ASSOCIAZIONE "gruppo di presenza - mons. G. Grassi" di Marino
INFORMARE E PROMUOVERE IL RESIDENTE IN CITTADINO
Finalità dell'Associazione
Perchè Guglielmo Grassi
APPUNTI PER LE SCUOLE
Rifiuti Solidi Urbani
Riduzione rifiuti
Digestione anaerobica
regolamento rifiuti solidi urbani
il gas Radon
Efficienza Energetica
Sostenibilità
Radon 2010 in Power Point
Il Compostaggio in P.P.
Il Clima e gli EE.LL.
Il Clima
dlgs 81/08 Scuola
Azione del Dirigente scolastico
Scuola sicura
Casa sicura
Servizio RSU, attività mensili previste ma non attuate a Marino
Introduzione RSU x incontro con i candidati a sindaco aprile 2014
bio (Etano_Diesel)
Efficienza Energetica
 

Sono riportati i resoconti di alcuni dei convegni svolti sull'argomento:


LA NORMATIVA DI SETTORE ED IL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE IMPONGONO LA COSTRUZIONE DI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO PER IL  RISCALDAMENTO E PER L’ILLUMINAZIONE”

 

 

 

Città di Marino – Palazzo Colonna - 12 marzo 2009

 

 

 

 La manifestazione, patrocinata da:  Giunta Regionale del Lazio e Provincia di Roma, si avvale della  collaborazione del  COLLEGIO PROVINCIALE DEI GEOMETRI DI ROMA

 

I Cittadini sono invitati giovedì 12 marzo - ore 16:30 -  nell’Aula consiliare di Palazzo Colonna - Piazza della Repubblica 1, Marino -  per conoscere le modalità da seguire nella costruzione, nella ristrutturazione e nell’acquisto di edifici, che consentono di ridurre la spesa delle bollette per l’elettricità ed il gas.                                                           

Ordine del lavori:

Registrazione degli intervenuti

Saluto del Sindaco della Città di Marino       

 

Relatori e relazioni:

Pierluigi Gardi,   Direzione “Piani e Programmi di edilizia residenziale” della Regione Lazio La L.R. 6/08 “Disposizioni in materia di architettura sostenibile e bioarchitettura”  Sviluppi della normativa e procedure attuative -

Sabrina Lorenzetti, della Immobiliare Lorenz srl. 

- Alcuni esempi di Edilizia energeticamente qualificata -                               

Maurizio Pellini, del Collegio provinciale dei geometri di Roma.

- Aggiornamento e qualificazione professionale dei geometri -

Carlo Parodi, del Centro studi nazionale dell’A.N.A.C.I..                       

- La responsabilità dell’Amministratore di condominio e la normativa energetica - Enrico Petrilli, della B.C.C.  San Barnaba di Marino.        

- I prodotti bancari per la promozione dell’efficienza energetica -

Mario Moro, Assessore all’Urbanistica della Città Di Marino 

- Adeguamento della struttura per l’attuazione della normativa di settore -                                                     

 

Lavori coordinati dal portavoce del gruppo: Corrado Colizza       

 

 

Presentazione.

Buona sera e grazie per aver accettato di partecipare ai lavori di questa IV edizione del Convegno sull’efficienza Energetica in Edilizia.

L’edizione odierna punta sulla concretezza. Una concretezza che viene  espressa  dall’esperienza di una impresa di costruzione che opera nel rispetto della normativa energetica; dalla nuova normativa regionale, riguardante l’edilizia ecosostenibile e la bioarchitettura; dalle iniziative di aggiornamento promosse dal Collegio dei geometri di Roma per i suoi iscritti; dal ruolo che l’amministratore di condominio è chiamato a svolgere; dai possibili prodotti bancari a sostegno e promozione degli interventi sull’efficienza energetica e di utilizzo dell’energie rinnovabili; ed infine dallo sforzo di adeguamento culturale ed operativo che l’ente locale è chiamato a compiere per assicurare un minor impatto sull’ambiente e la qualificazione energetica del mercato immobiliare.

Si vuole inoltre sottolineare la necessità di attuare finalmente quanto previsto dalla normativa di settore, sospinta dalle direttive europee, invertendo quel  comportamento che ha reso vane le precedenti leggi nazionali del 76 e del 91.

         il portavoce del “gruppo di presenza – mons. G.Grassi”

                                                        corrado colizza

 

INIZIO DEI LAVORI

il moderatore/portavoce  -  Considerato che il Sindaco sta partecipando ai lavori del Consiglio provinciale, diamo inizio con le  relazioni che danno contenuto all’incontro odierno;  premettiamo che in qualsiasi momento è possibile prenotarsi per rivolgere quesiti o domande di chiarimento.

La parola al rappresentante della Regione Lazio

 

 

Pier Luigi Gardi  -  Direzione “Piani e Programmi di edilizia  residenziale” della Regione Lazio.

La Regione Lazio, al pari di altre Regioni d’Italia, ha deposto il “primo mattone” per la costruzione dell’edificio “sostenibile”, efficiente dal punto di vista energetico, più “sano” e “naturale”, con ambienti qualitativamente più elevati, da realizzare con un impiego minore di risorse, sia materiali che energetiche, nel rispetto del protocollo di Kyoto, con una riduzione di emissioni di CO2  da parte degli edifici, nonché dei relativi costi energetici.

 

La legge regionale n. 6/2008 della Regione Lazio costituisce un punto di partenza perché in essa sono delineati i “macroelementi” cui fare riferimento per la progettazione e la costruzione di edifici ed ambienti sostenibili. La sua applicazione, tuttavia, necessita ancora di successivi importanti adempimenti che devono essere svolti dalla Regione, dai Comuni e dalle Province.

Un orientamento verso “la sostenibilità ambientale” era già stato dato con la legge n. 14 del 2004, che dettava norme per il risparmio idrico e per l’utilizzo dell’energia solare per la produzione dell’acqua calda sanitaria, sottoponendo, comunque, l’applicazione dei contenuti della legge all’adeguamento dei Regolamenti Edilizi Comunali.

La legge n. 6/2008, invece, pone degli obblighi a prescindere dall’adeguamento dei regolamenti edilizi, senza, per così dire, incoraggiamenti di tipo economico per il sostegno di iniziative pubbliche e private.

Nel periodo trascorso dall’emanazione della legge, presso gli uffici regionali sono pervenute diverse richieste di “ritoccare” alcune disposizioni, invocando, per esempio, la difficoltà per  installare i pannelli fotovoltaici sulle coperture, o per realizzare gli impianti trattamento delle acque grigie.

Inoltre, è stato segnalato che alcune disposizioni, come quelle sugli spessori dell’involucro edilizio , contraddicono con le stesse disposizioni del D.lgs. 115/2008 (distanze dai confini, dalle strade).

 

Gli Uffici competenti esamineranno tali aspetti e molto probabilmente verranno effettate delle modifiche alla legge.

Nel frattempo, la Regione deve svolgere diversi compiti, che possono riassumersi come segue.

·        Individuazione di criteri e modalità di salvaguardia delle risorse idriche e del loro uso razionale, indicando specifiche procedure da rispettare negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia ed urbanistica;

·        Redazione del Protocollo regionale sulla bioedilizia, con le relative linee guida di utilizzo (il Protocollo è lo strumento necessario per verificare e certificare la sostenibilità degli interventi edilizi);

·        Redazione del regolamento per stabilire le procedure e le modalità per la richiesta ed il rilascio della certificazione di sostenibilità degli edifici, per l’effettuazione dei controlli, anche a campione, sugli interventi edilizi in fase di realizzazione e realizzati; il regolamento, inoltre, deve definire il sistema di accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione di sostenibilità degli edifici, individuando i relativi requisiti professionali, in coerenza, relativamente alla certificazione energetica, con quanto stabilito

   dall’art. 4 del D.lgs. 192/2005. Infine, deve fissare i criteri e   le modalità per la concessione e l’erogazione dei  contributi.

·        Redazione di un Capitolato di tipo prestazionale per la realizzazione di interventi di bioedilizia, che comprenda l’utilizzo di materiali da costruzione con particolari requisiti di bioedilizia (utilizzo di materiali  da costruzione, componenti per l’edilizia, impianti, elementi di finitura, arredi fissi e tecnologie costruttive selezionati tra quelli

·        ecocompatibili, riciclati, ed altri previsti dalla normativa vigente);

·        Istituzione nell’ambito del tariffario regionale dei prezzi per la realizzazione di opere, di una apposita sezione  dedicata alla bioedilizia;

·        Concessione di contributi economici specifici per la realizzazione di interventi conformi al protocollo regionale, nella misura massima del 50 % e del 20% del costo complessivo dell’intervento, rispettivamente per soggetti pubblici e per soggetti privati;

·        Definizione delle modalità di controllo, anche a campione, sulla sussistenza dei requisiti professionali dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione di sostenibilità degli edifici, nonché sull’attività certificatoria;

·        Concessione di finanziamenti specifici a favore degli interventi di edilizia residenziale pubblica da realizzare in conformità al protocollo regionale, nella misura di una quota non inferiore al 60% delle risorse finanziarie disponibili, in relazione al punteggio attribuito dall’applicazione del Protocollo;

·        Promuovere azione di diffusione e conoscenza dei principi della sostenibilità energetico ambientale nell’edilizia, anche attraverso la realizzazione sul proprio sito Internet di uno sportello informativo sull’architettura sostenibile e sulla bioedilizia.

 

Da quanto detto, si capisce che molto importante è la formazione delle nuove figure professionali che dovranno essere in grado di applicare il Protocollo e di rilasciare i certificati della sostenibilità ambientale” di un edificio.

Verso questa Direzione si dovranno muovere insieme gli Enti pubblici, in particolare la Regione ed i Comuni, oltre agli Ordini professionali che dovranno offrire il loro contributo per la diffusione dei criteri della lege n. 6/2008.

 

il moderatore  -  Una considerazione credo vada fatta e cioè i concetti della bioarchitettura per il Lazio sono completamente nuovi; sappiamo che altre regioni hanno dato attuazione ai criteri in essa contenuti; tra l’altro esiste sull’argomento il protocollo ITACA, definito da tecnici di varie regioni e l’incontro di oggi non consente di effettuare gli approfondimenti su quanto accennato dall’ing. Gardi.

Buona cosa sarebbe se da oggi si iniziasse -  come definito da legge e dal buon senso - a costruire incrementando l’isolamento dell’involucro ed utilizzare le fonti rinnovabili presenti sul nostro territorio (quali sicuramente l’energia solare, con accanto le applicazioni della microeolica e della geotermica).

