ASSOCIAZIONE "gruppo di presenza - mons. G. Grassi" di Marino
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APPUNTI PER LE SCUOLE

gruppopresenzamgg@yahoo.it

Si tratta di alcuni argomenti svolti n
elle Scuole del territorio relativi a:

* Il rifiuto non soltanto una negazione, può essere ricchezza.

* Ridurre i rifiuti urbani

* La Raccolta Differenziata dei Materiali

* Separare per Riciclare

* il Gas Radon ed i suoi effetti

* Alimentazione ed Ambiente

 


 

 

IL RIFIUTO NON E’ SOLTANTO NEGAZIONE, PUO' ESSERE RICCHEZZA
 

Rifiuto = il materiale e l’oggetto di cui il detentore abbia   

              deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.

 

1 -  Fino a 50 anni fa, i rifiuti prodotti da ogni persona erano pari a 0,200  kg di rifiuto al giorno [cioè 73 kg l’anno], essi venivano allontanati dalla città e collocati, o smaltiti,  in discarica. L’aumento della popolazione nelle città e quello della produzione dei rifiuti nell’anno , passati a 500 kg per ogni persona, ha richiesto la formazione di discariche sempre più grandi e sempre più lontane dalle città.

                                                                

 Discarica in funzione: Vasto e profondo scavo fondo coperto da membrana impermeabile, strato di ghiaia, strati di rifiuti pressati intervallati da strati di terreno.

Discarica Esaurita: si pone uno strato di terra su cui si stende una membrana impermeabile per evitare che la pioggia entri in contatto con i rifiuti ed un impianto per l'estrazione del biometano, poi uno strato di terreno vegetale per la crescita delle piante.

 Lo smaltimento dei reifiuti in discarica è contrastata dalla formazione di nuovi centri abitati che riducono le aree disabitate da utilizzare come discarica.  

 
La maggior parte degli oggetti, considerati come rifiuti, sono costituiti da materiali quali: la plastica (bottiglie e flaconi); il vetro (bottiglie e barattoli); la carta (giornali e libri); da metalli (lattine, bombolette, contenitori per alimenti) e da materiale organico (frutta, verdura, carne).

Abbandonare o smaltire in discarica questi oggetti:

.   costringe Noi a comperarne dei nuovi; l’industria (o l’agricoltura) a produrne ancora, consumando altri materiali (quali il petrolio, la cellulosa, l’acciaio e l’alluminio, i concimi e mangimi); oltre all’energia elettrica o termica necessaria;

.   comporta l’esaurimento delle discariche, come  è accaduto a Napoli, con la conseguenza che per ridurne il volume dobbiamo bruciarli.

Come vedete tutte le operazioni elencate hanno un costo ed inquinano l’aria, il terreno e l’acqua, in sostanza l’ambiente nel quale viviamo.

 

2  -  Di fronte a tali difficoltà nasce l’INDUSTRIA DEL RICICLO, la quale per produrre nuovi oggetti anziché acquistare nuovi materiali riutilizza quei materiali che costituiscono gli oggetti che noi abbiamo considerato rifiuti.

Non vi sembra un’ottima soluzione per superare i costi e l’inquinamento dell’ambiente?

 

3  -  Però per rendere operativa l’INDUSTRIA DEL RICICLO, e cioè la cartaria, la vetraria, della plastica, dei metalli, quella del compostaggio e dei truciolati; dobbiamo intervenire NOI, insieme alle nostre famiglie. Infatti dobbiamo separare in casa i rifiuti in base al materiale che li costituisce, seguendo le indicazioni del Comune o della ditta che esegue la raccolta ed il trasporto dei rifiuti.

Ci diranno quindi: quali materiali debbiamo raccogliere in modo separato per farli riciclare dalle industrie; come contenerli; come e quando consegnarli al servizio di raccolta.

Al medesimo tempo ci indicheranno tutti quegli oggetti che saranno raccolti in un unico contenitore e che prendono il nome di rifiuto indifferenziato, il quale se possibile viene bruciato, terminando poi e comunque in discarica.

Eseguendo quanto sopra noi attuiamo la RACCOLTA DIFFERENZIATA dei rifiuti domiciliari nel rispetto dell’ambiente ed utilizzando il minimo indispensabile delle risorse naturali.

La RACCOLTA DIFFERENZIATA prevede inoltre la presenza di un’area attrezzata, detta Centro di raccolta o Ecocentro, nella quale portare, anche direttamente, altri tipi di rifiuti come materazzi, poltrone, tavoli, frigoriferi, televisori, etc.

 

4  -  Benefici della raccolta differenziata per il riciclo.

Riciclare il vetro consente di ridurre l’attività di cava, in quanto una tonnellata di rottame di vetro sostituisce 1,2 ton. di materia prima, e di risparmiare 100 kg di olio combustibile, in quanto la fusione avviene a temperature minori.

