo, in coerenza con il titolo dell’incontro, si pone il problema di promuovere tutte quelle iniziative
amministrative, tecniche, di rapporto tra gli enti locali e le amministrazioni della Provincia di Roma e della Regione
Lazio, che possono trovare la sintesi nel Consorzio tra i Comuni contermini, in modo da consentire lo svolgimento
della maggior parte delle operazioni che la gestione comprende. Le buone prestazioni dei comuni che si limitano, per
quanto di loro competenza, non sono ritenute sufficienti per dare una risposta più appropriata e completa.

 

In effetti occorre dire che la Regione stessa sta puntando – per ora solo a livello sperimentale nella provincia di Rieti
e nei Castelli Romani - all’attuazione di un progetto “Riusa i rifiuti e Ricicla i rifiuti”, finanziato dall’unione europea
e che si pone la finalità di far utilizzare nello stesso ambito i rifiuti o meglio i materiali scartati che in esso si
producono. Il progetto riguarda quindi i Comuni cui spetta sostenere la raccolta differenziata domiciliare e le
imprese che vivendo nel medesimo territorio possono utilizzare più efficientemente i materiali differenziati.
Chiaramente il progetto determina uno stimolo di insediamento e di crescita economica per le imprese presenti e
future, ma il tutto è condizionato dal realizzare una raccolta differenziata di qualità e di quantità.
Per il secondo intervento si è prenotato ALESSANDRO LIOLI, a te la parola.

 

 

 


Ho ascoltato con sommo intesse l'esposizione di Corrrado Colizza
che ha illustrato le problematiche della raccolta differenziata
nell'ambito nazionale e nell'ambito locale. Desidero soltanto aggiungere che quasi tutti i Comuni limitrofi
applicano la raccolta
dei rifiuti " porta a porta " con percentuali che
si attestano intorno al 60% così che il restante 40% riversa, indiscriminatamente,
nei nostri cassonetti la loro indifferenziata.

 

 

 

Con il mio intervento desidero porre all'attenzione dei presenti come la raccolta dei rifiuti si pone nel difficile equilibrio tra l'uomo,
la terra e l'aria.  L'uomo in un contesto di totale incoscienza, frastornato dall'inciviltà e dall'egoismo, fa poco per limitare i guasti
dei suoi atteggiamenti, delle sue scelte, dei suoi rifiuti. L'uomo, quello di oggi, è schiavo e debole del pensiero dominante
che gli
suggerisce di privilegiare l'avere piuttosto che l'essere e il 
sopravvento lo prende per la percezione materiale delle cose piuttosto
che per ciò che lo fa vivere : l'aria.

 

Questa incolore,impalpabile, inodore, trasparente, invisibile, nessuno la tocca. Nessuno ne avverte la presenza, figurarsi
l'importanza. La conseguenza è che l'uomo si comporta come se l'aria non esistesse invece esiste nei nostri polmoni e nel sangue,
nel cuore e nel cervello anche se ce ne accorgiamo solo quando ci viene a mancare.

La maldestra RACCOLTA DEI RIFIUTI, LO SMALTIMENTO IN DISCARICA, L'UTILIZZO DI INCENERITORI interessa la vita dell'uomo PER
QUANTO ACCADE SULLA TERRA E NELL'ARIA.

L'uomo oggi vive a rischio, un rischio fisico e immediato per le patologie che l'aria viziata procura, per quanto accade nei
cambiamenti climatici connessi all'incremento del carbonio determinante nell'equilibrio del nostro pianeta.

La totalità degli inquinanti emessi nell'atmosfera è causata dall'attività umana. Complessi industriali, centrali termiche ed emissione
dei mezzi di trasporto rilasciano nell'atmosfera sostanze
dannose. In tal senso i rifiuti non vanno ne sotterrati ne bruciati ma come
ha
illustrato Colizza  questi vanno ben differenziati per un possibile riutilizo.

Per dare spazio ad altri interlocutori non mi prolungo e ringrazio i promotori di questo incontro.

 

 

Moderatore:  Alessandro pone l’attenzione sull’impatto che una raccolta differenziata fatta male, oltre che
comportare un danno economico, determina un impatto sull’ambiente che impegna tutte le componenti dell’ambiente
naturale: aria, acqua, terra, imponendo un ricaduta sull’uomo che respira aria inquinata, che può bere acqua
inquinata (ricordiamo il caso dell’arsenico o dei metalli pesanti), che mangia prodotti agricoli coltivati su terreno
inquinato (valle del sacco).

 

Da ciò il richiamo Etico, per modificare i comportamenti personali nella considerazione che Terra è bene comune,
e che quindi deve essere disponibile anche per le generazioni future.

 

Finalmente un giovane per il terzo intervento, si tratta di MARCO CACCIATORE, a te la parola.

 

 

 


Una parola sulla pubblicizzazione dei servizi pubblici locali, per dire che nello spirito dei quesiti referendari le società per azioni a
capitale pubblico rappresentano si enti che gestiscono i servizi ma debbono tornare ad essere ricomprese tra le società di diritto

 

 

 

pubblico. Cosa analoga a quanto verificatosi a Napoli per la gestione del servizio idrico.

 

Torno al tema per rivolgere all’assessore del nostro Comune le medesime domande che ho rivolto l’anno scorso al suo predecessore
e che sono rimaste senza risposta.

Sottolineando l’aspetto e la ricaduta nel Sociale, chiedo di conoscere quali siano i soggetti economici con i quali l’Amministrazione
ha
preso accordi per la vendita dei materiali differenziati e sopra tutto, stando anche al report dei dati di produzione e di raccolta
differenziata del 2010 compilato dal gruppo di presenza e presentato, congiuntamente all’amico Sandro Caracci, alla stampa nel
mese di giugno, quali sono stati gli introiti registrati nello stesso
periodo. Questo perchè si parla sempre di costi per la raccolta, per il
trasporto e per lo smaltimento in discarica ma mai delle possibili entrate, perché probabilmente conoscendole potremmo essere
spinti a fare di più e meglio.

Concludo con una piccola provocazione. Ci troviamo in un periodo di crisi, che ricorda quella del 1929 dalla quale si usci con una
serie
di espedienti che portarono ad un aumento della produzione, ne consegue quindi che oggi anziché basarsi sui tagli
occorrerebbero
nuovi investimenti produttivi. In tale ottica il settore dei rifiuti

potrebbe essere un settore di ripartenza. Grazie.

 

 

Moderatore:  Marco introduce un tema che quasi mai si riesce a trattare, cioè quello riguardante i possibili ricavi
che
l’amministrazione può ottenere dalla vendita dei materiali selezionati (carta, imballaggi di carta e cartone,
delle plastiche, del vetro, dell’acciaio e dell’alluminio). Cogliamo quindi l’occasione per dire che tali entrate comunali,
nell’accordo tra ANCI e CONAI, vengono chiamati i corrispettivi che le imprese pagano al Comune acquistando le
tonnellate di materiale differenziato in funzione della loro purezza, o meglio, della quasi assenza di materie o
frazioni estranee. Tali presente deprezzano il corrispettivo fino a raggiungere il valore zero e lo smaltimento in
discarica, vale a dire pagando come se fosse indifferenziata.

 

In modo sintetico riportiamo i corrispettivi in €/ton per:

VETRO – varia con la quantità di impurezze (imballaggi metallici, ceramica, sassi, piombo, vetro retinato) secondo
4 valori: 37,00 - 34,00 - 17,75 -0,00 (con fraz. estranee minori del 5%).

LEGNO – varia con la quantità delle frazioni estranee con tre classi: 13,71 – 6,86 – 0,00 (con frazioni estranee maggiore
del
10%); *oltre il 5% smaltimento a carico del Comune.

PLASTICHE – varia secondo tre valori:   276,41 con f.e. <4% - 194,74 con f.e.<16% - 0,00 con f.e.>16%.

            *oltre il 5% onere smaltimento a carico del Comune.

CARTA – varia in due valori: 90 con f.e.<1,5% - 67,50 con f.e < 4%

.             *oltre l’1,5% gli oneri smaltimento a carico del Comune.