Seguitare a costruire e/o ristrutturare, limitandosi ad inserire soltanto i 3 o 5 centimetri di isolante, significa condannare chi compra l’appartamento a pagare per tutta la vita una bolletta energetica più alta. Perché?

 

 

Ing. Sabrina Lorenzetti  -  Impresa immobiliare Lorenz srl. di Genzano -

Nel costruire gli edifici la nostra impresa cura molto il problema ambientale. Un problema  che ha trovato risalto nella pubblicazione del D.Lvo 192; nella ratifica del protocollo di kjoto e sopra tutto dalla considerazione che mentre la domanda di energia è in continua crescita in Italia, ma sopra tutto in Cina ed in India, la disponibilità dei combustibili fossili si ridurrà nei prossimi decenni.

Ad oggi solo Spagna e Germania saranno in condizione di rispettare gi obiettivi per loro fissata da kjoto, in quanto hanno modificato il mix per la produzione di energia elettrica puntando sul fotovoltaico e sull’eolico.

In Italia la promozione del fotovoltaico è assicurata dal “Conto Energia”. Infatti con esso viene pagata con tariffa incentivante, mediamente pari a 0,40€/kwh, la produzione elettrica consumata direttamente oppure consegnata alla rete.

 

Un esempio pratico sui vantaggi del Conto energia: un impianto fotovoltaico da 3 kw – costo 21.000€ più iva – produce a nord 3.600 kwh/anno consentendo il rientro di quanto speso in 10 anni, mentre a sud essendo la produzione di 4.500 kwh/anno il rientro avviene in 7 anni.

Ciò significa che la produzione che si ottiene nei restanti 13 anni costituisce il guadagno netto che l’investimento consente).

 

In Italia, nel prossimo futuro, possiamo orientarci verso la realizzazione di edifici energeticamente autosufficienti, oltre che adeguare il patrimonio immobiliare esistente. In tale direzione va la riduzione del 55% dei costi sostenuti dall’IRPEF, da spalmare prima in 3 anni, poi in 10 anni, infine in 5 anni.

Altro caposaldo l’introduzione della certificazione energetica degli edifici che costituisce elemento fondamentale per la maggior parte delle richieste di riduzione.

Con il decreto ministeriale 19.02.07 sono state fissate le condizioni che rendono possibili le detrazioni, comma 344 – riduzione di ulteriore 20% dei consumi energetici nella climatizzazione invernale -; comma 345 – interventi su pareti e finestre -; comma 346 – installazione dei pannelli solari -; comma 347 – sostituzione caldaie ad alto rendimento.

 

Da calcoli Enel risulta che l’attivazione di queste misure su larga scala e la costruzione di edifici autosufficienti determineranno una riduzione nella dispersione del calore tra il 30 ed il 40% ed il conseguente risparmio nel consumo di petrolio tra 50 /100.000 tep/anno (ove 1tep = 7 barili di petrolio; 1 barile = 159 litri). L’indotto conseguente tale processo riguarda: maggiore occupazione per gli installatori, per i tecnici e certificatori; minore spesa e minor inquinamento.

 

Passiamo ora alla redazione dell’attestato di qualificazione e di certificazione energetica in un caso di ristrutturazione di un piccolo appartamento di 70 mq a Rocca di Papa. Si è proceduto alla sostituzione della copertura e della muratura  inserendo pannelli di materiale altamente isolante, oltre che alla sostituzione dei vecchi infissi con analoghi ma certificati. Risultato ottenuto: dimezzamento dei vecchi consumi come risulta dalla differenza tra i dati degli attestati redatti ante e post opera. In particolare il fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento invernale si è ridotto di 4.000 kwh/anno, un valore di certo superiore a quanto previsto dalla legge per ottenere la detrazione del 55% sull’Irpef. E’ questo il valore che si inserisce nell’allegato E, che a sua volta va inviato all’Agenzia delle Entrate.

Una seconda esperienza, e con essa concludo l’intervento, riguarda la progettazione e costruzione di un piccolo edificio in classe A, con il quale abbiamo presentato sia la richiesta per gli sgravi fiscali, sia la sua riproduzione sul territorio.

 

Si apre un primo momento di dialogo nel quale viene ricordato:

- il progetto di Casa Klima nella provincia autonoma di Bolzano, teso proprio a ridurre la quantità delle emissioni di CO2 dovute al comparto edile pari ai 2/3 del totale. L’utilizzo del cappotto termico, del fotovoltaico, delle pompe di calore elettriche e/o geotermiche ci consentirebbe di utilizzare meno gli impianti facendoci velocemente rientrare di quel 10% in più di spesa iniziale;

- la durata dell’impianto fotovoltaico e delle sue parti più delicate, come per l’inverter e la possibilità di riproporre lo strumento del Conto energia;

- le diverse rese del silicio utilizzato (amorfo, policristallino e monocristallino) e gli sviluppi tecnologici in maturazione quali il sistema a concentrazione, nel caso di spazi ridotti, ed il fotovoltaico con altri elementi minerali ed organici.

 

 

Dr. Carlo Parodi  -  direttore dell’ufficio studi dell’A.N.A.C.I..

Credo utile iniziare a parlare di efficienza, riqualificazione, ottimizzazione energetica al posto del risparmio energetico, in quanto quest’ultimo comunque viene collegato a nuove privazioni, ottenendo un risultato opposto a quello sperato.

 

Nella vita condominiale, la norma che definisce il periodo per l’accensione dell’impianto di riscaldamento dal primo novembre al 15 aprile, viene considerata come obbligatoria anche se le condizioni climatiche, di fatto, non lo rendono necessario. La legge n. 10/91 ha purtroppo consentito, motivandolo come risparmio energetico, la possibilità di staccarsi dall’impianto centralizzato del condominio per dotarsi di una caldaietta autonoma.

E’ chiaro che poiché la sommatoria delle potenze degli impianti autonomi supera la potenza della caldaia condominiale, si ottiene il risultato opposto al risparmio che consiste in un maggior consumo di combustibile ed una conseguente maggior inquinamento dell’aria.

Il D.Lvo 311/06 ha ripristinato la verità impedendo il distacco dal centralizzato, a meno che non si dimostri, tramite diagnosi energetica e relativa certificazione, l’utilità del distacco stesso.  L’esperienza finora maturata mi spinge ad affermare che se non si procede ad informare con continuità ed a convincere i singoli cittadini/condomini, sui vantaggi che si possono e si debbono conseguire rispettando la normativa di settore, si ripeterà quanto già accaduto dopo il 1991.

Un chiarimento costante riguarderà: la stratificazione di norme nazionali e regionali; le agevolazioni che a vari livelli vengono promosse; i vari finanziamenti e la loro compatibilità, per evitare che chi beneficerà di ciò siano solo coloro che conoscono la normativa.

Gli enti dovrebbero, prima di proporre contributi per le varie realizzazioni, informare, informare, informare il cittadino in tutti i modi possibili, ivi compresi tutti quei condomini che a turno esplicano le funzioni di amministratore nel proprio condominio. Dovete immaginare che in Italia si contano 320.000 amministratori (di cui 220.000 amministrano un solo stabile) mentre in Germania sono complessivamente 14.000.

 

E questa è la provocazione che mi sento di esporre al termine di queste brevi considerazioni, perché anche se l’Amministratore fosse ben preparato troverà la massima difficoltà nel convincere i singoli condomini e l’assemblea sui benefici connessi all’attuazione della normativa energetica; per cui la conseguenza finale sarà ancora una volta la mancata applicazione della normativa di settore.

Occorre informare continuamente e con tutti i sistemi, per evitare sprechi energetici quali l’illuminazione notturna dei palazzi pubblici, o l’accensione dei condizionatori con le finestre aperte, o l’illuminazione puntuale notturna che risulta accesa anche per dimenticanza durante il giorno.

Non si comprende inoltre perché l’obbligo di allegare la certificazione energetica nelle operazioni di compra-vendita  sia stato cancellato; forse per non far sapere che un appartamento di classe F o G, poiché  consuma troppa energia rispetto ad uno di classe A dovrebbe costare meno?

A Bolzano gli appartamenti nei fabbricati di categoria A vengono venduti mediamente ad un 30% in più di quelli di classe F.  Grazie per l’attenzione.

 

il moderatore  -  Nello stesso tenore si ricorda che la casa ecologica presentata dalla Regione Lazio ha un consumo energetico pari ad ¼ di quanto consuma una normale abitazione laziale, per cui necessita che la parte pubblica, oltre che dimostrare la possibilità migliorare la qualità energetica dei fabbricati, abbia la volontà di imporre le nuove tecnologie.

In Svizzera, per esempio,  una volta completato l’involucro di un fabbricato, il montaggio dell’impianto di climatizzazione è subordinato alla verifica del rispetto dei valori della dispersione termica fissati.

Nei cicli di conversazioni su tematiche ambientali, che svolgiamo come associazione di volontariato nelle scuole - per dare ai ragazzi una misura pratica dello spreco quotidiano di calore - chiediamo perché mai i termosifoni dell’aula sono costretti a dare calore per sei ore pur restando la temperatura costante; la risposta è semplice in quanto tutto il calore dopo l’innalzamento della temperatura a 20 – 21° viene disperso nell’ambiente.

A proposito delle informazioni e coinvolgimento della Comunità cittadina, mi auguro che la nostra Amministrazione, sulla base dello studio in suo possesso e relativo al Piano Energetico Comunale, possa anche utilizzare le azioni proposte per raggiungere gli obiettivi del Piano stesso.

 

 

 

Geom. Maurizio Pellini  -  Segretario del Collegio provinciale

                                          dei Geometri di Roma.

Nel portare i saluti del Presidente e del consiglio del Collegio di Roma, ringrazia per l’invito in quanto esso offre la possibilità di informare sulle iniziative che il Collegio ha in atto per aggiornare i propri iscritti anche in tema di normativa energetica.
Per far fronte alla produzione legislativa ed alla conseguente domanda dei cittadini, la categoria dei Geometri ha inteso imporre uno strumento quale quello della “Formazione continua obbligatoria”, previsto nel codice deontologico professionale, a garanzia del cittadino [occorre ricordare che
tutti gli ordini professionali nascono non a difesa dei professionisti ma a tutela degli interessi del cittadino che con essi intendono stabilire un rapporto].