Riciclare carta e cartone consente notevoli risparmi sui costi di smaltimento e sulle risorse ambientali. Infatti per produrre 1 ton. di carta da cellulosa vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri di acqua e 7.660 kwh di energia elettrica; mentre per produrre 1 ton. di carta riciclata occorre: 0 alberi, 1.800 litri di acqua, 2.700 kwh.

 

Con 7 scatole di biscotti si fa un quotidiano; con 4 confezioni di pasta un quaderno.

 

Riciclare alluminio è un grande vantaggio energetico, infatti per produrre una lattina con materiale riciclato occorre solo il 5% dell’energia elettrica che viene impiegata per produrre la lattina partendo dal materiale della bauxite.

Con 800 lattine si costruisce una bicicletta; con 37 una caffettiera; con 640 un cerchione d’auto; con 3 una montatura per gli occhiali.


      Riciclare un barattolo di pomodori significa recuperare lo stagno, l’acciaio e risparmiare tra il 60 ed il 70% dell’energia elettrica necessaria per produrlo dalle materie prime.

Con 2.600.000 scatolette da 50 grammi si realizza 1km di binario ferroviario; con 13 barattoli di pelati si fabbrica una pentola nuova; con 7 scatolette di tonno un vassoio.

 

Per riciclare bene le plastiche occorre leggere sull’oggetto stesso di che plastica si tratti. Infatti esiste:

il polietilene  [PE], che si usa per sacchetti, pellicole, bottiglie, flaconi, tubi etc, è un materiale facilmente riciclabile;

il polivinilcloruro [PVC] o [03], che si usa per flaconi, porte e finestre, etc, è difficilmente riutilizzabile;

il polietilenterftalato  [PET] o [01], che si usa per le bottiglie, le lastre fotografiche, nastri audio e video, etc, si ricicla;

 il polistirene o polistirolo  [PS] o [06], per vaschette per alimenti,  poste e piatti, etc;  

il polipropilene  [PP] o [05],  per siringhe, biro, moquette, mobili per giardino,flaconi per detersivo. 

Riciclare la plastica comporta il non acquisto di petrolio ed una riduzione dell’energia necessaria rispetto a quando si usa il petrolio.

Con venti bottiglie di acqua minerale si confeziona un maglione di pile; con 45 cassette di plastica per frutta si produce una panchina; da una bottiglia di plastica si ricava tanta energia da tenere accesa per un’ora una lampadina da 60 watt.

 

       Riciclare il rifiuto organico. Questo tipo di rifiuto - quali gli scarti di cucina, il fogliame, gli sfalci - si ricicla facendolo degradare naturalmente, tramite i microbi presenti in natura, oppure negli impianti di compostaggio, ottenendo concime per l’agricoltura. Se questa operazione la facciamo avvenire nei nostri giardini  si parla di compostaggio domestico, e con esso riduciamo sia la quantità di rifiuti da portare in discarica, sia la tariffa-rifiuti.

 

6  -  Le medicine scadute, senza le scatole, vanno collocate nei contenitori davanti alle farmacie; parimenti le pile elettriche esaurite negli appositi contenitori dei venditori.

 

7  -  Nel Rifiuto indifferenziato possiamo elencare:

Accendino; Assorbente igienico (pannolini e pannoloni); Appendiabiti di plastica; Bastoncini igienici per le orecchie; biro e pennarelli; Calcinacci; carta da cucina e fazzoletti di carta sporchi; prodotti in ceramica; Giocattoli in plastica; gomma da masticare; Piatti, bicchieri e posate di plastica; Rasoi in plastica; Spazzolino da denti; Stoviglie in vetro o in pirex; Videocassette.

 

 
 



 

                                                   RIDURRE I RIFIUTI 

 

Perché ridurre i rifiuti?

• perché le risorse della Terra (minerali, acqua, petrolio, etc) non sono infinite, per cui se non si inverte la tendenza al consumo e allo spreco, presto si esauriranno.

• perché dobbiamo vivere secondo uno stile di vita più sobrio.

• perché questa è la direzione intrapresa da leggi e normative europee e nazionali;

• perché aumentando la raccolta dei rifiuti riciclabili (carta, plastica, vetro, metallo, organico) e riducendo quantità dei rifiuti indifferenziati che mandiamo in discarica (o all’inceneritore) potremo pagare meno tassa,  poiché riduciamo i costi di raccolta e di smaltimento;

• perché è facile adottando pochi accorgimenti nella vita di tutti i giorni!

 

Non gettare, ma riutilizzare.

Ogni volta che pensiamo di gettare qualsiasi oggetto, proviamo a chiederci se possiamo riutilizzarla, magari facendola riparare.

Riutilizzarla può significare anche pensare se c’è qualcuno cui il mio oggetto può ancora servire.