CARTONE e CARTA insieme – varia in 4 valori: 90 con f.e.< 4% - 67,50 con f.e. < 6% - 45 con f.e <10% - 0,00 con f.e.>10%;

              *oltre il 3% oneri smaltimento a carico del Comune

ALLUMINIO – varia in tre valori sia che derivi da raccolta differenziata (RD), che da selezione meccanica (SM):

RD – 420,33 con f.e. <4% - 279,83 con f.e. <10% - 171,33 se >15%                 *oltre il 15 lo smaltimento è a carico del Comune

SM – 154,10 f.e.<15% - 128,42 se <30% - 0,00 se >30%.

ACCIAIO - varia con f.e. in 4 valori: origine:

82,24 se f.e.<5% - 69,27 se f.e.<10%

57,11 se f.e. <15% - 37,69 se f.e.<20%                 *oltre il 5% lo smaltimento è a carico del Comune

Questo il quadro attuale, dal quale si deduce che la differenziata deve essere fatta in modo ottimale.


Si è prenotato GIULIO CUPELLINI, a te la parola.

 

 

 

E’ interessante la riunione di questa sera che sta trattando in modo articolato il problema della raccolta, vorrei invece fissare
l’attenzione alla fase dello smaltimento che di fatto rappresenta la chiave di volta della gestione oltre che definire il sistema di
raccolta.

 

 

 

Come è noto le discariche pur potendo avere una lunga durata raggiungono comunque la saturazione, ne consegue che le
modalità
di smaltimento dovrà mutare e conseguentemente la modalità di raccolta in modo tale da rendere i rifiuti consoni
all’utilizzo nei
bruciatori o nei trattamenti senza produzione di diossina o di altri inquinanti.

 

Come detto il problema va impostato secondo le condizioni non di oggi, bensì quelle fra tre o cinque anni; è necessario
prevedere una
percorso, una filiera che preveda l’inizio e la fine dei materiali che costituiscono i nostri rifiuti.

Altro elemento da superare è costituito dal pagamento del servizio tramite la tarsu. Una tassa prettamente patrimoniale e quindi
che
nulla ha a che vedere con la produzione dei rifiuti. Una abitazione di 70 mq con una sola persona, magari anziana, paga
come quella
famiglia di 5 persone che vive nella sua casa di 70 mq; è un assurdo e direi immorale, in quanto il servizio deve
essere pagato in base
alla quantità di rifiuti che si producono.

Ho posto l’attenzione su due argomenti e dichiarato la fine delle discariche come metodo di smaltimento, credo opportuno
approfondire
o meglio mutare il metodo di approccio. Grazie.

 

 

moderatore:  Giulio da lo spunto per richiamare le finalità espresse dal nuovo Piano regionale che fissa ancora una
volta la gerarchia delle azioni da compiere: riduzione nella produzione dei rifiuti, riutilizzo degli oggetti, riciclo dei
materiali, recupero energetico e per ultimo le smaltimento in discarica.

 

Il piano stesso preconizza l’incremento del sistema a freddo, meglio conosciuto come trattamento meccanico biologico
(TMB), nato per l’ulteriore selezione dopo la raccolta differenziata, per stabilizzare le parti organiche ancora
presenti per stabilizzare le parti di organico ancora presenti e per separare ulteriormente i metalli, le carte sporche,
le plastiche non riciclabili.

Effettivamente il superamento della TARSU è estremamente necessario per passare alla tariffa che presuppone di
pagare un
importo rapportato alla produzione personale di rifiuti che vanno in discarica. E’ chiaro che questa
soluzione diventa premiante per coloro che rispettano la norma in quanto ne ricava un vantaggio proporzionale
all’ impegno attivato.


Prende la parola la signora MARIA (di piccola taglia ma concreta).

 

 

 

Più che una discarica si dovrebbero realizzare dei veri e propri depositi, ove i vari materiali selezionati sono accumulati per poi
essere riciclati o recuperati per essere riutilizzati o trasformati in oggetti destinati ad usi diversi da quello per cui è nato l’oggetto.

 

 

 

E poi il cassonetto con quei fori così piccoli sono un ostacolo al loro uso.

 

 

 

 

moderatore:  Signora Maria complimenti per la praticità espressa e propria delle persone che pensano e si adoperano
per attuare al meglio il progetto comunale. C’è uno sviluppo che va nel senso da Lei espresso e che prende il nome di
“Comune a Rifiuti zero”, del quale faremo una annotazione a parte
.

 

Se non ci sono altri interventi invitiamo l’assessore REMO PISANI a prendere la parola.

 

 

 


Buona sera, scusate per il ritardo di arrivo e per la necessità di non
assistere agli ulteriori sviluppi e chiusura dei lavori.

 

 

 

Come sapete sono fresco di nomina, per cui l’intervento sarà necessariamente breve. Ringrazio Corrado per l’invito praticamente
esteso a tutta la Giunta. Ho avuto un primo contatto nel quale Corrado ha espresso la finalità dell’incontro, nel quadro della
possibile nuova normativa regionale e della precedente edizione, ed
alcune proposte strategiche che prenderemo in
considerazione
verificandone la possibile attuazione per raggiungere gli obiettivi indicati dalle norme di settore.

 

Ho seguito con attenzione gli interventi; per quanto riguarda Marco ed il riferimento al “new deal” che in quell’ambito invocava
un
incremento degli interventi pubblici non mi trovo in accordo, mentre condivido una possibile ripartenza per l’occupazione

utilizzando appieno il ciclo dei rifiuti; c’è comunque un elemento espressamente negativo rappresentato dal debito pubblico ormai
al
120%. Comunque ogni suggerimento va accettato ed approfondito, ed a questo punto ti lancio un invito, poiché l’incontro è
tecnico ed
io non lo sono, assieme alla tua associazione per fare un incontro in Comune con i nostri tecnici, dove potremmo parlare
dei pro e dei
contro sia della soluzione attuale che di quella da te enunciata in modo da definire la nuova soluzione da poter
seguire. Si debbono
valutare i numeri facendo riferimento al periodo preso a riferimento. Al momento ti ringrazio e vi invito a recarvi
in Comune
per fissare un incontro a breve insieme ai nostri tecnici proprio per esaminare tutte le proposte senza alcuna preclusione
per vedere il
bene della comunità.

Nel ringraziarvi di nuovo, ricordo che abitando tutti nello stesso territorio la soluzione buona è buona per tutti sia sotto l’aspetto
della salute, nostra e dei nostri figli, che in quello economico.

 

 

 

moderatore:  Egregio assessore all’ambiente, come sa l’incontro, o meglio i risultati d’esso, lottano contro il tempo in
quanto, se come sperabile avremo il sospirato cambiamento, si dovrà incidere sul bilancio 2012 e sulla riorganizzazione
della
Multiservizi. A questo punto credo opportuno ricordare che la possibile soluzione senza impegno finanziario
iniziale del Comune passa per il coinvolgimento dell’Amministrazione provinciale che, a piano attuativo concordato,
da un contributo di 25€ per abitante interessato oltre al possibile contributo per un secondo Centro di conferimento
pari a 200.000€.

 

 

 

Esempi a noi vicini sono rappresentati dai comuni di Albano e di Genzano di Roma, i quali, avendo già richiesto e
definito il
contributo con la Provincia, nel periodo che intercorre per adeguare il Centro di conferimento, hanno dato
inizio ad una serie di incontri con cittadini , associazioni di categoria, per informare sulle modalità di separazione,
le finalità e gli obiettivi da raggiungere non appena inizieranno praticamente il servizio di raccolta domiciliare.

 

Potendo iniziare la nostra domiciliare nel 2012, statistiche alla mano possiamo dire che in due massimo tre anni
possiamo
raggiungere le percentuali di raccolta differenziata previste dalla norma, e questo per un eccesso di
ottimismo, ma soltanto perché i Comuni viciniori lo hanno dimostrato possibile.