La formazione continua trae origine dalla decisione del Consiglio europeo di ottenere una economia basata sulla competitività entro il 2010, puntando sulla conoscenza scientifica necessaria per assicurare un corretto esercizio
dell’attività professionale a vantaggio della collettività. [viene descritta la modalità operativa di acquisizione dei crediti
formativi, la organizzazione e definizione dei corsi di formazione e informazione a cura dei collegi provinciali e circondariali, gli attestati a seguito dei corsi con i corrispondenti crediti formativi, il numero minimo di crediti formativi che ogni geometra deve conseguire per ogni anno, etc]. In questi giorni il Collegio ha promosso due corsi, uno sulla certificazione energetica, l’altro sugli impianti fotovoltaici.
Emerge dal convegno la difficoltà di dare completa attuazione alla normativa energetica da parte del professionista, legata alle indicazione della committenza che richiede sempre e comunque di spendere il meno possibile, anche contravvenendo agli obblighi della legge.
Risponde sottolineando la difficoltà nell’illustrare gli obblighi normativi sempre più stringenti e i conseguenti maggiori oneri che ne derivano, di fronte all'imbarazzante risposta della committenza che spesso tende a considerare il professionista “dalla parte del Comune” e non come uno specialista che agisce per il beneficio futuro del committente stesso, sia
in termini economici che nei riguardi della qualità della vita.

 

moderatore  - Quanto detto ha trovato piena conferma in  un colloquio avvenuto alcune sere tra una impresa locale, un geometra ed il committente; purtroppo i lavori edili, per la costruzione di una casa o per la sua ristrutturazione,  vengono considerati meno importanti dell’acquisto di una autovettura.

Infatti di una macchina ci si chiede di conoscere il consumo chilometrico, per una casa, che consuma molto di più e per un numero di anni sicuramente superiore alla durata di una autovettura non si cura neanche questo dettaglio.

Credo opportuno, per i futuri lettori,  richiamare i contenuti del decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b) del D.Lvo 192/02 con il quale viene definito il valore massimo ammissibile della prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell'involucro edilizio (Epe,inv).
L'Epe.inv, per le nuove costruzioni e ristrutturazioni di edifici residenziali deve risultare inferiore ai seguenti limiti:

1.   40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B;

2.   30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F.

(tradotto in quantità di gas  metano si ottiene che la superficie che racchiude il volume riscaldato dell’abitazione non deve consumare più di 4 o 3 mc di metano per mq di superficie.

 

 

Enrico Guidi  -  Vice presidente della BBC San Barnaba di Marino  -

Ringrazia gli organizzatori per l’invito e per la possibilità offerta di partecipare, ad un tavolo qualificato che tratta argomenti così interessanti, in rappresentanza si di una piccola banca ma ben radicata nel territorio e che compie 100 anni di attività.

 

Richiama la convenzione quadro - approvata da Lega ambiente e la federazione delle BCC di Lazio, Umbria, Sardegna - finalizzata alla incentivazione, tramite credito agevolato, del risparmio energetico ed all’utilizzo delle energie rinnovabili.

Tra le tipologie previste nella convenzione si enumera: gli studi di fattibilità, la realizzazione di impianti per produzione di energia da fonti rinnovabili, gli interventi nel settore informativo.

La procedura prevede la consegna della richiesta alla BCC locale, che a sua volta la invia a Lega ambiente, per una valutazione di merito. E’ prevista inoltre la costituzione di un fondo di sussidiarietà per intervenire nei casi in cui l’accadimento di eventi mettessero in pericolo la funzionalità dell’impianto.

 

A livello bancario si prevedono come condizioni economiche e cioè l’euribor a 6 mesi ed un spred massimo di 1 punto; dopo un biennio come conto corrente si passa ad un ammortamento che può essere ventennale; viene fissata in 200.000€ la quota massima per l’intervento stesso.

Credo che questa convenzione possa essere vista come un punto di partenza per tendere poi ad una modulazione sulla base delle richieste che perverranno dai cittadini.

 

 

Mario Moro  -  Assessore all’urbanistica della città di Marino  -

Ringrazia gli intervenuti per la presenza e per la pazienza mostrata, i relatori per il livello degli argomenti e l’associazione “gruppo di presenza - mons. G. Grassi” nella persona del suo portavoce: Corrado Colizza.

Nei due anni trascorsi a guida dell’ assessorato pone al riguardo della problematica sull'efficienza energetica in edilizia.

Un buon impatto estetico/architetturale richiede che le progettazioni procedano in modo parallelo e non sequenziale, altrimenti si corre il rischio di avere manufatti ai quali vengono addossati degli impianti solari-termici e fotovoltaici il cui rendimento è probabilmente molto lontano dai valori di riferimento possibili. Questo può rappresentare un forte motivo di detrazione da parte degli operatori riguardo ai vantaggi ambientali ed  economici  ipotizzabili. Ciò detto vuole rappresentare un esempio della possibile varietà di soluzioni adottabili per i nuovi edifici, invitando tutti perciò ad affiancare l'amministrazione comunale nello sforzo di ridurre l'impatto ambientale delle nuove costruzioni, garantendo allo stesso tempo maggior comfort abitativo e consistenti risparmi economici.

Convegni come quello odierno, rappresentano una importante  presa di coscienza ed un invito all' azione. L'amministrazione Palozzi è stata e sempre sarà aperta per la ricerca di valide soluzioni progettuali condivise.

 

il moderatore - Nel rinnovare il ringraziamento ai convenuti ed ai relatori, rendiamo merito alla Amministrazione cittadina per la sensibilità ed il grado di accoglimento che mostra nei confronti delle nostre iniziative  sia convegnistiche verso la cittadinanza, sia di divulgazione nelle Scuole del territorio.

Ci auguriamo, come ricordato dall’assessore Moro, lo sviluppo della collaborazione con tutte le associazioni, anche al fine di un coinvolgimento sempre più pressante nei confronti di tutti i cittadini,

nella consapevolezza che le persone, per migliorare dal punto di vista ambientale il proprio modo di agire, abbisognano di due cose fondamentali espresse in modo chiaro:

-   una decisa  espressione politica degli obiettivi da raggiungere;

-   un continuo rapporto con i cittadini, tendente al convincimento prima ed alla piena partecipazione, come soggetto attivo, nel loro raggiungimento.

Noi siamo pronti, nel rispetto delle finalità della nostra associazione, a mantenere il pieno contributo nella fase della divulgazione e del supporto tecnico.  Ed è in questa ottica che abbiamo intrapreso il percorso di lasciare testimonianza scritta di quanto espresso dai relatori nei Convegni che trattano i principali argomenti che affrontiamo.

 

Il resoconto cartaceo di questa quarta edizione prende il nome di “APPUNTI SULL’AMBIENTE N. 3” e segue i precedenti:

-  N. 1  “Il compostaggio domestico del rifiuto organico”

-  N. 2   “Il gas Radon nei castelli romani, conoscere per prevenire ed operare”


Arrivederci al febbraio 2010.

 




  
A cura del “gruppo di presenza – mons. G. Grassi” di Marino                                        V Convegno sulla Efficienza Energetica in Edilizia   

“Ecocompatibilità e bioarchitettura – Ricadute sugli Enti locali e sulla filiera delle costruzioni”

 Città di Marino – Palazzo Colonna - 28 febbraio 2010

 

 La manifestazione, patrocinata da:       Provincia di Roma          

                                                       Giunta regionale del Lazio

                                                       Consiglio regionale del Lazio

                                                       Città di Marino

 si avvale della collaborazione della: Associazione Marino Aperta onlus”

  

         Apertura dei lavori e saluto del Sindaco

         Relazioni

Gardi ing. Pier Luigi    Direzione “Piani e Programmi di edilizia residenziale”  della Regione Lazio

 Mario Moro                        Assessore all’Urbanistica della Città Di Marino 

 Vanin arch. Gianluca Associazione Costruttori Edili di Roma e Provincia                                     

Rizzica arch. Elena             Unione Romana Ingegneri Architetti 

         Lavori coordinati dal portavoce del gruppo: Corrado Colizza     

 

Sono intervenuti: Franco Bartoloni – vicepresidente del consiglio e l'arch. Emanuela Lauri – Piano del colore 

 

*** Le relazioni riportate derivano dalla trascrizione, a volte di sintesi, di quanto è stato registrato.

 

Corrado Colizza  -  Portavoce del “gruppo” e  moderatore dei lavori

Diamo inizio a questa quinta edizione ringraziando l’Amministrazione di Marino che ci ospita, i cortesi relatori e sopra tutto voi, signore e signori, che costituite un così attento gruppo di partecipanti.

L’argomento specifico di oggi è rappresentato dagli sviluppi e dalla evoluzione della normativa regionale, dalle ricadute che la stessa determina sulla filiera delle costruzioni e sopra tutto sugli uffici tecnici comunali.

Una comunicazione di servizio riguarda la impossibilità di partecipare all’incontro da parte dell’architetto Gianluca Vanin,  consulente tecnico dell’Associazione romana costruttori edili di Roma e Provincia (ACER).

Data la rilevanza del tema, l’evento è stato partecipato alle amministrazioni comunali dei castelli romani, alla stampa locale e ad alcune imprese e professionisti che operano nel nostro territorio.

Come per l’anno scorso, l’argomento fruisce del libero patrocinio della Presidenza della Giunta regionale, della Presidenza del Consiglio regionale, della Presidenza della Provincia di Roma e di quella costante della nostra Amministrazione comunale, inoltre abbiamo goduto della collaborazione dell’associazione Marino Aperta onlus.

Primo relatore l’ing. Pierluigi Gardi – della Direzione “Piani e Programmi di edilizia residenziale” della Regione Lazio;  a seguire il sig. Mario Moro, assessore all’urbanistica della Città di Marino;  l’arch. Elena Rizzica – in rappresentanza della Unione Romana Ingegneri ed Architetti di Roma (U.R.I.A.).

Il dibattito susseguente è libero.

 

 

Gardi ing. Pier Luigi        Direzione “Piani e Programmi di edilizia della Regione Lazio 

Credo opportuno richiamare l’iter che si è seguito per dare esecuzione a quanto previsto dalla nostra legge n. 6/08. Il primo passo ha riguardato - marzo 2009 - l’approvazione del protocollo sintetico ITACA (documento condiviso da tutte le Regioni italiane) per poi attendere nel giugno 2009 la pubblicazione delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica.

L’attesa si è resa necessaria in quanto la certificazione della sostenibilità ambientale, prevista dalla nostra normativa, comprende la certificazione energetica stessa (diversamente la regione Emilia Romagna, seguita poi da altre,  ha legiferato in proprio in tema di certificazione energetica adottando una sua procedura. La pubblicazione delle linee guida danno la possibilità di far adottare complessivamente una normativa analoga in tutta la nazione).