Allungando il ciclo di vita di un oggetto evitiamo di creare un rifiuto, e riduciamo il  consumo di materie prime per la produzione di uno nuovo.

 

Alcuni consigli per ridurre i tuoi rifiuti

• compra oggetti multiuso e non usa e getta;

• scegli prodotti con meno imballaggi ;

• usa borse riutilizzabili, ceste, scatoloni o cassette per fare la spesa, evitando le buste in plastica “stopper”;

• riutilizza fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti e, in ufficio e a casa, non stampare un documento se non è strettamente necessario;

• bevi l’acqua del rubinetto;

• usa i pannolini lavabili per bambini;

• ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici;

• riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggio;

• passa gli abiti che non metti più in famiglia e tra gli amici, oppure portali presso

le associazioni che li raccolgono;

• compra mobilio o vestiario nei negozi o mercati dell'usato;

• non usare fazzoletti in carta, tovaglioli in carta ecc.

Ricorda che un acquisto, per essere davvero sostenibile, deve: essere necessario,

durevole, fatto con materiale riciclato, avere poco imballaggio, favorire il risparmio energetico, essere biologico, "equo e solidale", prodotto localmente, senza sfruttamento dei lavoratori.

 

Chiediamo alla nostra Amministrazione di concordare con i commercianti e la grande distribuzione  l’installazione nei punti vendita dei distributori per acquistare detersivi, prodotti per la casa ed alimentari (olio, vino) evitando di comprare ogni volta anche  i contenitori.

 

Compostaggio domestico, cos’è?

Tutti coloro che hanno un giardino, un orto o comunque un pezzo di terra più o meno ampio hanno la possibilità di attuare questa pratica.

Fare il compostaggio domestico significa smaltire in proprio la frazione organica dei rifiuti attraverso un processo naturale che consente di ricavare un buon ammendante per terreni e vasi.

 

Ecco cosa possiamo compostare:

• avanzi di cucina: residui di frutta e verdura, bucce, fondi di caffè ecc.;

• scarti di giardino e orto: sfalci di prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi, avanzi dell’orto;

• altri materiali biodegradabili: segatura e trucioli da legno non trattato.

 

Bevi l’acqua del rubinetto

L'Italia è tra i maggiori consumatori di acqua minerale in bottiglia al mondo, 8 volte la media mondiale (dato 2007).

Questo significa:

• oltre 1 milione di tonnellate di anidride carbonica (CO2) emesso ogni anno nell’aria che respiriamo per la produzione e il trasporto di bottiglie di plastica;

• la produzione di circa 6 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno (dato 2006) che costano all’ambiente e alle nostre tasche!

Perché bere l’acqua del rubinetto?

• Perché le acque in bottiglia hanno limiti di concentrazione di inquinanti (arsenico, nichel, vanadio) meno restrittivi di quelli previsti per le acque potabili;

• perché per le acque pubbliche le analisi complete vengono effettuate pressoché quotidianamente;

• perché è in genere buona, sicura e costa molto meno di quella in bottiglia.

 

Se trovi che l’acqua del rubinetto non sia buona, ecco un consiglio: versa l’acqua in una brocca, lasciala riposare, aggiungi una goccia di limone (facilita l’evaporazione del cloro), mettila poi in frigorifero e servila a 10°-12°.

Sarà una sorpresa!

 

Consigli per una spesa sostenibile

Scegli di acquistare:

• la frutta e la verdura a peso evitando così le confezioni in polistirolo e cellophane;

• i salumi,  i formaggi,  la carne e il pesce al banco così da non comprare gli imballaggi di plastica;

• pasta, riso le uova  in confezioni di cartone;

• le confezioni “formato famiglia”, evita le confezioni monodose.

Scegli di bere:

• l’acqua del rubinetto, è più economica e qualitativamente più sicura;

• le bevande alla spina se ti trovi al ristorante e nei locali pubblici;

• latte, succhi di frutta e yogurt in bottiglia e vasetti di vetro evitando la plastica;

• vino in vetro con tappo di sughero.

 

Borse di plastica addio!

In Italia si consumano circa 15 miliardi  sacchetti di plastica ogni anno.

La media del consumo di sacchetti di plastica pro capite si aggira, nei paesi industrializzati, tra i 200 e i 500 pezzi all’anno.

Sostituendo i normali sacchetti di plastica con quelli riutilizzabili si eviterebbe di disperdere nell’ambiente tonnellate di plastica, si risparmierebbero tonnellate di petrolio e si ridurrebbero le emissioni di anidride carbonica [CO2].

A partire dal 2011 in Italia i sacchetti di plastica saranno banditi su tutto il territorio nazionale.

 

Abituiamoci a fare la spesa con borse riutilizzabili sin d’ora, faremo bene all’ambiente e arriveremo preparati al cambiamento!