Accettiamo l’invito, è la prima volta che ci viene rivolto in modo chiaro e senza aver enunciato le frasi di circostanza
relative a come sono bravi questi del gruppo di presenza che risuonano ad ogni convegno. Questo invito rappresenta
di fatto il terzo elemento che differenzia questa quarta edizione dalle precedenti; come si  ricorda gli altri due motivi
sono rappresentati dalla nuova politica regionale e dai risultati estremamente bassi raggiunti nella differenziata
del 2010 che hanno garantito il guadagno alla discarica a danno dei cittadini, almeno quelli iscritti nel ruolo della
TARSU.

 

 

 

Prende la parola in estremis MICHELE, come cittadino non impegnato nella politica dei partiti e che ha sostenuto un candidato
delle liste civiche nell’ultima consultazione.

 

 

 

Per quanto riguarda questo rilevante tema nelle mie riflessioni ritengo che una amministrazione debba perseguire la buona
amministrazione a favore di tutti i cittadini. Abbiamo trascurato di parlare delle ricadute sulla salute (traffico, aeroporto,
inceneritore
di Albano); non concordo con chi ha fatto riferimento agli inceneritori, un sistema antiquato e inquinante; chiedo
all’amministrazione che utilizzando intelligenza ed umiltà possa affrontare il problema della raccolta differenziata estesa a tutti i

 

rifiuti urbani seguendo l’esempio di comuni come Ciampino ed Ariccia, superando i veteri campanilismi.

Nell’incontro ad Albano nel quale si palesava la formazione di consorzi tra enti locali, ho ascoltato che amministratori di Genzano
per sapere come procedere nella differenziata si sono recati a Salerno, avendo due comuni pressoché confinanti che hanno
raggiunto risultati analoghi.

La legge lo impone, occorre avviare il processo per ridurre e poi eliminare la sovra tassa che la legge impone ai Comuni che
non
raggiungono il 65% a fine 2012. E’ interesse di tutti collaborare con l’amministrazione specie in questo momento che la stessa
si sente sensibile ed aperta. Grazie.

 

 

moderatore.

 

Stiamo vivendo il secondo anno della fallimentare scelta della differenziata stradale. Occorre uno stimolo forte per coinvolgere il cittadino, che nel frattempo in modo sufficiente ha aderito a quel sistema, ma sopra tutto  l’Amministrazione deve essere convinta ed ed esprimere una coerente e diuturna volontà politica rinunciando a salvaguardare alcuni a danno di tutti. Lo stimolo forte esiste, lo hanno fatto proprio anche alcuni Comuni della  nostra provincia (ANGUILLARA, ab: 18.882; BRACCIANO ab: 18.889; CERVETERI ab: 36.229; LADISPOLI ab: 40.855;  MANZIANA ab: 6.951; ORIOLO ROMANO ab: 3.759; TREVIGNANO ROMANO ab: 5.949).

 

 

 

Si tratta del progetto “Comune a Rifiuti Zero” da raggiungere entro il 2020.

 

 

 

Questo il percorso, in 10 mosse, per raggiungere il risultato di annullare di fatto la quantità di rifiuti in discarica:

 

1. separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata.

La gestione dei rifiuti non e' un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e' quindi la tecnologia,  ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

2. raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata "porta a porta", che appare l'unico sistema efficace di RD in  grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per: organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e' previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3. compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4. riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

5. riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell'acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, adozione delle sporte riutilizzabili.

6. riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il  3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un'ottima resa  occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu' consapevoli.

8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la  Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell' azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal "trampolino" del porta a porta, diviene a sua volta "trampolino" per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta

Questo il progetto che ci sentiamo di proporre ai cittadini, alle associazioni, ai comitati di quartiere, ai partiti, all’Amministrazione ed alle Scuole. Una cosa è certa, abbiamo messo la Scuola in ultimo perché la vera sensibilizzazione va fatta agli adulti; infatti, come è noto, l’insegnamento non si trasferisce dai figli ai padri.

L’appuntamento è per il giugno prossimo che ci auguriamo tutti che il titolo possa essere:
“Sistemi di gestione dei rifiuti urbani – il passaggio dalla raccolta stradale a quella domiciliare. Suggerimenti”

 

 


 


 

5° incontro annuale sulla gestione dei RSU - sala parrocchiale San Giuseppe di Frattocchie - 25 giugno 2012  

 
Moderatore - Buona sera, grazie per essere intervenuti a questo quinto appuntamento annuale sulla gestione dei rifiuti urbani, diamo
subito le informazioni di servizio, che sono: dopo circa due mesi di contatti con l’assessorato regionale competente in tema di rifiuti non
siamo riusciti a trarre il classico ragno dal buco. In effetti dalla impossibilità di avere come relatore l’assessore regionale, che avrebbe
dovuto relazionare sul nuovo piano rifiuti approvato nel gennaio scorso, non abbiamo avuto il piacere di ricevere un nominativo né
appartenete alla segreteria, né alla struttura amministrativa né del gruppo di professionisti che hanno provveduto alla stesura del piano
stesso (
della serie il degrado degrada).
La conseguenza che spetta a noi supplire a tale deficienza e lo facciamo volentieri perché non può mancare una seppur minima relazione
informativa.
Al contrario la relazione sull’attività dell’amministrazione provinciale è svolta dal presidente della commissione bilancio on. Ugo Onorati.
Per l’Amministrazione marinese e per la seconda volta abbiamo l’assessore Remo Pisani.
Anche per questa edizione la nostra associazione ha trovato la collaborazione di Marino Aperta onlus, Salviamo Marino e del Comitato
di Quartiere Spigarelli; un grazie al Parroco don Bruno che ci ospita.
 
 
1 - RELAZIONE SUL PRGR
Corrado Colizza - Passiamo ora a supplire l’assessorato regionale nella descrizione seppur sintetica del nuovo Piano Regionale per la
Gestione dei Rifiuti, del quale tratteremo la parte relativa ai rifiuti urbani.     Il Piano si articola: nella conoscenza dell’attuale, mi riferisco alla
produzione dei rifiuti ed al sistema impiantistico; nell’ esame delle normative di settore, gli obiettivi (tipo percentuale di raccolta differenziata
oppure la quantità di imballaggi che si deve recuperare rispetto a quella introdotta con il commercio); nei sistemi di raccolta adottati dai
comuni laziali ed i risultati raggiunti.   La conseguenza è la presa d’atto che i sistemi adottati non consentono di recuperare le risorse
naturali ne l’energia prevista dalla normativa, per cui si programmano una serie di azioni, sia per ridurre la quantità di rifiuti che ognuno
di noi produce nell’anno, sia per incrementare la quantità di risorse naturali che riusciamo a recuperare.
La proposta regionale della durata di sei anni, suddivide il territorio o meglio la popolazione in ambiti territoriali (poi chiamati ATO),
coincidenti sostanzialmente con le province, ed impone loro di raggiungere l’autosufficienza nel trattare i rifiuti in essi prodotti in termini di
trattamento meccanico biologico, compostaggio e smaltimento, mentre si riserva l’autosufficienza regionale in termini di recupero energetico.
Per una migliore approssimazione nella produzione e della riduzione dei rifiuti raggiungibile e dell’incremento della R.D. ( anche in
termini di frazione merceologica) e per tutta la durata del Piano, i Comuni che costituiscono i singoli ATO, vengono raggruppati, in funzione
della densità della popolazione, in quattro aree omogenee: in area A - Marino, Albano e Ciampino; in area B - Grottaferrata, Monte
Compatri, Monte Porzio Catone, Frascati, Rocca Priora, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Rocca di Papa; in area C - Colonna,
Nemi; oltre una quarta area rappresentata dal comune di Roma. 
      