Nell’agosto del 2009  è stata approvata la dgr n. 634 con la quale si è provveduto a delineare i criteri che costituiranno il protocollo regionale; un protocollo composto da aree di valutazione e da macroelementi oggettivi con i quali pesare se l’edificio in esame sia  o meno ecosostenibile e successivamente se possa fruire dei benefici ed infine se possa essere definito come edificio a consumo zero.

 

Interviene l’assessore Moro per chiedere l’esistenza o meno di elementi promozionali per le imprese di costruzione, tali da costituire incentivi senza elevare troppo il costo di costruzione, in quanto ciò metterebbe  in discussione parte del suo utile. E’ chiaro che se così fosse si potrebbe attivare un tavolo di confronto con le imprese e con i professionisti, in modo da delineare una condivisa linea operativa sul territorio. Analogo il risultato che si potrebbe ottenere con mutui a tasso agevolato che possano ridurre la spesa della costruzione stessa.

 

L’ing. Gardi riprende accennando ad iniziative assunte in qualche regione del Nord; al momento l’iniziativa della Regione Lazio con il sistema bancario è necessariamente ferma; per quanto riguarda, poi, le possibili agevolazioni previste dalla normativa in argomento ricorda il possibile abbattimento degli oneri di costruzione e di urbanizzazione secondaria, l’incentivazione volumetrica - ad iniziativa comunale -  ed ai  previsti contributi che però vengono assegnati in base ad una priorità che vede le ATER,  le Cooperative, le Imprese e quel che resta ai privati.

Un problema che resta aperto è rivestito dal  “Certificatore ambientale”; una figura nuova nel panorama regionale, della quale occorre definire il profilo, le competenze che lo debbono caratterizzare e sopra tutto quali le conoscenze di cui deve essere portatore; ed inoltre chi è chiamato a formare i futuri certificatori e chi valida loro?

La Regione con la dgr n. 72 del 5.02.2010  - L.R. n. 6 del 27 maggio 2008. Presa d’atto del documento denominato Schema di Regolamento regionale “Sistema per la Certificazione di sostenibilità ambientale degli interventi di bioedilizia e l’accreditamento dei soggetti certificatori” – elaborato dal Dipartimento CITERA e dall’Istituto ITACA  che diverrà operativa in questa legislatura; con essa definisce la procedura per la certificazione di sostenibilità degli edifici e l’accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione.

Con successivo atto deliberativo si procederà alla adozione del protocollo ITACA ridotto rispetto a quello già deliberato, che sarà articolato sia per il residenziale che per il resto.

La semplificazione adottata rende più snello il protocollo regionale in quanto mantiene le 5 aree di valutazione (qualità del sito; consumo di risorse; carichi ambientali; qualità ambientale indoor; qualità del servizio), ma riduce a 10 le categorie, rispetto alle 18, ed a 15 i criteri rispetto ai 49 iniziali.

Il Regolamento disegna tre aree organizzative e cioè la struttura  regionale; la formazione degli organismi formatori; la formazione dei certificatori.

 

L’assessore Moro di fronte a tale oggettiva complessità esprime la preoccupazione per l’azione degli uffici tecnici che al momento ed in futuro – in assenza di particolari iniziative – sono chiamati a svolgere nell’azione di ricezione delle richieste dei permessi a costruire e nei controlli di competenza.

 

Riprende l’ing. Gardi assicurando che il protocollo prevede tutta una serie di interventi che vanno nella direzione richiesta dall’assessore. Infatti è previsto che con l’apporto dell’Istituto CITERA della Sapienza, si terranno una serie di seminari di formazione i tecnici comunali, ad iniziare dai comuni quei caratterizzati da alta tensione abitativa.

Probabilmente si potrebbe iniziare da subito per mettere in condizione i tecnici comunali di essere in grado di valutare sia gli atti dei professionisti,  sia la loro attuazione in cantiere che la certificazione. Occorre ricordare la delicatezza che i controlli rivestono in riferimento alle agevolazioni sui mutui, agli incentivi  legati all’abbattimento degli oneri  di urbanizzazione a cui  la certificazione consente  di adire.

 

Per la formazione dei certificatori sono stati  stabiliti corsi di 160 le ore  -  divise in quattro moduli - 80 per l’energia; 20 per gli aspetti regionali dell’energia; 40 per l’ambiente e 20 per gli aspetti regionali dell’ambiente.

A seconda del titolo di studio posseduto cambia il numero di moduli da frequentare; è prevista la valutazione finale che consente l’iscrizione in Regione.

I corsi sono presso Organismi formativi, sono tenuti da docenti universitari o da esperti nelle singole materie, che dovranno attestare le loro conoscenze tramite il deposito di curricola; l’ambiente deve essere dotato di un sistema interattivo.

La validazione o meglio l’accreditamento dell’organismo è fatta presso la Regione Lazio da una unità operativa.

E’ previsto che l’ordine professionale possa certificare il livello di formazione che un professionista ha raggiunto nella sua carriera;  tale certificazione esenta il professionista dalla partecipazione al corso di formazione.

La certificazione del fabbricato, almeno quella energetica, deve esistere nelle contrattazioni di vendita a partire dal luglio 2010.

Inoltre con la normativa completamente in vigore si prevede che all’atto della richiesta di permesso a costruire o di comunicazione per l’inizio dei lavori, il richiedente presenti, oltre al carteggio, il nominativo del certificatore che a tal punto è chiamato ad esaminare il progetto ed a rilasciare, nel caso, l’attestato di conformità del progetto.

Tutto ciò per avere la possibilità di adire agli incentivi ed ai contributi previsti.

A livello quantitativo la certificazione richiede una valutazione del progetto che raggiunga un punteggio comunque > di 0, in quanto 0 corrisponde al semplice rispetto della normativa; per avere gli abbattimenti sulla urbanizzazione secondaria e costo di costruzione occorre un punteggio > di 0,5 per edifici esistenti è > di 1; per maggiori volumetrie e riduzioni insieme, occorre un punteggio > di 2 per le ristrutturazioni e di 2,5 per il nuovo.

Questa l’organizzazione prevista nel Regolamento, una organizzazione che però attende di essere istituita e funzionante  per rendere operativa la norma.

Mi spiace per l’assenza dell’arch. Vanin in quanto sicuramente avrebbe consentito un approfondimento tecnico maggiore, stando così le cose può essere sufficiente esperto dell’ACER, avrebbe consentito un approfondimento tecnico; stando così le cose  è preferibile rinviare ad altra occasione, mantenendoci all’attuale livello di sintesi.

                                                Vi ringrazio per l’attenzione.

 

Franco Bartoloni, vice presidente del consiglio comunale, chiede di conoscere se i certificatori potranno essere liberi professionisti o solo dipendenti da enti pubblici  come Regione e/o comune?

 

Sicuramente non possono essere i dipendenti comunali e regionali. Lo possono diventare invece quei dipendenti pubblici che prestano servizio in enti che si occupano della materia, tipo Enea o CNR,  poi i dipendenti delle società di ingegneria, oltre che i liberi professionisti.

Comunque è rilevante il fatto che il certificatore non può essere coinvolto nella progettazione e va tenuto presente che la certificazione ambientale contiene anche quella energetica.

Si fa ulteriormente presente ad oggi esistono organismi formativi che preparano i certificatori energetici.

..L’ing. Gardi chiarisce che a tale scopo la Regione prevede a favore di un solo tecnico comunale, almeno per i comuni ad alta intensità abitativa, la formazione specifica presso la facoltà di architettura. Inoltre per consentire una rapida diffusione della problematica si potrebbe ricorrere ad attuare una serie di incontri itineranti, specie nei comuni minori.

 

Moderatore - Grazie  per l’esauriente  quadro prospettato, che a mio parere avrà solleticato l’interesse e la curiosità dei presenti nel dare, quanto meno,  una scorsa alle linee guida nazionali, in attesa che la prossima legislatura veda  la funzionalità dell’organismo formatore e quindi del certificatore  ambientale.

Inoltre  per introdurre al meglio l’intervento dell’assessore all’urbanistica, è opportuno richiamare  l’attenzione sull’attuale difficoltà dell’ente locale nel valutare energeticamente la documentazione ed il progetto connesso alla domanda per costruire.

 

Mario Moro  -  Assessore all’Urbanistica della città di Marino

Il problema, come già accennato, è racchiuso nella inadeguatezza dell’attuale composizione dell’ufficio tecnico (1 dirigente, 2 tecnici ed 1 funzionario) per cui si attende che l’iniziativa regionale metta in condizione il Comune di poter leggere e valutare il carteggio che ad oggi viene presentato per la normativa energetica.

 ………l’ing. Gardi informa che l’azione Regionale prevede sia la predisposizione di un software applicativo del protocollo da mettere a disposizione dei Comuni, sia l’apertura di uno sportello telematico per favorire la corretta attuazione del protocollo stesso. Purtroppo l’anticipazione della consultazione elettorale ha di fatto bloccato l’iter attuativo della legge.

 

L’assessore porta a conoscenza che nell’avvio del Piano di zona 167 in località Costa Caselle alcune progettazioni risentono della normativa energetico nazionale, inserendo accorgimenti per il risparmio energetico - tipo tetto in legno.

Da parte dell’ufficio si sta al momento imponendo l’installazione dell’impianto fotovoltaico; alcune imprese attestano anche il recupero delle acque piovane. Certo il processo è: lento; frenato dall’interesse dell’impresa di guadagnare il massimo e da parte del committente che cerca di spendere meno e che il tutto sarà valutato a consuntivo;  sconosciuto per le poche occasioni di informazione e di confronto che si riescono ad attivare.

 

…..riprende la parola l’ing.  Gardi per sottolineare quanto riportato dall’assessore circa la opportunità, anche dal punto di vista promozionale, di certificare tutti gli immobili comunali; in effetti la Regione per legge è obbligata a procedere in questa direzione.

 

L’assessore, da notizie assunte presso l’assessorato all’ambiente,  informa che è in atto un processo del genere seppur riferito agli edifici scolastici del territorio, ove si prevede anche l’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico.

Certamente l’azione promozionale da parte dell’Amministrazione deve essere sempre più chiara e divulgata proprio per dare credibilità alle richieste che leggi ed i regolamenti comunali impongono a tutti i cittadini (si fa riferimento alla eliminazione od al mascheramento dei condizionatori per il raffrescamento dei locali, che di fatto deturpano le pareti delle vecchie costruzioni, e che sono presenti sia nelle scuole che nella sede amministrativa). Grazie.