 






                                                             LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI MATERIALI

Fare la raccolta differenziata risponde all’obbligo di legge che impone ai Comuni, e quindi ai cittadini, di dimezzare nel 2009 la quantità di rifiuti che vengono portati in discarica.

       Per realizzare ciò separiamo in casa quei rifiuti fatti di materiali (carta, vetro, plastica, organici) che vengono utilizzati dalle industrie come materie prime – al posto della cellulosa degli alberi, della sabbia e del carbonato di calcio, del petrolio -  per produrre nuovamente gli oggetti di carta, di vetro, di plastica, o per produrre la composta che si usa in agricoltura.

Raccogliere nel contenitore solo carta, consente all’industria cartaria di prelevarla ed iniziare un nuovo ciclo per la produzione della carta passando per il macero.

Raccogliere nel contenitore anche cartone e cartoncino impone all’industria di separare i tre materiali per poter iniziare un nuovo ciclo passando per più maceri.

       Fare la raccolta multimateriale impone l’intervento di una impresa che seleziona il contenuto separando le plastiche, il vetro, l’acciaio, e l’alluminio, per poi far intervenire le industrie che preleveranno a loro volta e singolarmente le plastiche, il vetro, l’acciaio e l’alluminio. L’impresa che seleziona ha un costo, che viene pagato dal Comune, che in tal modo si vede ridotta la quota che l’industria avrebbe pagato nel caso di raccolta monomateriale, cioè solo per le plastiche, per recipienti di vetro, per recipienti di acciaio o di alluminio. Fare le raccolte monomateriale per i quattro materiali, comporta la presenza di quattro buste in casa o nel condominio.   

 

1 - RIFIUTI MULTIMATERIALE ( VETRO,  METALLI E PLASTICHE

 

SI a:

NO a:

BOTTIGLIE E BARATTOLI DI VETRO

PIATTI E TAZZE IN CERAMICA

BOTTIGLIE E FLACONI DI PLASTICA

OGGETTI IN TERRACOTTA

VASETTI PER LO YOGURT

PORCELLANA

BUSTE E SACCHETTI DI PLASTICA

LAMPADE E TUBI AL NEON

CONTENITORI E VASCHETTE DI POLISTIROLO

CONTENITORI PER LIQUIDI TOSSICI

TELI O PELLICOLE IN CELLOPHANE O NYLON

TUBETTI PER MASTICI E COLLA

LATTINE E VASCHETTE IN ALLUMINIO

GIOCATTOLI E GRUCCE

BARATTOLI DI METALLO PER ALIMENTI

CUSTODIE PER CDE DVD

CONTENITORI IN TETRAPAK PERVINO, LATTE, SUCCHI DI FRUTTA, PASSATA DI POMODORO, ETC

OGETTI DI PLASTICA DIVERSI DAI CONTENITORI

PENTOLE E POSATE IN ACCIAIO ED IN ALLUMINIO

 

OGNI ALTRO CONTENITORE DI METALLO

 

 

2 – RIFIUTI CELLULOSICI (CARTA, CARTONE E CARTONCINO)

 

SI a:

NO a:

                  FOGLI DI CARTA

CARTA CHIMICA (tagliandi parcheggio, scontrini)

GIORNALI, OPUSCOLI, LIBRI, QUADFERNI, PIEGHEVOLI, RIVISTE

CONTENITORI DI LATTE, SUCCHI DI FRUTTA, VINO, ETC

SCATOLE SCHIACCIATE

CARTA UNTA O MOLTOSPORCA

ASCIUGAMANI DI CARTAANCHE BAGNATI MA NON SPORCHI

ASCIUGAMANI DI CARTA SPORCHI

 

3 - RIFIUTI ORGANICI (O UMIDI)

 

SI a:

NO a:

BUCCE DI FRUTTA E SCARTIDI VERDURA

COCCI E VETRO

SCARTI DI CIBO (COTTI O CRUDI)

OGGETTI DI PLASTICA

OSSA, GUSCI DI UOVA

STRACCI

TOVAGLIOLINI UNTIO SPORCHI DI CIBO

CARTA E CARTONE

TAPPI DI SUGHERO

IMBALLAGGI MULTISTRATO

FIORI E FOGLIE

ALTRI RIFIUTI NON BIODEGRADABILI

FONDI DI CAFFE’

 

 

 4  -  RIFIUTI  INDIFFERENZIATI

 

SI a:

NO a:

RIFIUTI NON RICICLABILI

E/O NON BIODEGRADABILI  

(come: Accendino; Assorbente igienico (pannolini e pannoloni); Appendiabiti di plastica; Bastoncini igienici per le orecchie; biro e pennarelli; Calcinacci; carta da cucina e fazzoletti di carta sporchi; prodotti in ceramica; Giocattoli in plastica; gomma da masticare; Piatti, bicchieri e posate di plastica; Rasoi in plastica; Spazzolino da denti; Stoviglie in vetro o in pirex; Videocassette.