Per raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge, sulla base della divisione dei comuni in aree omogenee, si debbono rimodulare gli 
 attuali servizi in base ai seguenti indirizzi: 
frazione
Area A
Area B
Area C     
Roma
Organico
Domiciliare
Domiciliare
di prossimità nei cen. urbani
domiciliare
Verde
Dom
Dom
di prossimità nei cen. urbani
Dom
Carta
Dom
di prossimità
Stradale
Dom
Vetro
Dom
di prossimità
Stradale
Dom
Plastica
Dom
di prossimità
Stradale
Dom
Beni durevoli
Dom
Ecocentro
Ecocentro
Dom
Altro
Ecocentro
Ecocentro
Ecocentro
ecocentro
Indifferenziato
Domiciliare
Domiciliare
Domiciliare
Domiciliare
  
Per avere certezza del miglioramento e raggiungimento degli obiettivi di legge è necessario introdurre alcuni parametri da monitorare
tra cui;
gestionali – produzione di kg della squadra nel tempo -        in kg/h
                        grado di riempimento dei contenitori –                in kg/mc
                        efficienza RD -                                                       in %
economici - costo del servizio (mezzi, personale, attrezzature) per unità di prodotto -    in  €/t
                        costo orario della squadra (mezzi, personale) -                                              in €/h
                        costo per svuotamento -                                                                                     in €/n° svuotamenti
                        incidenza del personale, dei mezzi e delle attrezzature -                     in %
ambientale - rapporto tra differenziato avviato a recupero e rifiuti totali -                  in %
                        rapporto tra differenziato avviato e n° abitanti-                                      in kg/ab/a
                        recupero netto/raccolta differenziata -                                                    in %
 
Rilevante ed essenziale è lo sviluppo di un piano di comunicazione con la popolazione per modificare in modo positivo i
comportamenti personali, e ciò si ottiene facendo: acquisire la consapevolezza che i così detti rifiuti sono scarti di materiali che
debbono essere riciclati; sapere che ci sono obblighi e di conseguenza controlli e sanzioni; utilizzarle associazioni di volontariato almeno
per l’informazione; conoscere le gratificazioni materiali ed emotive.
 
In conclusione sulla base degli impianti esistenti ed autorizzati, con la riduzione nella produzione dei rifiuti e con l’aumento della RD
programmato gli ATO raggiungono l’autosufficienza:
# per il   TMB a partire dal 2015;
# per la termovalorizzazione e gassificazione danno l’autosufficienza a partire dal 2014se entra in esercizio del gassificatore di Albano L.;
# per le discariche a far data dal 2015;
# per Il compostaggio la situazione diversificata in quanto ATO LT e ATO VT sono autosufficienti; ATO RI lo diventa dal 2013;
resta insufficienti per ATO FR e ATO RM.
            E’ utile ribadire che la Regione per uniformare gli sforzi dei Comuni in ritardo rispetto agli obiettivi di legge, ha approvato e
pubblicato (S.O. n. 27 al BUR n. 16 del 28.04.2012) le linee guida per la gestione delle Raccolte differenziate dei rifiuti urbani nella
Regione Lazio.
 Spero che quanto succintamente elencato abbia chiarito almeno il fatto che la Regione, dati alla mano, ha invitato i Comuni che non hanno
raggiunto il 60% di raccolta differenziata a revisionare il sistema di raccolta e chiedere, come previsto dall’ultimo decreto legislativo –
la stesura di un Accordo di programma al Ministero competente nel quale siano definiti tappe e tempi per raggiungere il 65%, valore
previsto a fine 2012.
Resta vigente quanto previsto dalla normativa nazionale a carico dei comuni che no raggiungono il 65% di RD a fine 2012, cioè il
pagamento di una ulteriore tassa pari al 20% di quanto si paga in discarica. Sembra evidente il messaggio: più rifiuti mandi in discarica
e più paghi, che per noi si traduce: per una scelta, difesa anche dall’attuale assessore comunale, regaliamo di fatto soldi alla discarica
e paghiamo una ulteriore tassa.
Ed ora la parola all’associazione “Marino Aperta onlus”, con la quale collaboriamo ormai da anni.
 
Valutazione economica tra i due sistemi di raccolta
Adolfo Tammaro – Buona sera, sono un consigliere comunale eletto nel 2011 per la lista civica “Il Movimento per il Cambiamento” e come
annunciato da Corrado collaboriamo nel dare informazione su tematiche connesse alla sostenibilità ambientale, rifiuti compresi. Rifiuti
che vanno valutati nella complessità del loro ciclo che per la normativa vigente si configura come: riuso degli oggetti; riciclo dei materiali
che compongono gli imballaggi tramite la raccolta differenziata; recupero di energia ed infine come smaltimento. Vorrei trattare l’aspetto
economico connesso al ciclo dei rifiuti iniziando dal 2008, anno nel quale la Giunta affida alla Multiservizi dei castelli di Marino spa, la
raccolta dei rifiuti urbani nella modalità indifferenziata tramite cassonetti stradali. Nel successivo mese di aprile, la stessa delibera ed affida
alla Multiservizi di passare su tutto il territorio alla raccolta differenziata stradale cosa che inizia nel luglio 2010.
Uno sguardo sull’aspetto costi, così come modificati nei vari convegni annuali:
* dal bilancio comunale si rileva che nel 2008 il costo per raccolta e smaltimento era di 4.950.000 € per 38.000 abitanti (130 €/ab);
*primo accordo con la Multiservizi per un corrispettivo di 1.200.000€ fino al 2011 per una raccolta differenziata stradale, sistema questo
che non consente di raggiungere le percentuali di legge che per il 2008 prevedeva di raggiungere il 45%;
* dai bilanci relativi al triennio 2009/11 si rileva in successione :
5.471.000; 5.943.000; 6.444.000   e 7.337.000 € con una previsione di circa 41.000 abitanti (179 €/ab), cioè il costo sul singolo abitante è
aumentato del 37,7%.
*dai MUD (Modello Unificato Dichiarazione ambientale) che il Comune invia alla Camera di commercio, si rilevano sia le tonnellate di
rifiuti trattati sia i costi sostenuti che per il 2011 sono stati 18.927.000 kg; 6.525.000 non ci sono ricavi derivanti dai corrispettivi in quanto
assegnati alla Multiservizi; ricavi da tassa 3.751.000.  
(tenete presente che per il personale del Comune nel 2012 si prevede un costo di
circa 9 milioni per 189 dipendenti mentre per la Multiservizi nel 2011 è stato pari a 5.826.000).
Facendo un confronto con Ciampino, che ha avviato il porta a porta in modo graduale da qualche anno:    rifiuti indifferenziati pari a
5.200.000 kg;   280.000 € come proventi da vendita dei materiali; 6.094.000 da tariffa; costi pari a 6.094.000 €. Ne consegue che Ciampino
affronta un costo inferiore a quello di Marino, mentre la scelta marinese  costando di più, ci comporta per l’anno in corso un incremento
della tassa del 10% che frutteranno almeno altre 800.000 €
Ci auguriamo che l’assessore Pisani ci dia la buona notizia che passeremo alla domiciliare spinta evitando quindi di subire ulteriori aumenti.
E ricordo che se avete domande è opportuno farle ora dato che non potrò restare fino alla fine.
 
Pisani – Prima di esporre le domante, credo che vadano tenute presenti che le caratteristiche del servizio di igiene ambientale di Marino
in quanto diverso da quello dei comuni confinanti; è chiaro comunque che il servizio vada migliorato apportando precisi correttivi, detto
ciò chiedo di conoscere la percentuale di aumento della tariffa a Ciampino, quante volte al giorno sono raccolti i rifiuti e gli aumenti
provocati nella quantità dei nostri rifiuti in coincidenza degli inizi del porta a porta dei Comuni confinanti.
Tammaro – Rispondo volentieri ma anticipo che ho soltanto letto i dati di Ciampino per cui so quello che ho letto. Credo che l’insieme
delle domande dovrebbero far scaturire un lavoro comune con i vicini per definire anche il problema dell’impiantistica, .e cioè se proseguire
in modo isolato o attivare programmi comuni.
Comunque i dati espressi ci dimostrano che Ciampino ha una copertura al 100% dei costi con l’incasso delle tariffe. Cosa che i dati del
MUD invece dimostrano che l’incasso della tassa supera di poco la meta dei costi. Per quanto riguarda il tipo di servizio occorrerebbe
sapere se l’eventuale secondo passaggio sia o no necessario. Credo inconcepibile che il rifiuto possa essere depositato quanto si vuole
costringendo la collettività a pagare questa scelta personale.
Non crede che sia ancora assente la comunicazione con la popolazione,  che tra l’altro dovrebbe poter  valutare che il servizio può essere
svolto in tante maniere e che ad ogni scelta corrisponde un costo da pagare?
Informare in tal senso l’utente cittadino significa raggiungere lo scopo spendendo meno.
 