 

Moderatore - Prima di invitare l’arch. Rizzica ad iniziare la relazione, credo opportuno che venga richiesto alla Regione, tramite la cortesia dell’ing. Gardi, di rendere l’ufficio tecnico comunale perfettamente operativo tramite la fruizioni di corsi ad hoc.

 

arch. Elena  Pizzica   Unione Romana Ingegneri e Architetti

Sicuramente la legge regionale n. 6 del 2008 lascia un pochino più di margini al progettista per trovare sistemi concretizzare il risparmio energetico.

Intendo dire con questo che essendo particolarmente attuale il tema del risparmio energetico forse in qualche misura lo si è banalizzato, ovvero nel pensiero comune il risparmio energetico può coincidere con una enorme spianata di pannelli fotovoltaici; il pannello sicuramente ci aiuta per il risparmio energetico ma non è solo quello.

Ci sono tanti sistemi attivi e passivi, che si possono applicare e che fanno si che un edificio possa giungere ad una autosufficienza energetica. Chiaramente questo fa parte della cultura del progetto e quindi in questo senso la formazione è importantissima, per cui non comprendo quando sento dire che un dottore forestale sia chiamato a certificare un edificio qualche perplessità mi viene.

 

Il dottore forestale è fondamentale nel momento in cui si va a redigere una relazione paesaggistica, ma certo non lo vedo al calcolo di un ponte termico; certo è un argomento che si può approfondire, tutto si può imparare a fare, ma credo che ognuno dovrebbe fare il suo mestiere. Aprire a tutti i costi, a tutte le competenze tutte le materie comporta di fatto il non fare nulla, e quindi forse se lo riuscissimo ad evitare sarebbe meglio.

C’è da dire che il professionista si trova tra più fuochi, da una parte quello che è progettato viene firmato, accollandosi tutte le responsabilità civili e penali; quindi non si tratta di fare una certificazione per un edificio ed assicurare che tutto “funziona” prendendo in giro l’Amministrazione.

Questo però è quanto, spesso, il committente ci chiede, ovvero in ragione di un risparmio su quella che è la realizzazione dell’edificio stesso siamo sollecitati a trovare la maniera per scriverlo, tanto chi viene a controllare.

Ora da una parte la norma dall’altra il costo che comunque il costruttore è chiamato ad affrontare, magari per eccedere nello spessore di una parete.

Quindi si vede la difficoltà di gestire dei rapporti professionista-committente in un periodo nel quale escono le leggi ma nessuno si occupa di creare un clima culturale favorevole che faccia rendere conto, per esempio che spendere qualcosa in fase di costruzione comporta poi un possibile risparmio nei costi della gestione dell’edificio; che esistono vari modi per ottenere il risparmio energetico; che di fatto  il risparmio energetico è sempre esistito, basti pensare alla forma ed alla funzione attribuita ai trulli; che i pavimenti radianti sono sempre esistiti, vedasi i romani.

 

Il vantaggio odierno è quello di avere una strumentazione che ci consente, prima di costruire, di conoscere la trasmittanza di una parete; oppure di conoscere l’andamento dell’ombreggiamento e del soleggiamento.  Questo ci dovrebbe consentire, in fase di progettazione,  di poter iniziare la valutazione con l’edificio in ombra, caso che può essere positivo  per ottenere il risparmio energetico nel periodo estivo; oppure progettare grandi vetrate esposte al sud ci comporterebbe una elevata spesa energetica per ottenere il raffrescamento; si tratta di casi banali, ma di fatto non più considerati nelle progettazioni degli ultimi decenni.

Le componenti sono tante, al progettista è chiesto: il rispetto di tutte le normative emesse dai vari enti competenti; di trattare con una committenza non sempre  particolarmente illuminata, mettendoci quindi con le spalle al muro di fronte al risparmio economico da raggiungere; di fare i conti con le amministrazioni che a volte “hanno le idee un poco confuse” su quello che vogliono.

Quindi credo che la possibilità di chiarire in modo aperto cosa ci si aspetta da un progettista è cosa utile e molto apprezzata.

In tal senso credo altrettanto necessario stabilire relazioni certe tra gli Enti ed i professionisti per acquisire anche quello che costituisce l’esperienza di tutti i giorni nella gestione del progetto.

Questo costituisce il nostro auspicio. Grazie.  

 

Moderatore - Messaggio chiaro,  che pone in risalto le difficoltà nelle quali viene vissuta l’attività professionale, costretta ad operare in un ambiente caratterizzato da interessi diversi e contrastanti.

 In particolare anche  questo rilevante settore, che coinvolge l’economia, l’ambiente ed il vivere sociale, è caratterizzato  da una parte  dall’assenza di un operatore che si assuma l’onere di informare di fare cultura, dall’altra da un  legislatore che sembra operare in una realtà fittizia ed ottimale,  che fa calare le norme trascurando di verificare se gli antefatti e tutte le componenti abbiano attivato quanto di loro competenza, e sopra tutto l’assenza dell’azione di monitoraggio, la sola in grado di intervenire negli adeguamenti che si rendessero necessari per assicurare una crescita qualitativa generalizzata.

Speriamo che ci possa  arrivare esprimendo sempre, e fin d’ora, una comune volontà operativa.

A questo punto credo utile invitare  a prendere la parola  all’arch. Emanuela Lauri, che svolge un delicato e nuovo ruolo a supporto del locale settore  urbanistico, quale è l’ufficio del centro storico.     

 

Arch. Emanuela Lauri  - Progettista e responsabile per l’attuazione del  Piano

                                  Comunale del colore.

Per l’incarico avuto mi sto occupando del Centro storico dal punto di vista estetico. E’ presente una discreta difficoltà nel relazionarsi con i tecnici, che frequentano l’ufficio, per veicolare l’idea e la volontà di riportare le facciate dei fabbricati allo stato iniziale. Anche in tal caso, sicuramente diverso dall’argomento del Convegno, ci accorgiamo che i tecnici comunali nel ricevere le richieste per intervento sui vecchi fabbricati, forse perché oberati dal quotidiano, trascurano quello che costituisce l’aspetto estetico che le singole richieste possono racchiudere.

Esempio pratico - Viene rappresentato l’elaborato da parte di un  professionista, per soddisfare la richiesta del committente, relativo all’apertura di una finestra. Il tecnico comunale ne valutala la fattibilità, trascurando l’impatto estetico che tale apertura può avere sulla facciata, che può essere più o meno antica, facendo di fatto perdere l’originaria caratteristica e le relative informazioni.

Occorre fare conoscenza e fare cultura, trasmettere e reiterare i messaggi che costituiscono novità ma al contempo desideriamo che vengano fatti propri dai tecnici aumentando il loro senso critico. Si è pensato di utilizzare una bacheca negli uffici proprio per indicare quelli che consideriamo edifici storici e farne vedere il possibile restauro. E’ bene dire che almeno a livello di curiosità la risposta comincia ad essere positiva.

Ho parlato della bacheca perché questa, o altra, potrebbe essere dedicata anche ai problemi dell’efficienza energetica in modo da accelerare il processo informativo per accentuare “la curiosità” dei tecnici comunali e dei professionisti che frequentano.

Se poi riuscissimo ad ospitare corsi informativi e formativi per i professionisti che operano sul territorio, è chiaro allora che i risultati si raggiungerebbero in modo più rapido e certo. Grazie.

 

Moderatore - Anche alla luce di quanto appena ascoltato,  mi sembra evidente plaudire all’iniziativa di aprire un ufficio che, oltre ad operare secondo le proprie competenze, sente  la necessità di aprire un canale di comunicazione  con operatori e cittadini per giungere alla condivisione degli obiettivi, tracci quello di restituire le facciate dei fabbricati all’aspetto originario, eliminando tutto quello che le varie “iniziative”  hanno aggiunto in qualche  secolo.

Altro elemento positivo è stato espresso dall’assessore quanto ha chiarito che spetta all’amministrazione intervenire  sulle proprietà pubbliche in applicazione delle norme per acquisire autorevolezza  e credibilità nei confronti dei cittadini, delle imprese e dei professionisti.

Ci auguriamo che questi messaggi si moltiplichino nel tempo.

Tornando agli interventi succedutisi, mi sembra oggettivo constatare che il locale ufficio tecnico, come per quelli degli altri comuni, debba acquisire professionalità, intesa come maggiore qualità ed articolazione, per poter divenire sia  punto fermo nell’applicazione della normativa, sia riferimento costante nella informazione e divulgazione culturale. 

E’notorio che se la committenza richiede una realizzazione che costi il meno possibile, il professionista – che deve vivere – presenta in  Comune un progetto conseguente. Se il Comune non è in grado di farlo adeguare, diventa inutile anche l’attuale  produzione legislativa, reiterando quanto già si è verificato con la non applicata legge n. 10 del 1991.

Il clima odierno mi spinge a formulare la seguente richiesta all’assessore, e cioè prima dell’estate predisporre gli atti per consentire lo svolgimento di un ciclo di incontri con i professionisti per entrare nella cultura sottesa dalla nuova normativa regionale e per stabilire  un linguaggio comune nel confronto professionista tecnico comunale.

 

…l’ing.  Gardi -  ricorda che  la volontà politica nel proporre il Protocollo è stata proprio quella di ridurre le difficoltà applicative specie nella fase iniziale. Un modo pratico per valutare la difficoltà applicativa potrebbe consistere da parte dell’amministrazione di  scegliere  un suo immobile su cui applicare il  protocollo.

 

…l’arch. Rizzica – a sua volta sottolinea il fatto che  la normativa prevede, nel caso di edifici di particolare rilevanza storica, la possibilità di operare in deroga. Chiede inoltre  di conoscere la posizione del Comune in riferimento al possibile uso indiscriminato dei pannelli fotovoltaici sui tetti del centro storico, cosa che

potrebbe scaturire dalla volontà dei proprietari di aderire in massa all’utilizzo di questa tecnologia.

 

…l’assessore -  fa presente che  la situazione vincolistica sul Centro storico è rappresentata dalla Sovrintendenza e dal Parco dei Castelli, per cui sarà difficile il verificarsi di questa eventualità.

Si parla ora della possibilità di disporre i pannelli in perfetta aderenza alle falde in modo che non siano visibili dalla strada, ma per la modalità di funzionamento de i pannelli, e cioè con una  inclinazione ottimale che però risulta diversa da quella della falda,   non credo sia possibile neanche in questo caso.