 

RIFIUTI RICICLABILI E/O BIODEGRADABILI (cioè tutti i rifiuti elencati nelle colonne “SI” delle altre 3 tabelle dei rifiuti da differenziare)

 

       Occorre ricordare che in casa produciamo rifiuti pericolosi (sostanze tossiche e prodotti nocivi), come insetticidi, vernici, batterie scariche, disinfettanti, solventi, acidi di vario genere, smalti, smacchiatori, bombolette spray, cartuccie di stampante, inchiostro, ecc. per i quali andrebbe stabilita una modalità di raccolta a parte.

 

 

 

I MATERIALI

Raccogliere, separando gli oggetti, per poter riciclare i materiali ed ottenere nuovi oggetti:

.  Il peso di 19.000 barattoli in acciaio per conserve è la quantità necessaria per produrre un'automobile;

.  7 scatolette da 50 gr. potrebbero diventare un vassoio;

.  Con l'acciaio riciclato da 2.600.000 scatolette da 50 gr. si può realizzare 1 km. di binario ferroviario. (fonte Consorzio nazionale Acciaio)

 

.  Negli anni 50-60 in un’auto c’erano in media 40 kg. di alluminio, oggi ce ne sono circa 70. Ma diverse case automobilistiche hanno già iniziato ad utilizzare al 100% l’alluminio per telai e carrozzeria.

.  Occorrono 640 lattine per fare 1 cerchione per auto.

.  Con 800 lattine si costruisce 1 bicicletta completa di accessori.

.  Occorrono 150 lattine per realizzare 1 bicicletta da competizione.

.  Con 3 lattine si fa 1 paio di occhiali.

.  Con 130 lattine si costruisce 1 monopattino.

.  Occorrono 37 lattine per fare 1 caffettiera.

.  Tutte le caffettiere prodotte in Italia (7.000.000 di unità) sono in alluminio riciclato.  (fonte Cial)

 

.  Quasi il 90% dei quotidiani italiani viene stampato su carta riciclata.

.  Quasi il 90% della scatole per la vendita di pasta, calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzate in cartoncino riciclato.

.  Il 100% delle scatole per prodotti più fragili o voluminosi sono realizzate in cartone riciclato.

.  Per ogni tonnellata di prodotti cellulosici avviati a riciclo si realizza un taglio di ben 1.308 kg CO2 eq. che, riportati alle reali proporzioni della raccolta differenziata nel nostro paese nel 2002 hanno fatto risparmiare potenziali emissioni nocive per l'atmosfera, equivalenti al blocco totale di tutto il traffico su strada - auto, camion, mezzi pubblici compresi - per 6 giorni e 6 notti!  (fonte Comieco)

 

 .  Anche gli antichi Romani sapevano che il riciclo del rottame di vetro permette il risparmio di materie prime (del 100%) ed energia (fino al 25-30%).

.  Per ottenere una bottiglia per il vino del peso di circa 350 gr. si possono utilizzare, alternativamente, 350 gr. di rottame di vetro alla temperatura di circa 1400 °C oppure 420 gr. di materie prime tradizionali (sabbia, soda e carbonato di calcio) di natura estrattiva ad una temperatura intorno ai 1600°C.

.  Dagli anni ottanta ad oggi, a parità di prestazioni, iI peso degli imballaggi in vetro si è alleggerito in media del 15%.

.  Il 60% delle bottiglie oggi immesse al consumo nel Paese sono fatte con vetro riciclato proveniente dalla raccolta differenziata nazionale. (fonte Coreve)

 

.  Con 20 bottiglie di plastica per l’acqua minerale si confeziona 1 pile.

.  Nel 2001 si stima sia stato avviato al recupero energetico un quantitativo di imballaggi in plastica complessivamente pari a circa 330.000 tonnellate.

.  Una bottiglia di plastica del peso di 50 gr. può produrre attraverso termovalorizzazione, l’energia necessaria per tenere accesa una lampadina da 60 Watt per un’ora.

.  Il 75% del materiale utilizzato per fabbricare una maglietta può essere dato da bottiglie di bevande gassate riciclate. (fonte Corepla).

 

 




                                                                                               COS’È IL RADON?

Il Radon è un gas radioattivo di origine naturale.

Viene indicato in chimica con il simbolo Rn, la sua unità di misura indica la concentrazione  ed è espressa come il Becquerel su metro cubo: Bq/m3; ove 

1 Bq corrisponde ad una disintegrazione al secondo.

 

LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL RADON:

_è un gas, come l’aria che respiriamo; _è inodore ed incolore, quindi ci accorgiamo della sua presenza solo misurandolo; _è radioattivo e produce a sua volta degli elementi radioattivi che attaccati al pulviscolo vengono respirati ed emettono le particelle alfa, sono pericolose per i nostri polmoni; _non si unisce con altre sostanze.