Marco Cacciatore - mi sembra strano che Ciampino avendo una RD che supera il 60% dichiari un costo inferiore soltanto di 540.000
rispetto a Marino. Forse il tentativo di un consorzio fra Comuni potrebbe essere tentato. Il fatto che i residenti confinanti dei Comuni vicini
hanno scelto i nostri contenitori per non adeguarsi alla raccolta porta a porta avrebbe dovuto spingere a fare il porta a porta anche a noi,
anche perché in tal modo avremmo fruito dei contributi provinciali.
Tammaro – Non conosco l’importo dei contributi ricevuti da Ciampino. Ho soltanto messo in comparazione dati ufficiali riguardanti costi,
ricavi e quantità di rifiuti per evidenziare i risultati che si possono ottenere cambiando il sistema di raccolta.
Tendo a ribadire l’opportunità, nel caso non lo promuova direttamente il Comune, che il prossimo convegno lo si svolga almeno con i
Comuni che debbono avviare la raccolta porta a porta, questo ci consentirebbe tra l’altro di affrontare il problema dell’inceneritore,
negandolo in quanto rappresenta una sommatoria di cattive scelte. Informare e confrontarsi, va bene, ma alla fine vanno fatte le scelte
che risolvano il problema alla radice. Grazie 
 
Moderatore – Grazie Adolfo aver quantificato le diverse situazioni che si originano dalla scelta di raccolta stradale o quella domiciliare;
aver dato valori assoluti significa uscire dal gioco delle percentuali perchè ad un aumento percentuale più alto di una tariffa più bassa può
benissimo corrispondere un valore numerico minore di quello che si ricava aumentando di una piccola percentuale un valore di tassa più
alto.    Dal confronto con i dati 2011 abbiamo visto che complessivamente il Comune, e quindi Noi, ha speso più di quanto ha speso
Ciampino   con l’unica vera differenza che quest’ultimo ha una RD conforme a legge, mentre Noi no; da ciò si deduce che in soli 3 o 4 anni
fare la raccolta domiciliare conviene; figuriamoci se ci aggiungiamo la soprattassa prevista da legge.
Passiamo, prima di sentire nel merito l’assessore, alle iniziative in corso promosse dall’Amministrazione provinciale di Roma.  
 
2 – RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DELLA PROVINCIA
on. Ugo Onorati – Veniamo subito all’attività svolta dalla Provincia dividendola per argomenti:
RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA
Per quanto riguarda la raccolta differenziata “Porta a Porta”, dal giugno 2008 ad oggi, la Provincia ha finanziato nuovi progetti per 69
Comuni
(su 120 escluso il Comune di Roma)per una popolazione complessivamente coinvolta, cui sarà esteso gradualmente il servizio,
di circa 925.000 abitanti; le risorse finanziarie investite ammontano a  27.100.905,52 euro. Attualmente circa 470.000 abitanti sono già
serviti dal servizio porta a porta (si partiva dai circa 25.000 abitanti del 2008).
L’obiettivo dell’Amministrazione Provinciale è di coinvolgere nella raccolta differenziata “Porta a Porta” un milione di abitanti
entro il 2012.
 RACCOLTA DIFFERENZIATA STRADALE
Ad integrazione della modalità porta a porta, nel servizio di raccolta differenziata stradale abbiamo stanziato: 2,4 milioni di euro nel 2009,
1,4 milioni di euro nel 2010 , 1,1 milioni di euro nel 2011 e 1 milione di euro nel 2012 (circa 6 milioni di euro per gli anni 2009-2012).
 
CENTRI DI RACCOLTA
Ad oggi sono 44 i centri di raccolta finanziati dalla Provincia di Roma per un totale di €6.469.784,11. Di queste 18 sono già realizzate.
 
IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO
Ad oggi la Provincia di Roma ha finanziato 4 impianti di compostaggio: Anguillara Sabazia, X Comunità Montana, Velletri, Gallicano nel
Lazio,  investendo € 3.400.000,00.
 
BANDO PER LA RACCOLTA DELL’ORGANICO
Per il servizio della durata di 2 anni, che affideremo con gara ad evidenza pubblica, stanzieremo 1.500.000 euro. Ci permetterà di
raccogliere 7.500 tonellate/anno di organico ad un costo di 100 euro/tonn, servendo circa 80.000 abitanti della Provincia (considerando
una produzione pro-capite annua di 100kg/abitante).
 
LE CARTONIADI
Le Olimpiadi della Carta e del Cartone, si sono concluse lo scorso 15 dicembre. L’iniziativa, promossa in collaborazione con COMIECO,
è finalizzata a migliorare la qualità e la quantità della raccolta differenziata di carta e cartone. Questa “competizione” della durata di un
mese ha coinvolto oltre 300.000 cittadini in 10 Comuni della Provincia di Roma: Anguillara Sabazia, Ardea, Ariccia, Ciampino,
Civitavecchia, Fiano Romano, Formello, Grottaferrata, Guidonia Montecelio e Rocca di Papa. I tre Comuni che hanno raccolto più carta
e cartone di maggiore qualità sono:
-          FIANO ROMANO, primo classificato si è aggiudicato 40.000€ messi a disposizione dalla Provincia di Roma;
-          ARICCIA e GUIDONIA MONTECELIO, rispettivamente secondo e terzo classificato si sono aggiudicati 25.000€ e 15.000€ messi a 
 disposizione da COMIECO).
 BANDO 4R: RIFIUTI DA RISORSE DA RICICLARE
Il bando 4Rha premiato i Comuni della Provincia di Roma che hanno ottenuto i migliori risultati di raccolta differenziata e hanno adottato
iniziative concrete per la prevenzione e riduzione dei rifiuti. A tale scopo sono stati stanziati 240.000 euro, che i Comuni vincitori dovranno
impegnare in azioni concrete volte alla riduzione nella produzione dei rifiuti ed al miglioramento delle raccolte differenziate.
Sono stati premiati i Comuni di: OLEVANO ROMANO (1° premio – 100.000 euro), TREVIGNANO ROMANO (2° premio – 60.000 euro),
CIAMPINO e ALLUMIERE (3° premio – 40.000 euro). Il bando ha visto la partecipazione di circa 15 Amministrazioni Comunali.
 INTERVENTI PRIORITARI PER LA PREVENZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI
La Provincia di Roma, nel Novembre del 2010, ha approvato il Programma di prevenzione e riduzione dei rifiuti ponendosi
all’avanguardia nel Paese per il recepimento della direttiva 2008/98/CE della Commissione europea, che ha definito prioritarie nella gestione 
 dei rifiuti quelle azioni che puntano a prevenirne la produzione alla fonte (Il miglior rifiuto è quello che non è stato prodotto!). Il presente
Programma che, come stabilito dagli uffici V.A.S. della Regione Lazio, sarà parte integrante del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, propone
misure per l’attuazione della citata Direttiva Europea. La Provincia di Roma è fra le prime istituzioni italiane a darle attuazione, anche in
ragione della particolare rilevanza che ha il problema della crescita della produzione dei rifiuti in questa provincia.
 1 - È giunto alla seconda edizione il Bando provinciale “Ecofesta”, rivolto a Comuni, Associazioni e Pro loco, che prevede il finanziamento
di interventi in grado di ridurre la produzione dei rifiuti, minimizzare gli impatti ambientali ed aumentare la raccolta differenziata nelle feste
patronali, sagre, eventi sportivi, mercatini e manifestazioni di varia natura. Il successo della prima edizione, dal carattere sperimentale, ha
spinto l’Amministrazione a procedere con convinzione lungo questa direzione, pubblicando la Seconda Edizione del Bando. Quest’ultimo
con il carattere di Bando Aperto è in grado di finanziare, fino ad esaurimento dei fondi, manifestazioni di carattere pubblico che si
svolgeranno nel corso di tutto il 2011 presso i comuni della Provincia di Roma. Ad oggi sono stati finanziati 36 progetti di Ecofeste,
in grado di coinvolgere complessivamente nei territori comunali circa 550.000 partecipanti.
2 - Abbiamo acquistato ulteriori 15.000 compostiere domestiche, per un importo complessivo di circa 700.000 euro, da distribuire in
comodato d’uso gratuito ai cittadini dei Comuni. Per promuovere ed educare gli utenti alla pratica del compostaggio domestico e per
creare un Albo dei Compostatori della Provincia di Roma è in corso un progetto di monitoraggio e tutoraggio. L’obiettivo è quello di
coinvolgere e di accompagnare 15.000 nuove utenze sul tutto il territorio provinciale nel rispetto delle direttive europee in materia di
riduzione della produzione dei rifiuti.
 3 - L’Amministrazione provinciale ha acquistato e distribuito attraversi iniziative mirate che hanno visto la collaborazione ed il coinvolgimento
di Comuni, Associazioni, Organizzazioni Sindacali degli Agricoltori, grande e media distribuzione organizzata, circa 135.000 shoppers
riutilizzabili
per eliminare i sacchetti di plastica.  
4 - È in corso di elaborazione un sistema di indicatori della produzione dei rifiuti nella Provincia di Roma e l’istituzione di una Banca Dati
in materia di rifiuti. La misura si propone di rafforzare il sistema provinciale di raccolta e elaborazione dei dati sulla produzione dei rifiuti e
per il monitoraggio dell’efficacia delle misure di prevenzione. Ciò è molto utile allo sviluppo della prevenzione, ma offre anche una base
conoscitiva più adeguata sia agli enti locali, sia agli operatori economici del settore. 