Una possibilità da discutere e sicuramente meno impattante è rappresentata dal geotermico utilizzabile sia per il riscaldamento che per il raffrescamento.

Occorre informare in continuazione per far conoscere. Grazie

 

Moderatore - Terminano a questo punto i lavori, che come abbiamo potuto constatare  si sono svolti  in modo diverso dai precedenti, avendo attivato una forma dialogata che ha reso probabilmente  più concreti i contenuti delle singole relazioni e le difficoltà nelle quali vivono gli attori della certificazione.

In conclusione ci sentiamo di sottolineare e richiedere alla Regione di qualificare quanto prima i tecnici comunali, mentre alla nostra Amministrazione di attuare l’iniziativa seminariale con i tecnici dei Comuni viciniori,  in collaborazione con la Regione..

A voi tutti un sentito  grazie ed appuntamento al febbraio 2011 per verificare gli sviluppi della normativa e l’incremento di qualità nel nostro territorio. 

 

Pensiamo di fare cosa gradita riportando per intiero la legge regionale in questione ed in forma  sintetica le tre deliberazioni che ad oggi le danno parziale attuazione.


 

Allegato A)

L.R. 27 Maggio 2008, n. 6 “Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia (1)”
                             CAPO I   DISPOSIZIONI GENERALI

 Art. 1 (Finalità e oggetto)

1. La Regione, al fine di salvaguardare l’ambiente, il territorio e la salute degli abitanti, promuove ed incentiva la sostenibilità energetico-ambientale nella progettazione e realizzazione di opere edilizie pubbliche e private, individuando e promuovendo l’adozione e la diffusione di principi, modalità e tecniche proprie dell’architettura sostenibile e della bioedilizia, ivi compresi quelli tesi al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici in conformità a quanto stabilito dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia) e successive modifiche.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione definisce altresì un sistema di valutazione e certificazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici.

Art. 2  (Interventi di edilizia sostenibile, architettura sostenibile e di

            bioedilizia)

1. Ai fini della presente legge per interventi di edilizia sostenibile, di architettura sostenibile e di bioedilizia si intendono gli interventi che soddisfano i seguenti requisiti:
a) perseguire uno sviluppo armonioso e sostenibile del territorio, dell’ambiente urbano e dell’intervento edilizio;
b) tutelare l’identità storica degli agglomerati urbani e favorire il mantenimento dei caratteri storici e tipologici legati alla tradizione degli edifici;
c) favorire il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
d) realizzare risparmi sul consumo di acqua potabile, attraverso il recupero e il riutilizzo delle acque piovane, il riutilizzo, per usi compatibili, delle acque grigie e sistemi di trattamento delle acque di scarico;
e) garantire il benessere, la salute e la sicurezza degli occupanti; ricercare e applicare tecnologie edilizie sostenibili sotto il profilo ambientale, economico e sociale al fine di soddisfare le necessità del presente senza compromettere quelle delle future generazioni;
g) utilizzare materiali, tecniche costruttive, componenti per l’edilizia, impianti, elementi di finitura e arredi fissi biocompatibili, sostenibili, ecologici e non nocivi per la salute;
h) privilegiare l’impiego di materiali e manufatti di cui sia possibile il riutilizzo anche al termine del ciclo di vita dell’edificio e la cui produzione comporti un basso consumo energetico.

 

CAPO II   APPLICAZIONI FONDAMENTALI DELLA SOSTENIBILITÀ

                ENERGETICO AMBIENTALE

Art. 3   (Sostenibilità energetico ambientale negli strumenti  della

              pianificazione  territoriale ed urbanistica)

1. Gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica regionale, provinciale e comunale, nonché i regolamenti edilizi, nell’ambito dei rispettivi contenuti previsti dalla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche, perseguono e promuovono la sostenibilità energetico ambientale nelle trasformazioni territoriali e urbanistiche.
2. Ai fini di cui al comma 1, il processo di pianificazione garantisce:
a) l’ordinato sviluppo del territorio, dei tessuti urbani e del sistema produttivo;
b) la compatibilità dei processi di trasformazione ed uso del suolo con la sicurezza, l’integrità fisica e con la identità storico-culturale del territorio stesso;
c) il miglioramento della qualità ambientale, architettonica e della salubrità degli insediamenti;
d) la riduzione della pressione degli insediamenti sui sistemi naturalistico-ambientali, anche attraverso opportuni interventi di mitigazione degli impatti;
e) la riduzione del consumo di nuovo territorio, evitando l’occupazione di suoli ad alto valore agricolo e/o naturalistico, privilegiando il risanamento e recupero di aree degradate e la sostituzione dei tessuti esistenti ovvero la loro riorganizzazione e riqualificazione;
f) il migliore utilizzo delle risorse naturali e dei fattori climatici nonché la prevenzione dei rischi ambientali.
3. Per il perseguimento degli obiettivi di cui al comma 2, fatto salvo

quanto previsto dalla l.r. 38/1999, gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica regionale, provinciale e comunale generale sono definiti anche sulla base di indagini territoriali ed ambientali aventi lo scopo di valutare le trasformazioni indotte nell’ambiente dai processi di urbanizzazione, corredate da analisi di settore quali analisi dei fattori ambientali, naturali e climatici del territorio, analisi delle risorse ambientali, idriche ed energetiche con particolare riferimento all’uso di fonti rinnovabili, analisi dei fattori di rischio ambientale di natura antropica, analisi delle risorse e delle produzioni locali.

Art. 4  (Risparmio idrico)

1. La Giunta regionale, in collaborazione con gli organismi competenti e sentite le commissioni consiliari competenti, individua i criteri e le modalità di salvaguardia delle risorse idriche e del loro uso razionale, in particolare attraverso:
a) la predisposizione di misure atte a verificare la qualità e l’efficienza delle reti di distribuzione, anche attraverso il monitoraggio dei consumi;
b) l’individuazione di standard ottimali di riferimento per i consumi di acqua potabile e per gli scarichi immessi nella rete fognaria ed i relativi sistemi di controllo;
c) la promozione dell’utilizzo di tecniche di depurazione naturale;
d) l’utilizzo di tecniche per il recupero delle acque piovane e grigie.
2. Negli interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica, di cui rispettivamente all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche è obbligatorio:
a) il recupero delle acque piovane e delle acque grigie ed il riutilizzo delle stesse per gli usi compatibili, tramite la realizzazione di appositi sistemi integrativi di raccolta, filtraggio ed erogazione;
b) l’installazione di cassette d’acqua per water con scarichi differenziati;
c) l’installazione di rubinetteria dotata di miscelatore aria ed acqua;
d) l’impiego, nelle sistemazioni delle superfici esterne dei lotti edificabili, di pavimentazioni drenanti nel caso di copertura superiore al 50 per cento della superficie stessa, al fine di conservare la naturalità e la permeabilità del sito e di mitigare l’effetto noto come

isola di calore.
3. Sono fatti salvi i limiti previsti da vincoli relativi a beni culturali, ambientali e paesaggistici. Sono altresì fatti salvi, nel caso di ristrutturazioni edilizie, eventuali impedimenti tecnici adeguatamente documentati relativi agli interventi per il recupero ed il riutilizzo delle acque piovane e grigie di cui al comma 2, lettera a).

Art. 5    (Fonti energetiche rinnovabili)

1. Negli interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica di cui, rispettivamente, all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f) del d.p.r. 380/2001, è obbligatoria l’installazione di impianti per il ricorso a fonti energetiche rinnovabili al fine di soddisfare:
a) il fabbisogno di acqua calda dell’edificio per usi igienico sanitari in misura non inferiore al 50 per cento;
b) il fabbisogno di energia elettrica in misura non inferiore a 1 kW per ciascuna unità immobiliare e non inferiore a 5 kW per i fabbricati industriali, commerciali e di servizio di estensione superficiale di almeno 100 metri quadrati.
2. La progettazione degli interventi edilizi ai sensi del comma 1 deve curare l’integrazione con le strutture del fabbricato o del quartiere.
3. Sono fatti salvi i limiti previsti da vincoli relativi a beni culturali, ambientali e paesaggistici nonché eventuali impedimenti tecnici adeguatamente documentati.
4. Per i titoli abilitativi relativi all’installazione di impianti per il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, si applica quanto previsto dall’articolo 19, comma 4, della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2008).

Art. 6   (Recupero delle tradizioni costruttive biosostenibili)

1. Al fine di preservare l’identità storica e culturale del patrimonio edilizio e architettonico e le relative tradizioni e tecniche costruttive e tipologiche, gli elementi costruttivi presenti negli edifici storici e nell’edilizia tradizionale locale e/o rurale che trovano piena rispondenza nei principi dell’architettura sostenibile e della bioedilizia ai sensi della presente legge devono essere preservati.
2. Per gli interventi di recupero degli edifici di cui al comma 1, i comuni adottano specifiche disposizioni per assicurare la conservazione ed il ripristino degli elementi e delle soluzioni costruttive proprie dell’architettura sostenibile e della bioedilizia ovvero la sostituzione degli stessi con materiali che ne mantengano inalterate le originali caratteristiche di biocompatibilità.