 

COSA SIGNIFICA: ”IL RADON È RADIOATTIVO”?

La radioattività del radon consiste nell’emissione di minuscoli corpuscoli formati da due neutroni e due protoni chiamati particelle alfa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Una qualsiasi quantità di Radon si riduce della metà dopo un tempo di 3,8 giorni (tempo chiamato “emivita”.

 

DA DOVE PROVIENE?

La fonte principale del Radon è il suolo, in secondo luogo vi sono alcuni materiali da costruzione e in minima parte l’acqua.

Il Radon ha un’emivita sufficiente per uscire dal suolo ed entrare nelle abitazioni attraverso crepe fessure imperfezioni delle solette, aperture per il passaggio di tubazioni, cavi, ecc.

Il Radon tende ad accumularsi nelle abitazioni.

 

 

 

PERCHÉ IL RADON È UN PERICOLO! 

All’interno dei polmoni la radiazione alfa, emessa dal Radon o/e dai prodotti che ne derivano (tipo polonio e bismuto), può provocare forme tumorali a carico del polmone(cancro del polmone). 

Il rischio è più elevato in presenza di una elevata concentrazione ed è aggravato per i fumatori. 

 

 COME SI MISURA LA PRESENZA DEL RADON.

Si usano particolari strumenti chiamati dosimetri, che forniscono la concentrazione di Radon in un determinato tempo:

. dosimetro a tracce ( LR115 – CR39 ) in grado di registrare il passaggio delle particelle alfa dotate di una certa energia;

. dosimetro ad “elettrete” che sfrutta la proprietà del radon di ionizzare l’aria, cioè di produrre atomi con carica elettrica.

A questi strumenti che misurano la  concentrazione media di radon in un periodo di tempo, se ne  aggiungono altri con i quali è possibile effettuare misure “in continuo” cioè che forniscono informazioni più complete e dettagliate al variare del tempo nello ambiente in cui si effettua la misurazione stessa.

 

COME VARIA IL RADON ALL’INTERNO DI UN FABBRICATO?

La concentrazione del Radon in una casa varia al variare dei piani, da un valore massimo nel sotterraneo e/o nel seminterrato, a valori che si riducono passando dal piano terra ai piani più alti.   Il valor medio della concentrazione di attività Radon nelle abitazioni italiane è pari a 70 Bq/mc.

 

LA NORMATIVA

-  L’Unione Europea con una Raccomandazione, indica per il Radon valori da non superare sia per le abitazioni esistenti (400 Bq/mc), sia per le nuove (200 Bq/mc), superati i quali vengono consigliate delle azioni per ridurne la concentrazione.

-  In Italia, il Decreto Legislativo n°241/2000:

.  disciplina la  radioattività naturale del Radon fissando un livello d’azione per i luoghi di lavoro interrati pari a 500Bq/mc;

.  impone ai datori di lavoro di misurare il Radon in tutti i locali interrati e negli scavi;

.  impone alle Regioni di giungere all’individuazione di aree ad elevato rischio Radon nelle quali l’obbligo della misura si estende anche ai locali non interrati.

La Sanità mondiale ha collocato il Radon nel primo gruppo delle sostanze  che presentano il massimo rischio di cancerogenicità).

 

SE DOPO LA MISURAZIONE DEL RADON IN UNA ABITAZIONE RISULTA CHE  LA SUA CONCENTRAZIONE  È  ELEVATA, SI DEVE PROCEDERE A BONIFICA.

Tra le operazioni semplici per ridurre la concentrazione di Radon nelle abitazioni elenchiamo:

_favorire il ricambio d’aria nei locali aumentando la ventilazione naturale attraverso porte e finestre;

_isolare l’edificio dal suolo, al fine d’impedire l’ingresso del Radon nell’abitazione (sigillatura di crepe, fessure, tubazioni, rivestimento in cemento del pavimento in cantina…);

_adottare impianti di ventilazione artificiale;

_aumentare la pressione all’interno dei locali;

_ventilare naturalmente o artificialmente i vespai.

 

 

 

Nel 2° Convegno promosso nell’ottobre 2009 ci siamo avvalsi delle esperienze maturate: dal Dipartimento di prevenzione della Azienda usl Roma H di Albano, per la parte sanitaria; del Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ISPESL di Monte Porzio Catone, per i problemi connessi alle misurazioni e seguenti. 

 

Siamo a vostra disposizione per informazioni e chiarimenti.