5 - La Provincia di Roma, nell’ambito della Settimana per la riduzione dei rifiuti, promuove l’iniziativa “Ecoufficio” inviando al personale
dei propri uffici un decalogo di azioni per ridurre la produzione di rifiuti. Tra le misure suggerite:
-       stampa e fotocopie fronte/retro e utilizzo del retro dei fogli già stampati come block-notes;
-       riduzione dell’uso di carta sostituendola con risorse informatiche;
-       riutilizzo delle buste per la corrispondenza interna applicando un’etichetta adesiva sull’indirizzo originario;
-       raccolta differenziata dei rifiuti.
Inoltre, l’Amministrazione Provinciale ha vinto il premio per il miglior bando verde 2010 nell’ambito del Forum Compravende,
vedendosi riconosciuto l’impegno per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo dell’economia verde promosso con l’adozione, nel
2008, del Piano di Azione per gli acquisti verdi (GPP). Gli acquisti effettuati si qualificano in base a caratteristiche che tengono
conto dell’impatto dei prodotti sulla riduzione delle emissioni di CO2: Nel periodo 2009-2010 sono stati effettuati e monitorati acquisti
per circa 3.300.000 euro con criteri ecologici, per le diverse categorie di  beni individuati dal Piano.  
 6 - Abbiamo intenzione di promuovere un iniziativa unicamente finalizzata al riutilizzo dei materiali. L’idea è quella di realizzare un
centro per il riuso e la preparazione al riutilizzo dei beni, diviso in due sezioni:

 
-       “Sezione di trattamento rifiuti per il riutilizzo” che riceve rifiuti e , alla fine di attività di trattamento, mette in commercio beni
recuperati e riutilizzabili;
-       “Sezione di raccolta beni per il riutilizzo” che riceve beni riutilizzabili che non entrano nel ciclo dei rifiuti, ma nel mercato
dell’usato, previa attività di restauro, riparazione, pulizia, controllo..
 7 - La Provincia definirà una “Carta delle buone pratiche ecologiche per la prevenzione dei rifiuti nelle strutture turistiche” e assegnerà
un attestato di “Struttura turistica ecologica” alle strutture che sottoscrivono e attuano gli impegni della Carta che, in caso di
accertata inadempienza, sarà revocata.

 
 Per il prossimo triennio 2012 – 2014 la Regione Lazio ha stanziato 100 milioni di euro a supporto della raccolta differenziata.
Alla Provincia di Roma dovranno essere trasferiti, in base alla popolazione residente, circa 20 – 22 milioni di euro di cui, il 50% per
finanziare nuovi progetti di raccolta differenziata porta a porta ed l’altro 50% per completare la realizzazione della rete di strutture di
base (isole ecologiche) indispensabili per un corretto svolgimento del nuovo servizio di raccolta domiciliare.
 
Moderatore – Mi sembra estremamente chiaro quanto prospettato e nel dare la parola all’assessore per la sua relazione, faccio notare
che la nostra Amministrazione non potuto fruire dei contributi (circa 1.000.000 per il passaggio alla domiciliare, 200.000€ per il centro di
conferimento) e delle iniziative richiamate da Onorati, in quanto la scelta del sistema di raccolta era opposto al domiciliare promosso
dalla Provincia.
 
3 – RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ COMUNALE
 
Remo Pisani - Buona sera a tutti. Ho sentito gli interventi ed in particolar modo il riferimento alla raccolta di Ciampino; ora senza entrare
nello specifico occorre ricordare che qualche problema lo hanno incontrato durante la prima gestione ed è sufficiente vedere l’incremento
che hanno avuto nelle bollette. Nel cogliere l’occasione per complimentarmi per la chiarezza di esposizione di Ugo, passo a sviscerare
l’attività svolta nel quinquennio in tema di raccolta rifiuti.
Ad oggi la RD è mediamente pari al 25% (35% per carta e cartone e plastica, mentre per il legno la % è molto bassa), dal luglio
prossimo inizieremo la raccolta monomateriale del vetro con appositi cassonetti presso ristoranti, bar, pizzerie etc. L’anno scorso è stata
attivata la raccolta del verde e delle ramaglie presso il Centro di raccolta con risultati abbastanza edificanti. Problema da affrontare è quello
della raccolta dell’umido senza la quale è impossibile raggiungete le percentuali di RD previste da legge. La soluzione la stiamo cercando
nell’acquisto di un digestore per la produzione del compost, la difficoltà da superare però è quella della sua localizzazione che potrebbe
generare problemi con la collettività.
A questo punto fondamentale diventa il rapporto con la Scuola dato che il nostro attuale modo di pensare non contiene i principi o
meglio l’educazione ambientale che ci porterebbero a fare la raccolta differenziata.
Un possibile progetto in tal senso “Fai canestro con il cesto”per impegnare le scuole del territorio nelle tematiche ambientali non è stato
ancora fatto proprio dalla Giunta.
Nel mese di maggio la Giunta regionale ha predisposto un bando per promuovere la RD con 10 milioni di euro che prevede un quota
da utilizzare per la informazione; sulla base di ciò promuoveremo, in analogia a quanto fatto per il fotovoltaico, un avviso pubblico per
ottenere una iniziativa da svolgere a supporto del miglioramento della RD.
Tornando al digestore riteniamo che sia la soluzione per recuperare quel 28 – 30% rispetto ai comuni vicini. In riepilogo dobbiamo
educare le persone, trovare un metodo sicuro e stabile per l’incremento della RD; ritengo che Marino abbia fatto la sua scelta che lo ha
portato a sviluppare un percorso lodevole che ci ha portato al 30% e che va migliorato ed io ritengo che il digestore sia la soluzione.
Penso di chiudere qui l’intervento; ringrazio l’associazione che consente di sviluppare un colloquio e mi rendo disponibile alle domande.
 