 

CAPO III PROTOCOLLO E CERTIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI DI

            BIOEDILIZIA

Art. 7   (Protocollo regionale sulla bioedilizia)

1. Il protocollo regionale sulla bioedilizia, con le relative linee guida di utilizzo, è lo strumento di cui si dota la Regione per valutare e certificare la sostenibilità degli interventi edilizi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f) del d.p.r. 380/2001, attribuire agli stessi un punteggio e graduare i contributi previsti dalla presente legge.
2. Il protocollo regionale è diviso in aree di valutazione, corrispondenti alle varie tematiche da esaminare in sede di valutazione degli interventi, e contiene, oltre alle condizioni minime previste dal capo II, i requisiti di bioedilizia richiesti con le corrispondenti scale di prestazione quantitativa e qualitativa, con riferimento, in particolare:
a) alla qualità ambientale degli spazi esterni attraverso:
1) il controllo della temperatura superficiale e dei flussi d’aria, dell’inquinamento acustico, luminoso, atmosferico, elettromagnetico, del suolo e delle acque, nonché la valutazione degli aspetti di percezione sensoriale dell’ambiente costruito;
2) l’integrazione degli edifici con il contesto paesaggistico, ambientale e geomorfologico;
3) l’integrazione degli edifici con la cultura locale attraverso il
mantenimento dei caratteri storici, materiali e costruttivi tradizionali locali;
b) al risparmio delle risorse attraverso:
1) l’utilizzo di materiali da costruzione a limitato consumo energetico nelle fasi di produzione, trasporto, montaggio e dismissione, da selezionare in conformità ai criteri di cui all’articolo 8, nonché il riutilizzo delle strutture esistenti;
2) l’utilizzo di dispositivi per la riduzione del consumo di energia elettrica o per la produzione da fonti rinnovabili;
3) il contenimento dei consumi di acqua potabile negli edifici, impianti e relative pertinenze attraverso il monitoraggio dell’uso e l’installazione di adeguati dispositivi di riduzione;
4) la riduzione del consumo energetico per il riscaldamento ed il raffrescamento dell’edificio, con l’ottimale inerzia e isolamento

termico dello stesso e l’uso di energie rinnovabili;
5) la realizzazione di impianti di ventilazione e raffrescamento efficienti, mediante il controllo degli apporti calorici solari e dell’inerzia termica degli elementi costruttivi;
6) la riduzione dei consumi energetici per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso l’impiego di energie rinnovabili;
c) ai carichi ambientali degli edifici attraverso:
1) la riduzione dei rifiuti solidi da cantiere, da costruzione e da demolizione;
2) il contenimento dei rifiuti liquidi, con sistemi di trattamento delle acque di scarico e privilegiando il ricorso a tecniche di depurazione naturale, la raccolta e recupero delle acque piovane, per usi sia pubblici che privati, il riuso delle acque grigie, l’aumento della capacità drenante delle superfici calpestabili;
3) la riduzione delle emissioni di gas;
d) alla qualità dell’ambiente interno attraverso l’elevazione del comfort visivo, acustico, termico, della qualità dell’aria, interna ed esterna con particolare riferimento al controllo della migrazione del gas radon, la minimizzazione del livello dei campi elettrici e magnetici;
e) alla qualità del servizio fornito dall’edificio relativamente alla manutenzione edilizia ed impiantistica, attraverso l’adozione di elementi di protezione dell’involucro esterno dell’edificio;
f) alla qualità della gestione, attraverso la disponibilità della documentazione tecnica relativa all’edificio;
g) alla accessibilità e fruibilità dei servizi sociali di interesse collettivo, anche attraverso l’integrazione con il trasporto pubblico ed i sistemi di mobilità sostenibile e l’adozione di misure per favorire il trasporto alternativo.
3. I requisiti individuati dal protocollo regionale relativamente al consumo energetico dell’edificio sono determinati tenendo altresì conto di quanto previsto dal d.lgs. 192/2005 concernente il rendimento energetico nell’edilizia.
4. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, adotta il Protocollo entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e provvede al relativo aggiornamento con cadenza almeno biennale. (2)
5. L’applicazione del protocollo regionale costituisce:
a) condizione per il rilascio della certificazione di cui all’articolo 9 e

per l’accesso agli incentivi ed ai contributi previsti dagli articoli 13 e 14;
b) criterio di priorità per l’accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti previsti dalla normativa regionale in materia di pianificazione territoriale e urbanistica, di edilizia, di lavori pubblici.
6. Ai fini di cui al comma 5, il protocollo regionale, oltre a disciplinare l’attribuzione dei punteggi, definisce altresì soglie minime di valutazione al di sotto delle quali non è previsto il rilascio della certificazione e l’accesso agli incentivi ed ai contributi.

Art. 8   (Criteri di selezione dei materiali da costruzione e delle

            tecniche costruttive)

1. Negli interventi edilizi da realizzare in conformità al protocollo regionale è previsto l’uso di materiali da costruzione, componenti per l’edilizia, impianti, elementi di finitura, arredi fissi e tecnologie costruttive che siano:
a) selezionati tra quelli ecocompatibili, con ridotti valori di energia e di emissioni di gas serra inglobati, non nocivi per la salute; tali requisiti devono permanere per l’intero ciclo di vita del fabbricato;
b) riciclati, riciclabili, di recupero, prodotti con un basso bilancio energetico ambientale, di provenienza locale.
2. I requisiti di qualità di cui al comma 1 costituiscono i criteri per la redazione del capitolato tipo e del prezzario regionale di cui all’articolo 11.

Art. 9   (Certificazione di sostenibilità degli interventi di bioedilizia)

1. La certificazione della sostenibilità degli interventi di bioedilizia è un sistema di procedure univoche e normalizzate che utilizza il protocollo e le relative linee guida per valutare sia il progetto che l’edificio realizzato.
2. La certificazione di cui al comma 1 ha carattere volontario e ricomprende la certificazione energetica obbligatoria di cui al d.lgs. 192/2005, per la quale sono parimenti utilizzati le modalità e gli strumenti di valutazione di cui all’articolo 7 della presente legge, con riferimento ai requisiti ed ai parametri indicati nel citato decreto.
3. Il certificato di sostenibilità degli edifici è rilasciato, su richiesta del proprietario dell’immobile o del soggetto attuatore dell’intervento, da un professionista estraneo alla progettazione e alla direzione lavori, accreditato ai sensi del comma 4, lettera c). Il certificato è

affisso nell’edificio in luogo facilmente visibile.
4. Entro centottanta giorni dall’adozione del protocollo regionale di

cui all’articolo 7, la Regione, con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 47, comma 2, lettera b) dello Statuto, sentita la competente commissione consiliare, definisce: (3)
a) la procedura e le modalità per la richiesta ed il rilascio della certificazione di sostenibilità degli edifici;
b) le procedure, le modalità ed i tempi per l’effettuazione dei controlli, anche a campione, sugli interventi edilizi in fase di realizzazione nonché sugli interventi realizzati al fine di accertare la conformità degli stessi alla certificazione rilasciata;
c) il sistema di accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione di sostenibilità degli edifici comprensivo dell’individuazione dei relativi requisiti professionali, in coerenza, relativamente alla certificazione energetica, con quanto stabilito dall’articolo 4 del d.lgs. 192/2005, nonché le modalità di controllo, anche a campione, sulla sussistenza dei suddetti requisiti e sull’attività certificatoria.
5. L’applicazione del protocollo e l’acquisizione del certificato di sostenibilità è obbligatoria per gli interventi relativi agli immobili di proprietà della Regione.

Art. 10   (Controlli e sanzioni)

1. I controlli previsti dall’articolo 9, comma 4, lettera b), sono effettuati dai comuni, anche in raccordo con la Regione. Qualora dagli stessi risultino difformità, il comune ingiunge al soggetto attuatore o al proprietario di effettuare i lavori necessari per rendere uniforme l’intervento a quanto dichiarato ai fini della certificazione di sostenibilità degli interventi di bioedilizia. In caso di inottemperanza, il comune:
a) provvede ad effettuare le necessarie comunicazioni alla Regione ai fini della revoca della certificazione di sostenibilità degli interventi di bioedilizia rilasciata, nonché della revoca della concessione o della erogazione dei contributi di cui all’articolo 14;
b) provvede alla revoca degli eventuali incentivi concessi ai sensi dell’articolo 13.
2. I controlli previsti dall’articolo 9, comma 4, lettera c), sono effettuati dalla Regione. Nel caso in cui vengano meno i requisiti previsti per l’accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della

certificazione, ai sensi dell’articolo 9, comma 4, lettera c), ovvero nel caso di rilascio di certificazioni irregolari, i soggetti decadono

dall’accreditamento medesimo e la Regione ne segnala l’operato al rispettivo ordine professionale.

Art. 11   (Prezzario e capitolato tipo prestazionale)

1. La Regione, entro novanta giorni dall'adozione del protocollo di cui all'articolo 7, adotta un capitolato tipo prestazionale per la realizzazione degli interventi di bioedilizia e nell’ambito del tariffario regionale dei prezzi per la realizzazione di opere edili istituisce un’apposita sezione dedicata alla bioedilizia.(4)
2. (5)

 

CAPO IV   INCENTIVAZIONE E PROMOZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ

                  DEGLI INTERVENTI DI BIOEDILIZIA

Art. 12   (Calcolo degli indici di fabbricabilità)

1. Al fine di favorire la realizzazione di edifici a basso consumo energetico, i comuni prevedono, per la determinazione dell’indice di fabbricabilità fissato dallo strumento urbanistico e fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa vigente, lo scomputo:
a) del maggior spessore delle murature esterne degli edifici, siano esse tamponature o muri portanti, per la parte eccedente 30 centimetri, fino ad un massimo di 25 centimetri;
b) del maggior spessore dei solai intermedi e di copertura, per la parte eccedente 30 centimetri e, rispettivamente, fino ad un massimo di 15 e 25 centimetri;
c) delle serre solari con vincolo di destinazione e, comunque, di dimensioni non superiori al 15 per cento della superficie utile dell’unità abitativa realizzata;
d) degli altri maggiori volumi o superfici finalizzati, attraverso l’isolamento termico ed acustico, la captazione diretta dell’energia solare e la ventilazione naturale, alla riduzione dei consumi energetici o del rumore proveniente dall’esterno.
2. Il contenimento del consumo energetico realizzato con gli interventi di cui al comma 1 deve essere dimostrato nell’ambito della documentazione tecnica richiesta per il titolo abilitativo, anche in conformità con quanto previsto dal d.lgs. 192/2005.
3. I comuni applicano lo scomputo dei maggiori volumi realizzati ai sensi del comma 1 anche ai fini della determinazione del contributo

di costruzione per il rilascio del permesso di costruire.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 sono applicabili anche agli

interventi di recupero degli edifici esistenti, a condizione che siano salvaguardati gli elementi costruttivi e decorativi di pregio storico ed artistico nonché gli allineamenti o conformazioni diverse, orizzontali, verticali, e le falde dei tetti che caratterizzano le cortine di edifici urbani e rurali di antica formazione.
5. I comuni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano i propri regolamenti edilizi alle disposizioni di cui al comma 1. In mancanza di adeguamento, le suddette disposizioni trovano comunque applicazione.

Art. 13   (Incentivi per interventi di bioedilizia)

1. I comuni prevedono, per gli interventi edilizi conformi al protocollo regionale, la riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione, in misura crescente in relazione al livello di sostenibilità energetico-ambientale e comunque fino ad un massimo del 50 per cento, ovvero adottano, in riferimento agli edifici a maggiori prestazioni energetico-ambientali, altre forme di incentivazione.
2. La riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria può essere cumulata ad eventuali altre riduzioni sui medesimi, previste dalla normativa vigente.
3. Gli incentivi di cui al presente articolo sono cumulabili con gli altri contributi previsti dall’articolo 14 e dalla normativa vigente.