 





 

                                                                             L’AMBIENTE  E L’ALIMENTAZIONE

PREMESSA

Iniziamo con quel fenomeno vitale chiamato “Effetto Serra”:

1) i raggi del sole attraversano l’atmosfera e riscaldano la superficie terrestre; 2) dalla superficie terrestre, il calore si irradia nell’atmosfera sotto forma di radiazioni infrarosse;

3) circa il 30% della radiazione infrarossa si perde nello spazio;

 4) in condizioni “normali” circa il 70% della radiazione infrarossa e’ assorbito dal vapore acqueo e dai gas ad effetto serra  presenti nell’atmosfera (tali gas agiscono come pannelli di vetro in una serra intrappolando il calore riflettendolo di nuovo sulla terra;

- 5) quando aumenta la concentrazione dei gas serra in atmosfera, cresce la quantita’ di calore intrappolato per cui gli oceani si riscaldano e liberano piu’

vapore acqueo, che a sua volta incrementa l’effetto serra.

CONSEGUENZE

L’aumento delle emissioni di CO2, del vapore d’acqua e di altri gas come il metano, determina effetti negativi sul nostro ambiente di vita, in quanto l’aumento della temperatura media della terra determina la instabilità del clima; lo scioglimento dei ghiacciai; il conseguente aumento medio del livello dei mari; molte terre fertili saranno invase dalle acque marine e non più coltivabili; spariranno molte specie vegetali ed animali.

Molte di queste conseguenze si possono già riscontrare oggi.

Riportiamo le emissioni medie giornaliere provocate dalle attività di un

cittadino.

Attività                                                                         Emissioni pro capite

(kg/giorno di CO2)

Riscaldamento dell’abitazione                                          3,6

Elettrodomestici e illuminazione dell’abitazione               0,5

Uso dell’auto e dei mezzi di trasporto                               4,7

Alimentazione (compresa agricoltura, allevamento,         6,0

trasporti, agroindustria, trasformazione, distribuzione)

Attività collettive ed attività industriali e commerciali       16,9

che rendono disponibili gli altri vari servizi e prodotti che

ciascuno consuma

Totale per abitante     31,7

 

L’ECOLOGIA DELLA NUTRIZIONE

L’ecologia della nutrizione è una scienza multidisciplinare che prende in considerazione la salute, l’ambiente, la società e l’economia.

Si tratta di considerare i vari modi di alimentarsi, ad esempio:

• utilizzo di prodotti di coltivazioni industriali oppure biologiche;

• prodotti di origine animale oppure vegetale;

• prodotti locali o prodotti importati;

• vegetali di stagione oppure coltivati in serra;

• cibi molto elaborati e confezionati oppure cibi semplici.

Per ogni tipo di cibo si può valutare l’influenza che ha su salute, ambiente, società ed economia.

Limitiamo la valutazione delle scelte alimentari ai soli aspetti che possono alterare il clima a causa della emissione, diretta o indiretta, di gas climalteranti durante la loro produzione, il loro trasporto, il loro utilizzo, il loro smaltimento.

Cerchiamo di fornire alcuni elementi per modificare il nostro stile di vita nel settore dell’alimentazione

 

CICLO DI PRODUZIONE DELLA CARNE DI ALLEVAMENTO:

Per fare un hamburger, 90 grammi di carne, occorre fornire al bovino 1.450 grammi di mangime o di cereali, cioè per avere 1gr di carne ne occorrono 16 di cereali.

Dal punto di vista energetico per avere 1gr di carne occorre:

energia per produrre il mangime (pesticidi, fertilizzanti, raccolto), energia per la conservazione, energia per il trasporto.

Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo delle tre energie comporta tre contributi all’inquinamento dell’aria da parte della CO2 la produzione di CO2, gas climalterante.

La coltivazione in modo biologico invece è caratterizzata da una emissione di gas di serra molto inferiore, perché non fa uso di pesticidi e fertilizzanti artificiali, e quindi non determina le emissioni ad essi collegate.

In analogia al caso della carne e per poter fornire una guida per le abitudini alimentari, riportiamo la stima delle emissioni che alcuni ricercatori hanno determinato per la produzione di alcuni alimenti tipici in base al sistema di coltivazione.

Alimento             Agricoltura industriale                   Agricoltura biologica locale

(kg CO2/kg alimento)           (kg CO2/kg alimento)

Verdura                        0,06                                       0,06

Formaggio                   1,50                                        0,78

Latte                             0,17                                        0,11

Bovino                          10,0                                       2,50

Pollo                               3,17                                     1,33

Pesce                           5,56                                       2,78

Uova                             0,28                                       0,06

Riso                              0,61                                       0,33

Frutta                            0,06                                       0,06

Pasta                            0,22                                       0,11

Legumi                         0,11                                       0,06

 

Ai valori richiamati occorre aggiungere le emissioni provocate dalla cottura e dalla conservazione, per poi ricondurre il tutto ad una singola porzione.

Ecco un esempio, relativo alle emissioni associate al consumo di una

porzione di vari alimenti con caratteristiche e provenienze comunemente riscontrabili in Regione nel circuito commerciale.