 
Moderatore – Credo opportuno dare alcune sintetiche notizie sul digestore nel quale avviene la digestione anaerobica della frazione
organica dei rifiuti urbani. Come materie prime da utilizzare nel digestore oltre alla frazione organica indichiamo le deiezioni degli animali,
i residui di colture come paglia, barbabietole; scarti organici agro-industriali; scarti di macellazione e fanghi di depurazione. Bene , questi
materiali sono composti da carboidrati, grassi e proteine e per un processo naturale vengono ridotti, tramite batteri in prodotti gassosi
come Biometano (dal 50 all’ 80%) ed anidride carbonica (dal 50 al 20% in funzione delle materiali introdotti) ed una piccola massa
(composta da acqua, azoto, idrogeno solforato, ammoniaca, amine, mercaptani derivanti sopra tutto dalle proteine) che viene assoggettata
ad un trattamento di stabilizzazione (cioè con batteri che operano in presenza di ossigeno). Diamo un esempio di quanto è possibile
produrre con un digestore da 50.000 t/a:
 
in ingresso:    rifiuti da agro industria,   F.O. da separazione e RD    per un totale di 50.000 t/a
 
in uscita:                   Sovvalli                                        5.000t/a pari al 10%
Compost di qualità                   21.000t/a
Energia elettrica                        13.000MWh/a
 
Passiamo ora alle domande, possibilmente senza troppo antefatto.
 
Marco Cacciatori – Ma per avere il compost perché ricorrere al digestore, che ha costi elevati sia per l’istallazione che per la gestione ,
non è più congruo un semplice impianto di compostaggio?
Pisani – Il costo si aggira sui 3 milioni ed i nostri tecnici lo ritengono congruo con il progetto di raccolta; comunque l’Amministrazione è
aperta a tutti i contributi che possono pervenire anche a seguito del bando già richiamato.
 
Ugo Onorati – Una ventina di giorni fa, in Provincia si è tenuto un convegno sulla sostenibilità ambientale, una delle relazioni ha riguardato
il nuovo fotovoltaico che non utilizza il silicio e si presenta come un film applicabile su qualsiasi superficie – anche abiti o borse – che però
non trova alcuna impresa per lo sfruttamento industriale, in quanto nell’ipotesi del nuovo conto energia si riduce il sostegno governativo
per cui le imprese straniere che hanno fruito dei primi conti hanno abbandonato il mercato ed un paio di quelle nazionali hanno fallito a
causa della politica oscillante espressa dai governi. Una d’esse aveva impegnato 5 milioni di euro per costruire un’impianto per ottenere
biogas e quindi energia elettrica oltre che compost utilizzando anche i residui del legno.  
       Ed  ora la proposta per avere una isola ecologica che possa svolgere un ruolo complementare alla raccolta porta a porta promuovendo,
per esempio, la raccolta dei piccoli quantitativi dei calcinacci sia per le imprese che per i cittadini; oppure lo svuotamento delle cantine o
delle soffitte, o ancora l’olio delle fritture, che tanti danni provoca ai depuratori ed agli specchi
 d’acqua. Ed ora la domanda che riguarda il numero di operatori ecologici utilizzati a Ciampino, dato che la Multiservizi ne utilizza 189.
Pisani – Ricorda che la società che ha operato a Ciampino ha dato origine ad altre due, ad una delle quali sono stati caricati i debiti.
Personalmente non lo prenderei come elemento per fare paragoni con la multi servizi.
 
Michele            - Sono un cittadino che sentendosi in imbarazzo nei confronti dell’assessore, interviene in quanto belle parole a parte non
si da una risposta netta ad un problema concreto che ci stiamo trascinando dal 2008. Ringrazio l’associazione per l’iniziativa e per il lavoro
di ricerca e di informazione svolto, un lavoro che spetta ai tecnici comunali per poi essere messo a disposizione dei cittadini. L’assessore si
dice disposto a ricevere tutte le proposte sull’argomento invece che prospettare più soluzioni sulle quali o meglio sulla quale ricevere il
consenso per poi essere attuata. Mi sono riletto il programma presentato dal Sindaco che cita ma non attua il coinvolgimento dei cittadini e
delle associazioni sui problemi e sulle possibili soluzioni. Lei nell’intervento si è espresso dicendo “questa bruttura della raccolta
differenziata” che è in linea con la scelta fatta dall’Amministrazione che è quella di non farla. Le notizie e suggerimenti se ne trovano sui
vari siti di internet. Credo che la scelta vada fatta con il pieno coinvolgimento della popolazione anche ricorrendo al referendum consultivo
per sapere se il tipo di raccolta in atto sia un tipo di raccolta economico e se rispetta la legge. E assente la promozione del compostaggio
domestico, non c’è stata alcuna campagna per incentivare il numero delle persone in condizione di farlo e si è perduto il risultato utile nella
riduzione dei rifiuti in discarica oltre che trovare un risparmio del 20% in bolletta. Un ultimo consiglio nel raccomandare la lettura o meglio lo
studio nel sito dei “comuni virtuosi”.
Pisani - Metodo espositivo a parte credo che la presenza a questo convegno voglia e debba dimostrare la volontà di udire commenti e
proposte su una idea chiara che ho espresso e cioè l’acquisto del digestore. Il bando, che similarmente a quello svolto per il fotovoltaico
teso a conoscere i bisogni le idee della popolazione o delle associazioni, sarà fatto proprio per consentire a persone e cittadini di
commentare la scelta comunale su dati concreti da valutare in sede tecnico-economica. Vede le certezze come assessore le ho,
ma voglio condividerle. Grazie
 
Moderatore – Un breve richiamo per ricordare la calma con la quale procedere nel confronto, anche tenendo presente l’eventualità di
interventi più sanguigni e magari rafforzati dal trascorrere degli anni e dagli scarsi risultati che sono stati raggiunti. L’idea del digestore
rispetto all’impianto di compostaggio (similare a quello finanziato dalla Provincia di Roma nell’area di Velletri) deve necessariamente
essere valutata a livello economico, a livello di bacino e sopra tutto nella possibilità di una gestione diretta da parte comunale o di imprese
a capitale pubblico totale o parziale; certamente non è un intervento a livello di singolo comune di 40.000 abitanti con una produzione
annua di organico che oscilla sule 4.000 tonnellate a pieno regime.
Una considerazione poi per il coinvolgimento delle Scuole. D’accordo è necessario perché la mentalità del sostenibile deve diventare
rapidamente patrimonio comune per le nuove generazioni , d’altra parte come associazione – insieme al Comitato quartiere giovani - è
qualche anno che operiamo, però vede assessore non è sufficiente anzi diventa a volte dannoso specie nei casi in cui in famiglia la
sensibilità è cosi bassa che il ragazzo viene redarguito e a volte deriso nel ripetere quanto appreso in classe. Il lavoro di informazione e di
coinvolgimento della popolazione deve essere continuo e forse più difficile che non l’organizzazione di una raccolta differenziata domiciliare
di qualità, probabilmente sarà necessario ricorrere al “pugno di ferro in guanto di velluto”. Si tratta infatti di modificare i comportamenti
personali in altri meno impattanti, a favore della natura e dell’ambiente nel quale si vivrà nel futuro prossimo.
 
Domenico Brancato – Vorrei porre sotto l’attenzione due cose. Credo che la dislocazione dei contenitori stradali assuma un valore
prioritario ed essenziale per promuovere la RD.
Voglio ripetere quanto dissi nel Convegno del 2009 e cioè che avere a disposizione più contenitori per l’indifferenziata che per la
differenziata significa dare all’utenza il messaggio della marginalità della differenziata; per non citare poi la riduzione consequenziale dei
costi legati al numero di svuotamenti. Come ricorderete la scelta fatta obbediva al convincimento che il cittadino marinese non avrebbe
sopportato il fastidio di separare i rifiuti in base al materiale e di utilizzare in modo appropriato i recipienti per la differenziata. Altro elemento
rilevante, in attesa della scelta “ compostaggio o digestore” è la riduzione dei rifiuti organici che si può ottenere promuovendo il
compostaggio domestico, cosa peraltro verificata in alcuni comuni vicini che hanno potuto fruire della compostiera finanziata dalla Provincia. Ricordo l’iniziativa comunale che riconosceva la riduzione della tassa a seguito di presentazione della ricevuta di acquisto della compostiera, una modalità che anziché promuovere è diseducativa..
Pisani - Anche queste ultime osservazioni confermano la necessità di educare ed educarci alla RD ed è uno sforzo che dobbiamo fare
tutti insieme.
 