Art. 14   (Contributi regionali per interventi di bioedilizia)

1. La Regione, al fine di incentivare la realizzazione di interventi edilizi in conformità ai contenuti del protocollo regionale, concede contributi a soggetti pubblici e privati nella misura massima, rispettivamente, del 50 e del 20 per cento del costo complessivo dell’intervento.
2. Con il regolamento di cui all’articolo 9 sono stabiliti i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui al comma 1.

Art. 15   (Attività regionali formative e informative)

1. La Regione, al fine di favorire la diffusione e la conoscenza dei principi della sostenibilità energetico ambientale nell’edilizia, promuove:
a) anche in collaborazione con soggetti pubblici e privati, specifici

corsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale rivolti, in particolare, agli enti locali, alle aziende territoriali per

l’edilizia residenziale, alle imprese ed ai liberi professionisti;
b) iniziative culturali, studi e ricerche sulle tecniche e sui criteri costruttivi dell’architettura sostenibile e della bioedilizia, anche mediante intese o collaborazioni con le università, le istituzioni scolastiche e formative, gli ordini professionali, le associazioni di categoria interessate, gli enti di ricerca;
c) anche in collaborazione con gli enti locali, concorsi di idee o progettazioni per la realizzazione di interventi di architettura sostenibile e di bioedilizia;
d) campagne informative per la diffusione di una cultura dell’uso responsabile del territorio e del costruire, finalizzate al rispetto dell’ambiente ed al risparmio energetico.
2. La Regione realizza, altresì, sul proprio sito internet, anche attraverso convenzioni con gli enti pubblici interessati, uno sportello informativo sulla architettura sostenibile e sulla bioedilizia.

Art. 16  (Sostenibilità energetico ambientale nell’edilizia residenziale

             pubblica.  Modifica alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 12

            “Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in

             materia di edilizia residenziale pubblica” e  successive

             modifiche)

1. La Regione, ai sensi dell’articolo 7 della l.r. 12/1999, come modificato dal comma 2 del presente articolo, riserva una quota dei fondi da ripartire a favore di interventi di edilizia residenziale pubblica da realizzare in conformità al protocollo regionale di cui all’articolo 7.
2. Dopo il comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 12/1999 è inserito il seguente:
“2bis. Una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse finanziarie disponibili di cui al comma 2, lettera a) è riservata agli interventi di nuova realizzazione e di recupero conformi al protocollo regionale sulla bioedilizia, ripartita in base al punteggio attribuito dall’applicazione del suddetto protocollo”.

 

CAPO V         DISPOSIZIONI FINALI

Art. 17   (Disposizione transitoria)

1. Ai titoli abilitativi edilizi relativi agli interventi di cui agli articoli 4, comma 2, 5 e 12, richiesti e non ancora rilasciati alla data di entrata

in vigore della presente legge, si applica la disciplina normativa previgente.
1bis. Fino all’adozione del protocollo di cui all’articolo 7 e del

regolamento di cui all’articolo 9, non trovano applicazione gli articoli 13 e 14. (6)

Art. 18   (Abrogazioni)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati:
a) la legge regionale 8 novembre 2004, n. 15 (Disposizioni per favorire l’impiego di energia solare termica e la diminuzione degli sprechi idrici negli edifici);
b) i commi 6 e 7 dell’articolo 19 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2008).

Art. 19   (Disposizione finanziaria)

1. Per la copertura degli oneri finanziari derivanti dall’attuazione della presente legge viene istituito, nell’ambito dell’UPB E62, un capitolo denominato “Disposizioni in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia” con lo stanziamento di 500 mila euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.
2. Ai relativi oneri di cui al comma 1 si fa fronte mediante riduzione di pari importo dello stanziamento del capitolo E62516.
Note:
(1) Legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 7 giugno 2008, n. 21
(2) Comma modificato dall'articolo 23, comma 1, lettera a) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 32
(3) Comma modificato dall'articolo 23, comma 1, lettera b) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 32
(4) Comma modificato dall'articolo 23, comma 1, lettera c), numero 1) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 32
(5) Comma abrogato dall'articolo 23, comma 1, lettera c), numero 2) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 32
(6) Comma aggiunto dall'articolo 23, comma 1, lettera d) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 32

 

Allegato B)

DGR 7 agosto 2009, n. 634 “Approvazione dei criteri relativi al Protocollo regionale sulla bioedilizia di cui all’articolo 7 della legge regionale 7 giugno 2008, n. 6 e definizione successivi adempimenti”

(Bur 28 novembre 2009 n. 44)

                                               ….omissis…

all’unanimità delibera

— di approvare l’elenco dei criteri come riportato nell’allegato, parte integrante della presente deliberazione, elaborato sulla base del "Protocollo Itaca" adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel gennaio 2004 e successivamente aggiornato con deliberazione del Consiglio direttivo Itaca del marzo 2009 e tenendo conto dei requisiti indicati al punto 2 dell’articolo 7 della Lr 6/2008;

— di avvalersi per il perseguimento delle finalità di cui alla Lr 6/2008 del supporto tecnico del "Centro di ricerca interdisciplinare territorio edilizia restauro ambiente (Citera) dell’Università “La Sapienza", con sede in Roma, via Antonio Gramsci n. 53, e dell’Istituto Itaca, i quali, operando in accordo, provvederanno allo svolgimento di tutti gli ulteriori adempimenti previsti dall’articolo 7 e dall’articolo 9 della medesima legge, consistenti nella elaborazione delle "Linee guida",  del "Sistema di certificazione della sostenibilità" e del "Regolamento di attuazione del Protocollo", nonché a sviluppare appositi manuali, modulistica e strumenti di calcolo informatizzati di ausilio all’utilizzo del Protocollo, modulistica per la presentazione delle domande di certificazione e lo schema di certificato regionale.

Le spese per gli adempimenti del precedente punto graveranno sul Capitolo E62519 es. fin. 2009 nella misura massima di € 140.000,00.

Il presente provvedimento sarà pubblicato sul Bur della Regione Lazio e diffuso sul sito internet della Regione Lazio www.regione.lazio.it

 

 

Allegato C

DGR n. 72/2010

Schema per la certificazione di sostenibilità ambientale degli interventi di bioedilizia e l’accreditamento dei soggetti certificatori.

 

Capo I                Norme generali

art 1 Finalità

art 2 Definizioni

art 3 Certificazione di sostenibilità degli interventi

Capo II               Procedura per la richiesta ed il rilascio della

                      certificazione di sostenibilità degli edifici

art 4 Richiesta di certificazione

art 5 Richiesta di certificazione nel caso di incentivi e contributi

art 6 Procedura per il rilascio

art 7 Determinazione del livello di sostenibilità ambientale e

              classificazione di un edificio

art 8 Certificato di sostenibilità ambientale

Capo III              Sistema di accreditamento dei soggetti abilitati al

                       rilascio della certificazione di sostenibilità ambientale

art 9 Organismo regionale di accreditamento

art 10        Iscrizione all’elenco dei certificatori della sostenibilità

              ambientale degli edifici della regione Lazio

art 11        Presentazione della domanda e rilascio dell’accreditamento art 12         Soggetti abilitati allo svolgimento dei corsi

art 13        Requisiti dei corsi di formazione

art 14        Requisiti dei docenti

art 15        Requisiti delle attrezzature

art 16        Verifica finale

art 17        Attestato partecipazione e superamento verifica finale

art 18        Durata e mantenimento dell’accreditamento

art 19        Controlli sull’attività di certificazione,        sospensioni e revoche

art 20        Disposizioni finali       

 

 

Allegato D

DGR n.133/2010 “Adozione del “Protocollo ITACA Regione Lazio” Residenziale e del “Protocollo ITACA Regione Lazio” non Residenziale, ai sensi della Lr 6 27 maggio 2008, Capo III, art. 7, comma 4.

                                               …omissis…..

all’unanimità DELIBERA

 

-  di adottare il “Protocollo ITACA Regione Lazio” Residenziale e il “Protocollo ITACA Regione Lazio”  non Residenziale, ai sensi della Lr 6 27 maggio 2008, art. 7, comma 4.

Il presente provvedimento sarà pubblicato sul B.U.R. della Regione Lazio e diffuso sul sito internet della Regione Lazio www.regione.lazio.it.

 

Protocollo ITACA LAZIO 2009 sintetico, si articola in: 5 aree di valutazione,10 categorie e 15 criteri; segue l’elenco dei criteri per le costruzioni residenziali e non:

1.       Qualità del sito, che pesa il 5,0%

1.2     Accessibilità ai servizi

1.2.1  Accessibilità al trasporto pubblico

2.        Consumo di risorse, che pesa il 60,0%

2.1      Energia primaria non rinnovabile richiesta durante il ciclo di vita

2.1.4   Energia primaria per il riscaldamento

2.1.8   Energia primaria per il raffrescamento

2.1.9   Energia primaria per acqua calda sanitaria

2.2      Energia da fonti rinnovabili

2.2.2   Energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili

2.3      Materiali eco-compatibili

2.3.1   Materiali da fonti rinnovabili

2.3.2   Materiali riciclati/recuperati

2.3.3   Materiali locali

2.4      Acqua potabile

2.4.1   Acqua potabile per irrigazione

2.4.2   Acqua potabile per usi indoor

3.        Carichi ambientali, che pesano il 10,0%

3.1      Emissioni di CO2 equivalente

3.1.2   Emissioni previste in fase operativa

4.        Qualità ambientale indoor, che pesa il 15,0%

4.1      Ventilazione

4.1.1   Ventilazione

4.3      Benessere visivo

4.3.1   Illuminazione naturale

4.4      Benessere acustico

4.4.1   Isolamento acustico involucro edilizio

5.       Qualità del servizio, che pesa il 10,0%

5.1     Controllabilità degli impianti

5.1.1  BACS (Building Automation and Control System) e TMB (Technical

           Building Management)

 

 

 

 

Per ogni criterio viene definita l’esigenza da raggiungere, un indicatore di prestazione e la rispettiva unità di misura; inoltre ogni criterio ha una sua specifica incidenza all’interno della propria area, per cui nell’area che presenta un solo criterio,

lo stesso pesa quanto l’area alla quale appartiene. All’interno del Protocollo sintetico della Regione Lazio sono riportati gli indicatori di prestazione, con punteggi che vanno dal -1 al 5, a seconda della scala di prestazione raggiunta nella progettazione.

 

g)