 

ALIMENTO ED EMISSIONI DI CO2

. Spaghetti al pomodoro, parzialmente di produzione

locale, derivanti da agricoltura industriale                                          gr 500

. Grande insalata mista, con verdure di origine parzialmente

locale e derivanti da agricoltura industriale, ma non

coltivate in serra riscaldata.                                                                  gr 300

. Bistecca di carne di manzo parzialmente di origine locale,

allevato industrialmente con mangimi vegetali ottenuti da

agricoltura industriale non locale.                                                         gr 2.000

. Piatto di fagioli o piselli di origine parzialmente locale

ottenuti da agricoltura industriale.                                                         gr 500

. Fetta di formaggio prodotto a livello parzialmente locale

ottenuta dal latte di bovini allevati industrialmente con mangimi

vegetali ricavati da agricoltura industriale non locale.                          gr 700

. Frutta di stagione, di origine parzialmente locale e derivante da

agricoltura industriale (escluse primizie coltivate in serra riscaldata

e prodotti importati via aereo).                                                              gr 300

 

COME SCEGLIERE IL CIBO CHE PRODUCE MENO EMISSIONI?

A - Un vegetale che cresce spontaneamente assorbe nella sua vita una quantità di anidride carbonica (CO2) esattamente uguale alla somma di quella che emette quando viene mangiato (attraverso la respirazione di chi lo

mangia) e dei rifiuti che vengono prodotti. Se ci cibiamo quindi di un vegetale cresciuto spontaneamente non determiniamo nessuna emissione aggiuntiva.

B - Di norma però i vegetali: vengono coltivati con l’uso di mezzi meccanici che bruciano gasolio; vengono concimati e diserbanti con prodotti ottenuti da industrie chimiche che consumano energia ottenuta dai combustibili fossili; vengono talvolta coltivati in serre illuminate e riscaldate artificialmente;

vengono trasportati anche a lunghe distanze; vengono essiccati o conservati; vengono trasformati in prodotti secondari, utilizzando ulteriore energia; vengono utilizzati per l’allevamento, con un’efficienza che si riduce mediamente ad un solo quarto.

Tutti questi passaggi determinano quella quantità di emissioni che possiamo quindi considerare associata a ciascuno di essi.

 

QUALI ALIMENTI DETERMINANO MAGGIORI EMISSIONI?

Al primo posto troveremo i prodotti di origine animale, specie se ottenuti da animali nutriti da vegetali coltivati industrialmente o importati, con in testa la carne bovina;

Seguono i pesci con valori medio-alti; Elevate sono anche le emissioni dei vegetali “non di stagione” coltivati in serra o trasportati via aereo; Poi cereali e legumi e ortaggi coltivati industrialmente, con in testa il riso; Molto basse sono le emissioni di cereali, legumi e ortaggi provenienti da coltivazioni biologiche a livello locale.

 

OCCORRE CAMBIARE.

. Alimentarsi con prodotti di origine animale comporta la necessità di allevare, sfruttare, macellare animali. Anche la produzione industriale di uova e di latticini determina notevole sofferenza negli animali.

. L’uso di prodotti chimici nell’agricoltura industriale, il consumo di acqua e di energia, lo smaltimento delle deiezioni degli animali allevati, gli scarti della macellazione, contribuiscono alla desertificazione ed ai cambiamenti climatici.

. L’alimentazione con prodotti di allevamenti industriali, o di agricoltura industriale, comporta l’assunzione di residui piccole quantità delle varie sostanze artificiali che vengono somministrate agli animali (medicinali) e o alle colture (concimi, fitofarmaci, pesticidi).

. L’alimentazione con prodotti animali genera inevitabilmente ingiustizia, per il semplice fatto che la catena produttiva è molto più lunga e pertanto la sua efficienza è inevitabilmente più bassa. Più alimenti animali si utilizzano e meno abitanti del pianeta riusciranno a sfamarsi!

 

TRE REGOLE RIDURRE LE RICADUTE NEGATIVE SULL’AMBIENTE:

1) PIU’ CIBI LOCALI E DI STAGIONE, perché sono più freschi, gustosi, più

ricchi di vitamine, hanno subito meno conservazione e trasporto, non sono prodotti in serra.

2) PIU’ CIBI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA, perché non hanno richiesto

l’utilizzo di fertilizzanti chimici, di pesticidi e di fitofarmaci, che, oltre ad

avere un elevato costo energetico, rimangono in piccola parte negli

alimenti finali.

3) PIU’ CIBI VEGETALI, perché l’energia ed il nutrimento contenuti nei

vegetali (ortaggi, legumi, frutta, cereali, ecc) è derivata direttamente dal sole, e consumarli direttamente rappresenta la via più diretta ed efficiente per nutrirci.