Marco Comandini – Credo che l’aver introdotto come elemento di paragone i risultati lusinghieri raggiunti dalla RD di Ciampino e
conseguentemente le vicende societarie abbia di fatto deviato l’attenzione dal vero problema che viviamo a Marino. Esistono esempi chiari
e probabilmente migliori come i comuni dell’area vesuviana, Salerno o Capannori che fanno una raccolta differenziata domiciliare spinta
con ottimi risultati, ormai non si tratta di inventare nuove soluzioni, mentre è necessario voler percorrere sistemi che danno i giusti risultati.
Una RD spinta ci consentirebbe di avere maggiori corrispettivi per la vendita dei materiali oltre che spendere meno per la discarica. Altro
vantaggio conseguente l’eliminazione dei cassonetti e dei recipienti dalle strade riguarda il recupero del 10% dei posti-parcheggio; c’è una
ricaduta anche sul minor numero di malattie collegate alla manovra dei coperchi dei cassonetti scarsamente lavati e sanificati; più posti di
lavoro dovuti alla raccolta dei sacchetti. A questo punto si chiede per quale motivo non si procede in tale direzione, anziché attardarsi su
una scelta obsoleta ed errata.
Ci fu risposto che la morfologia del territorio non consentiva il porta a porta, ma era ed è una balla. Altra domanda riguarda la mancata
introduzione della tariffa e poi della tariffa puntuale che ci consentirebbe di pagare in proporzione ai rifiuti indifferenziati prodotti e non in
base alla metratura della casa o del locale. Ultima proposta o domanda riguarda la Scuola verso la quale l’Amministrazione non è operativa
nel sostenere la sostenibilità ambientale.
Pisani – Perfettamente d’accordo con l’informazione nella Scuola e tra la popolazione, si tratta soltanto di capire “come fare per”.
 
Marco Carbonelli – Vorrei ringraziare l’assessore che ha consentito di dialogare affrontando alcuni dei problemi connessi ai rifiuti urbani, 
pur augurandoci di vivere una nuova fase occorre comunque far presente che i difetti e gli errori del passato sono tutti presenti, ne è prova
la diversa valutazione sui valori della percentuale della RD variabile da 22 al 35%, ora anche fosse il 35% rispetto al 60 previsto nell’anno
2011, significa soltanto che il sistema finora adottato è inefficace e costoso. Torno sui risultati di Ciampino, essi sono certificati e vanno
presi per il loro valore trascurando la valutazione degli eventuali debiti accumulati, inoltre il costo che sopporta l’abitante di Ciampino è in
linea con quanto paga quello di Marino. Il mio modo di pensare e di agire è indirizzato verso tutte quelle iniziative che fanno crescere la
persona; non fare una raccolta differenziata seria ci fa perdere il carattere formativo che ha in se, prendere coscienza della follia insita nel
depositare in discarica oggetti e quindi materiali e risorse naturali è un fatto rilevante visto nall’interno della sostenibilità o meglio ancora
visto nella possibilità che la natura riesca a fornire le risorse che noi gettiamo, considerando che se i sette miliardi di abitanti volessero
consumare come gli occidentali il risultato sarebbe quello che il pianeta terra non è in condizione di soddisfare tale richiesta (guerra di
accaparramento e carestia).
Pisani - Ho adottato il metodo del confronto con i servizi sociali, analogamente sul problema dell’Appia antica con il “Riccio”, l’importante
è colloquiare per poter realizzare iniziative che vanno a beneficio di tutti. Colgo l’occasione per dire che sono stato delegato a partecipare
alla conferenza dei Sindaci della Roma H dove è stata decisa la non chiusura del nostro ospedale , anche a seguito dei dati e delle
informazioni che ho ricevuto. Alla stessa stregua, cioè con le informazioni e dati ricevute da Ciampino, sarà trattato il problema
dell’aeroporto. 
                                                                                       
 
Moderatore – Non essendoci altri interventi avviamoci verso la chiusura.
 In riepilogo abbiamo ascoltato l’attività promozionale svolta dalla Provincia, ai contributi per il passaggio alla raccolta porta a porta,
alla costruzione dei Centri di Raccolta, alla fornitura delle compostiere. Tutte iniziative alle quali la nostra Amministrazione ha rinunciato
per seguire un sistema di raccolta che garantiva notevole incasso soltanto alla discarica.
L’assessore Pisani, sposando quanto è stato realizzato dal 2009 dall’Amministrazione, ci ha ricordato la raccolta degli sfalci luglio 2011;
la prossima raccolta mono materiale del vetro presso ristoranti, bar etc; l’idea di acquistare un digestore; la pubblicazione di uno specifico
 bando per acquisire progetti operativi ed iniziative di formazione ed informazione – anche nelle Scuole - che saranno poi valutate dai
tecnici; la disponibilità ad approfondire le varie tematiche che caratterizzano l’igiene urbana.
Il titolo del convegno presupponeva una risposta chiara di adesione o meno a quanto raccomandato nel Piano regionale e cioè passaggio
alla domiciliare sia per il differenziato che per l’indifferenziata. La mancata risposta sta a significare che, oltre la così detta apertura,
l’Amministrazione prosegue sulla strada iniziata senza dare una motivazione efficace, efficiente e nel rispetto della norma. Tutto sembra
potersi risolvere nel digestore, nel bando per idee.
La mancanza di comunicazione con chi paga il servizio, l’assenza di pubblicità dei dati ambientali rendono la gestione una macchina priva
di trasparenza. Le mancate risposte da parte del direttore della Multiservizi circa i parametri gestionali ed economici del servizio di raccolta
e trasporto, che tra l’altro troviamo elencati nel Piano regionale rendono illeggibile l’efficienza del servizio e questo malgrado la nuova
disponibilità espressa dall’assessore.
Come sapete entro l’anno l’affidamento della gestione di raccolta e trasporto dei rifiuti decade a favore dell’affidamento tramite gara;
addirittura esistendo oggi, almeno formalmente, gli Ambiti territoriali tale competenza spetta loro e solo nel caso di non funzionamento la
gara è a livello comunale.
In questa evenienza la normativa nazionale prevede la descrizione particolareggiata del servizio che si vuole ed i possibili costi in modo
da mettere in condizione le imprese che parteciperanno alla gara di avere i dati sufficienti per predisporre le loro offerte e cosa offrire come
miglioria; la Multiservizi tace, per cui chiederemo i dati a Lei come assessore competente ed al Sindaco come componente del comitato di
controllo interno per la partecipata.
Come vede assessore da parte nostra anche la preoccupazione della gestione dal 2013 che evidentemente non può basarsi sul vigente
capitolato – tra l’altro neanche completamente rispettato - ma su uno nuovo e aderente alle indicazioni regionali previste per i Comuni di
categoria A (elevata densità di popolazione) e cioè lo ripeto “Raccolta integrale domiciliare” per la quale la Regione ha pubblicato le linee
guida in modo da uniformare le modalità operative, rendendo in tal modo possibile il monitoraggio delle singole gestioni.
La lunga mancanza di comunicazione ci spinge a ricorrere allo Statuto comunale per passare alla sottoscrizione da parte degli elettori
marinesi di una proposta di deliberazione comunale che impegni l’Amministrazione ad impegnarsi in modo da ridurre a Zero i rifiuti da
portare in discarica entro il 2020 (immagini Lei che risparmio tra otto anni).
A questo punto rinnovo i ringraziamenti a relatori, ai presenti ai lavori ed in particolare a coloro che hanno portato le loro esperienze e
conoscenze, dando un nuovo appuntamento al giugno 2013 per verificare il cambiamento intervenuto ed i relativi dati.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

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In questo modo si mescolano gli scarti ad alta umidità e con più azoto (tipo: sfalci, scarti di cucina) e scarti a bassa umidità con  più carbonio (tipo: legno, foglie secche, cartone, paglia), che garantiscono anche una buona porosità.
2^ La dimensione del cumulo.